C’è un rischio per i mercati che davvero minaccia la stabilità e non si trova negli Usa: questa l’opinione di Bob Michele, responsabile globale del reddito fisso presso JP Morgan Asset Management.
Il suo dito è puntato contro il Giappone, come affermato a Cnbc. La Banca del Giappone potrebbe essere costretta ad alzare i tassi prima del previsto se lo yen giapponese si indebolisce oltre quota 150 per dollaro.
Tassi più alti potrebbero quindi allentare il carry trade sullo yen e innescare un ritorno dei capitali giapponesi nei mercati obbligazionari nazionali, una mossa che capace di innescare la volatilità del mercato.
Il grande rischio di instabilità è questo secondo l’esperto, ecco perché.
La minaccia vera ai mercati proviene dal Giappone: cosa può succedere
“Temo che, man mano che la curva dei rendimenti si normalizzerà e i tassi saliranno, potresti vedere un decennio - o più - di rimpatri degli investimenti”, ha detto lo stratega di JP Morgan riferendosi al Giappone a “Squawk Box Europe” della Cnbc. Non ha dubbi l’analista: “Questo è l’unico rischio di cui mi preoccupo”.
La BOJ rappresenta un’anomalia con il suo costo del denaro negativo, in quanto le principali banche centrali hanno aumentato i tassi in modo aggressivo per combattere l’inflazione crescente. Decenni di politica monetaria accomodante in Giappone – anche se altre banche centrali globali hanno inasprito la politica monetaria negli ultimi 12 mesi – hanno concentrato i carry trade sullo yen giapponese (Il carry trade implica prendere in prestito a un tasso di interesse più basso per investire in altre attività che promettono rendimenti più elevati).
La valuta giapponese è sotto rinnovata pressione dopo che la Federal Reserve ha mantenuto i tassi di interesse fermi, indicando un ulteriore aumento entro la fine dell’anno. Da inizio anno lo yen si è indebolito di oltre l′11% rispetto al biglietto verde.
Se da un lato uno yen più debole rende le esportazioni giapponesi più economiche, dall’altro rende anche le importazioni più costose, dato che la maggior parte delle principali economie sta lottando per contenere un’inflazione ostinatamente elevata.
“Quindi, ciò potrebbe fornire alla Bank of England la copertura per iniziare ad aumentare i tassi prima di quanto previsto dal mercato”, ha aggiunto Michele.
Le aspettative di un’uscita più rapida dalla politica monetaria ultra-allentata della BOJ sono aumentate dopo che Ueda ha detto a Yomiuri Shimbun in un’intervista pubblicata il 9 settembre che la BOJ potrebbe avere dati sufficienti entro la fine di quest’anno per determinare quando porre fine ai tassi negativi.
In questo scenario di un cambio di strategia, scatta l’allarme finanziario secondo lo stratega.
“Il Giappone è ormai da decenni la madre del carry trade e così tanti capitali sono stati finanziati a un costo molto basso in Giappone ed esportati verso i mercati esteri”, ha spiegato l’esperto di JP Morgan.
Con i rendimenti del JGB a 10 anni che hanno toccato il massimo in un decennio a circa lo 0,745% giovedì, gli investitori giapponesi hanno già iniziato a liquidare posizioni in alcune classi di attività in vari mercati esteri che in passato offrivano rendimenti migliori. Un flusso che ritorna in patria sarà un problema.