L’emissione del BTP Italia Sì, Titolo di Stato indicizzato all’inflazione italiana, entra al suo terzo giorno. I numeri sugli ordini e i contratti, mentre il MEF valuta nuovo BTP.
Il BTP Italia Sì continua a raccogliere consensi, con gli ordini che, alla fine della mattinata del terzo giorno di emissione da parte del MEF, superano la soglia di 6 miliardi di euro.
Il collocamento sul MOT del nuovo Titolo di Stato indicizzato all’inflazione, con codice ISIN IT0005713539, scadenza al 23 giugno 2031, tasso minimo garantito all’1,6%, e premio fedeltà allo 0,6%, andrà avanti fino alle ore 13 di venerdì 19 giugno 2026, salvo chiusura anticipata.
Nel frattempo il MEF preannuncia il possibile arrivo di un nuovo BTP, guardando ai fondi.
A dirlo a Il Messaggero è Davide Iacovoni, direttore generale per il Debito pubblico del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Al quotidiano, Iavoconi ha in primis commentato il successo dell’emissione del BTP Italia Sì.
Iacovoni (MEF) commenta ordini BTP Italia Sì e anticipa possibile emissione nuovo Titolo di Stato
Iacovoni ha detto che “c’è un’attenzione molto alta sul prodotto” (BTP Italia Sì) e che “vediamo un buon riscontro dagli investitori. Tra l’altro il numero dei contratti è cresciuto e questo vuol dire che l’attenzione da parte dei piccolissimi risparmiatori è aumentata rrispetto a quello delle reti private e dei gestori patrimoniali”.
Il funzionario del MEF non si è fermato qui, scoprendo le carte sulle prossime e future mosse del Tesoro per portare gli investitori ad acquistare nuove fette di debito pubblico italiano: “Si sta lavorando per capire se possa esistere una domanda strutturale da parte del mondo istituzionale, che nelle analisi fatte in passato non era particolarmente elevata”, ha osservato Iacovoni, aggiungendo che, “in caso di domanda strutturale, potremmo strutturare un nuovo prodotto. Dovesse essere innvece sporadica troveremo il modo di soddisfarla”.
In sostanza, il MEF starebbe considerando l’opzione di emettere un nuovo Titolo di Stato sempre indicizzato all’inflazione italiana, rivolto agli investitori istituzionali italiani ed esteri, dunque non esclusivamente agli investitori retail, come il BTP Italia Sì.
BTP Italia Sì e non solo, gli investitori cercano strumenti per proteggersi da accelerazione inflazione
La caccia degli investitori a Titoli e asset che possano proteggere dall’inflazione è d’altronde un dato di fatto, in una fase in cui i prezzi sono tornati a puntare verso l’alto, a causa dello shock energetico scatenato dalla guerra USA-Iran. Shock la cui durata ora è tuttavia oggetto di dibattito, visto il tonfo dei prezzi del petrolio seguito all’annuncio di un accordo tra gli Stati Uniti di Donald Trump e Teheran.
Detto questo, il balzo dell’inflazione ha già avuto conseguenze sulla politica monetaria della BCE. (occhio all’inflazione in Italia annunciata dall’Istat).
La Banca centrale europea guidata da Christine Lagarde ha annunciato infatti giovedì scorso 11 giugno 2026 un rialzo dei tassi dell’Eurozona di 25 punti base, il primo dal settembre del 2023, facendo salire il tasso sui depositi al 2,25%.
Ulteriori rialzi dei tassi sono stati messi in conto dagli esperti, che scommettono di nuovo su un’inflazione “higher for longer”. Si spiega così la ricerca degli investitori a strumenti finanziari indicizzati all’inflazione.
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Ordini per più di 6 miliardi di euro in tre giorni, il MEF ha fiducia nei buoni risultati
Tornardo a come sta procedendo l’emissione del BTP Italia Sì, ieri la seconda giornata di emissione si è conclusa con ordini per un valore superiore a 2,18 miliardi di euro, ovvero per 2.184.122.000 euro.
Il numero dei contratti sottoscritti, secondo i dati riportati da Borsa Italiana, è stato pari a 71.026.
Ciò significa che, nei primi due giorni del collocamento, il MEF ha incassato ordini per un ammontare superiore ai 5 miliardi di euro, considerando le sottoscrizioni del primo giorno di collocamento, di circa 3,18 miliardi di ieri. Gli ordini complessivi si sono attestati a più di 5,36 miliardi di euro.
Le sottoscrizioni di stamattina hanno portato il volume degli ordini a superare oggi la soglia di 6 miliardi di euro.
Il MEF ha già commentato l’esito del collocamento. In particolare il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha sottolineato che “sembra proprio che ci sia stata un’ottima partenza”, aggiungendo di essere “convinto che ci saranno risultati positivi perché la nostra struttura è molto solida e quindi è d’interesse per i risparmiatori ”.