Non solo BTP. Occhio ai rendimenti dei Bund tedeschi, al record in 15 anni, così come ai rendimenti degli OAT di Francia.
Mercati dei bond sotto forte pressione. A soffrire sono in particolare i Titoli di Stato di tutto il mondo, BTP inclusi.
Il timore di un’inflazione destinata a rimanere alta ovunque, a causa delle conseguenze della guerra USA-Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz, fa scattare il sell off sulle obbligazioni sovrane, scatenando l’impennata dei rendimenti.
Rendimenti BTP a 10 anni sfondano la soglia del 4%, rendimenti OAT al record dal 2008
Gli smobilizzi sui BTP portano così i rendimenti decennali italiani a sfondare la soglia del 4%, e a salire fino al 4,05%, valore in crescita di 11 punti base in un mese e di 50 pb in un anno.
Il superamento della soglia psicologica del 4% torna ad alimentare la paura di un’Italia costretta a fare i conti con un costo del servizio del debito più alto.
Ma il timore di una spesa per interessi più elevata interessa anche altre economie, visto che diversi sono i rendimenti che stanno balzando ai livelli record degli ultimi anni: come quelli dei Bund a 10 anni, che sono volati oggi fino al massimo degli ultimi 15 anni, fino al 3,25% (in rialzo di 13 pb in un mese, +49 pb in un anno).
Alert anche per gli OAT, i Titoli di Stato francesi, che assistono a uno scatto dei rendimenti al 4,10% - valore superiore a quello dei rendimenti dei BTP di 5 pb -, al record dal 2008.
Va male anche ai JGB, ovvero ai Titoli di Stato emessi dal Giappone (+25 pb in un mese, +138 pb in un anno), con gli yield al massimo in 40 anni testato durante la primavera, attorno al 2,954%, mentre i rendimenti dei Gilt (Titoli di Stato UK) avanzano al 5,08% (+13 pb in un mese, +34 pb in un anno).
In rialzo inoltre gli yield dei Treasury USA a 10 anni, che salgono al 4,74% (+19 pb in un mese, +40 pb in un anno.
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BTP, rendimenti ancora più alti di yield Spagna, Portogallo, Grecia
Guardando ai BTP, i rendimenti si confermano - dopo quelli degli OAT francesi - i più alti dell’area euro, e ancora superiori a quelli dei Bonos spagnoli (3,70%), dei bond del Portogallo (3,59%) e dei Titoli di Stato della Grecia, che oscillano attorno al 3,93%.
Il rialzo dei rendimenti dei BTP non si traduce in un aumento considerevole dello spread BTP-Bund decennale, in quanto anche i rendimenti dei Titoli di Stato tedeschi si infiammano, nella giornata di oggi. Lo spread oscilla a quota 80 punti base.
I motivi dei sell che colpiscono i Titoli di Stato di tutto il mondo
All’origine della carica di vendite il timore di un’inflazione persistente e, dunque, di banche centrali pronte ad alzare i tassi.
In una nota diffusa stamattina, martedì 18 agosto 2026, Dan Coatsworth, responsabile dei mercati di AJ Bell, ha affermato che i tentativi falliti di porre fine alla guerra hanno riportato in primo piano, per gli investitori, i timori legati all’inflazione e la possibilità di nuovi rialzi dei tassi di interesse.
Coatsworth ha tuttavia aggiunto, stando a quanto riportato dalla CNBC:
“Il rialzo dei rendimenti dei Titoli di Stato a lunga scadenza non è determinato esclusivamente dalle aspettative di tassi di interesse più elevati e dai timori sull’inflazione. Può riflettere anche le preoccupazioni per gli elevati livelli di indebitamento pubblico e la richiesta, da parte degli investitori, di una maggiore remunerazione per i rischi associati alla detenzione di Titoli di Stato a lunga scadenza”.
Anche Jim Reid di Deutsche Bank ha sottolineato di non aver individuato un singolo fattore specifico alla base dei sell che si sono abbattuti sul mercato obbligazionario nelle ultime 24 ore.
Tuttavia, “in assenza di segnali di un qualsiasi accordo tra Stati Uniti e Iran, gli investitori hanno scontato una chiusura più prolungata dello Stretto di Hormuz”, ha spiegato l’esperto, aggiungendo che sui mercati si sta “prezzando nuovamente un periodo più lungo di prezzi del petrolio elevati”.
Reid ha fatto notare poi che, questi timori hanno messo sotto pressione “in particolare i Titoli di Stato di più lungo termine ”.