BTP Italia Sì, è questo il vero motivo per cui Meloni sta andando a caccia dei soldi degli italiani?

Laura Naka Antonelli

21/05/2026

I dati appena emersi dal report di Bankitalia fanno sorgere il dubbio. Più BTP ai retail in quanto l’Italia rischia di essere mollata da questi investitori?

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Il BTP Italia Sì, nuovo Titolo di Stato italiano creato ad hoc dal governo Meloni per continuare a corteggiare la platea degli investitori retail è, senza alcun dubbio, l’ultima grande sorpresa uscita dal cilindro del MEF, che arriva in un momento non proprio felice per la carta italiana.

Dopo alcuni dati di Banca d’Italia che segnalano un calo degli investimenti esteri nei BTP, si insinua così il dubbio che il fattore che ha portato il governo a lanciare proprio ora il BTP Italia Sì sia il seguente: rafforzare la partecipazione dei risparmiatori italiani al debito pubblico per compensare una domanda internazionale più incerta.

Non è un mistero infatti che, dall’inizio della guerra USA-Iran, i BTP italiani, così come i bond dell’area euro, siano stati tartassati più volte dalle vendite, in un clima di avversione al rischio conclamata, che ha provocato in alcuni casi veri bagni di sangue sul mercato obbligazionario mondiale.

Motivo: la paura crescente di un’accelerazione dell’inflazione e, nell’area euro, la prospettiva di una BCE costretta ad alzare i tassi di interesse.

Non sorprende dunque la decisione del MEF di chiamare all’appello i BTP People in una fase in cui, e a confermarlo sono i numeri di Bankitalia, gli investitori esteri si stanno allontanando dai bond italiani.

BTP Italia Sì, costola del BTP Italia. Così Meloni torna a chiedere soldi agli italiani

Destinatari del BTP Italia Sì, come del BTP Valore, sono sempre loro: i piccoli risparmiatori, su cui la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni continua a puntare per nazionalizzare il debito pubblico italiano.

Debito pubblico che, dalle previsioni annunciate dalla Commissione europea, si prepara tra l’altro a salire sul podio della classifica dei debiti più alti dell’Europa, in rapporto al PIL, superando nel 2027 anche quello della Grecia.

Triste primato in vista per l’Italia di Meloni che, in una situazione in cui il debito-PIL dell’Italia è destinato a gonfiarsi ulteriormente, fino a sfondare il 139% nel 2027, e così rischiando di rendere più cauta la comunità degli investitori stranieri, ha dal suo punto di vista una ragione in più per portare avanti la missione di assegnare agli italiani il numero più alto possibile di Titoli di Stato di casa.

D’altronde, finora i cosiddetti BTP People hanno risposto con entusiasmo alle emissioni di BTP che questo governo, fin dagli inizi del 2023, ha riservato esclusivamente al pubblico retail.

Basti pensare che l’espressione più alta del desiderio di Meloni di condividere con il popolo italiano la pesante zavorra del debito, ovvero il BTP Valore, lanciato nel giugno del 2023, è giunta alla sua settima edizione, inclusa la variante del BTP Più, Titolo di Stato che si è distinto dagli altri BTP patriottici o sovranisti - così come sono stati battezzati - con l’opzione del rimborso anticipato.

I risultati di queste emissioni hanno convinto il governo Meloni ad andare avanti su questa strada.

Di qui, la decisione di stupire ora i piccoli risparmiatori con la novità del BTP Italia Sì, costola del BTP Italia, Titolo di Stato preesistente al governo Meloni, che lo stesso ha riproposto tre volte.

L’emissione del BTP Italia del 2025, tuttavia, non ha dato grandi soddisfazioni, in quanto la partecipazione dei retail è stata alquanto tiepida.

Va ricordato che i BTP Italia, contrariamente ai BTP Valore, non sono rivolti esclusivamente ai BTP People, in quanto prevedono anche la partecipazione degli investitori istituzionali.

Detto questo, in quell’occasione il risparmio retail non è riuscito a decollare.

Proprio da quell’esito, probabilmente, il MEF avrà iniziato a ragionare sull’eventualità di sfornare un nuovo Titolo di Stato: concepito sempre per proteggere gli investitori dall’inflazione, ma rivolto esclusivamente ai piccoli investitori.

Investitori stranieri scaricano i BTP, Meloni punterà ancora di più sul risparmio degli italiani?

La riflessione parte dall’ultima edizione del rapporto di Bankitalia “Bilancia dei pagamenti e posizione patrimoniale sull’estero”, da cui è emerso un particolare non proprio rassicurante.

A marzo di quest’anno, ovvero nel mese in cui i mercati di tutto il mondo sono stati assaltati dai forti sell off successivi allo scoppio della guerra USA-Iran, il valore dei Titoli di Stato italiani presenti nei portafogli degli investitori stranieri è sceso per la prima volta dal dicembre del 2025.

Il calo è stato di ben 8,8 miliardi di euro su base netta, dopo gli incrementi di 24,3 miliardi di febbraio e di 14,1 miliardi di gennaio.

Questi numeri porteranno per caso Meloni a bussare ancora più forte alla porta degli italiani, facendo leva sul loro spirito patriottico?

Molto probabile, visto che la premier ha sempre detto di preferire che i Titoli di Stato siano nelle mani degli italiani.

Nel 2024, per esempio, nel commentare i numeri relativi alla raccolta dei BTP Valore, Meloni presentò i Titoli di Stato retail come una sorta di passaporto per la libertà dell’Italia, osservando che il successo delle emissioni avrebbe aiutato a renderci “ più liberi di decidere il nostro destino ”.

Ora ancora di più, visto che la recente volatilità del mercato ha portato gli investitori stranieri a scaricare i BTP?

Di certo, i dati di Bankitalia non possono certo aver convinto da soli il governo a lanciare il BTP Italia Sì. Il rapporto risale d’altronde a oggi, mentre l’annuncio del BTP Italia Sì è arrivato ieri.

Ma certo il MEF dispone di tutti i mezzi per vagliare l’appetibilità dei BTP agli occhi degli investitori esteri.

Lecito dunque domandarsi se la nuova caccia ai soldi dei piccoli risparmiatori si spieghi con il fatto che il Tesoro abbia fiutato la minore propensione degli stranieri a scommettere sull’Italia.

D’altronde, il diefrofront degli investitori dai BTP è stato evidente proprio a marzo, come hanno dimostrato l’impennata dei rendimenti a 10 anni ben oltre la soglia del 4% e lo spread BTP-Bund tornato a quota 100.

Ancora più BTP dunque al popolo, per compensare i minori acquisti degli investitori esteri?

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