BTP, è appena arrivata una brutta notizia

Laura Naka Antonelli

26 Marzo 2026 - 17:41

Occhio a quanto sta accadendo non solo al mercato secondario dei BTP e altri Titoli di Stato italiani, ma anche al mercato primario.

BTP, è appena arrivata una brutta notizia

Ci risiamo: dopo il sospiro di sollievo tirato negli ultimi giorni da chi investe nei BTP, oggi è tornata l’ansia per le sorti dei Titoli di Stato italiani e per la direzione dello spread BTP-Bund a 10 anni.

Ansia BTP, rendimenti 10y schizzano fino a +14 punti base, occhio allo spread BTP-Bund

Dopo aver sfondato appena due giorni fa la soglia del 4%, volando fino al 4,12%, e a seguito del forte dietrofront, i rendimenti dei BTP decennali segnano un forte balzo, pari a +14 punti base, posizionandosi appena al di sotto del 4%.

Ad avanzare sono anche i rendimenti dei Bund tedeschi ma, ancora una volta, a un ritmo più contenuto.

Il risultato è il nuovo allargamento dello spread BTP-Bund a 10 anni, che sale al di sopra dei 90 punti.

Il trend riflette alcuni fattori che remano contro i BTP e, in generale, contro tutti i Titoli di Stato dell’area euro (ma anche USA e UK).

Brutta notizia per i BTP dal mercato delle aste del Tesoro

C’è inoltre una brutta notizia che è arrivata dal mercato primario, e che preoccupa ulteriormente chi ha già fatto incetta di fette di debito pubblico italiano: è il risultato delle ultime aste, che conferma il clima di alta tensione sul mercato dei Titoli di Stato italiani.

Occhio in particolare all’asta di ieri, mercoledì 25 marzo 2026, che ha avuto per oggetto i BTP Short Term.

L’esito ha confermato l’ansia degli investitori, che chiedono ora premi più alti per fare shopping della carta italiana che, per quanto premiata dalle agenzie di rating, rimane espressione di un debito pubblico considerato ancora troppo elevato.

La nuova impennata di oggi dei rendimenti dei BTP avviene oggi sulla scia del nuovo rally dei prezzi del petrolio – i prezzi del Brent volano di oltre il 5%, superando la soglia di $105 al barile, mentre il WTI fa +4%, oltre $94 al barile -, che alimenta i timori di un balzo dell’inflazione e dunque di banche centrali orientate ad alzare presto i tassi di interesse.

Nel caso dei BTP, dei Bund e di altri Titoli di Stato dell’area euro, di una BCE prossima ad annunciare una stretta.

A tal proposito, un chiaro messaggio è stato lanciato ieri dalla Presidente della BCE Christine Lagarde, che ha ripreso la parola dopo le recenti dichiarazioni rilasciate nella conferenza stampa successiva alla decisione sui tassi annunciata giovedì scorso, 19 marzo.

Rendimento lordo schizzato fino a +73 punti base in quest’asta, al record da agosto 2024

Tornando al segnale che conferma come la tensione continui a salire sul mercato dei BTP, a parlare è il rialzo considerevole dei rendimenti a seguito delle aste indette dal MEF sul mercato primario.

Nell’asta di ieri, per esempio, il Tesoro ha assegnato Titoli di Stato per un valore totale di 4 miliardi di euro.

Tra i BTP offerti, anche la quinta tranche dei BTP short term con scadenza a due anni, al 28 febbraio 2028, collocati per un valore di 2 miliardi di euro.

La notizia particolarmente negativa è stata l’impennata del rendimento lordo, che è schizzato di 73 punti base, scattando al massimo dall’agosto del 2024, al 2,89%.

A salire, sebbene in misura più contenuta, sono stati anche i rendimenti di altri BTP offerti: quelli della 13esima tranche del BTP a 5 anni indicizzato all’inflazione (rendimento pari allo 0,97%, +13 punti base) e quelli della 16esima tranche del BTP a 10 anni indicizzato all’inflazione (rendimento +26 punti base all’1,78%).

Boom anche per rendimenti BOT nell’asta di oggi

Il balzo dei rendimenti sul mercato primario è stato confermato anche oggi da un’altra asta, che ha avuto per oggetto il collocamento, da parte del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), di BOT a 6 mesi, per un valore di 7,5 miliardi di euro.

Anche in questo caso, il rialzo del rendimento è stato significativo, pari a +44 punti base, riflettendo la maggiore cautela degli investitori, in tempi di guerra, a posizionarsi sui Titoli di Stato considerati tra i più rischiosi, come i BTP.

La dinamica dei rendimenti rispecchia le tensioni geopolitiche, e il fatto che gli investitori, ben consapevoli del fatto che i BTP non sono esattamente asset sicuri e temendo al contempo un contesto di inflazione più alta e dunque di tassi destinati ormai a essere alzati dalla BCE, pretendono di ricevere interessi più ghiotti per convincersi a fare incetta del debito italiano.

BTP, rendimenti schizzati di 67 punti base in un mese

Intanto, oggi la tensione torna a essere palpabile anche sul mercato secondario, con i rendimenti decennali che avanzano fino a +14 punti base, al 3,97%, a conferma di un trend rialzista ormai in modo palese.

Nell’ultimo mese il balzo dei rendimenti dei BTP a 10 anni è stato decisamente significativo, pari a +67 punti base.

Su base annua, i rendimenti dei BTP viaggiano inoltre a un valore superiore rispetto a quello dello stesso periodo dello scorso anno di 7 punti base.

L’impressione è che, nel contesto attuale, la pacchia per i BTP sia davvero finita. Brutta notizia per il governo Meloni e per le casse dello Stato italiano dal momento: il trend dei rendimenti complica infatti il percorso di riduzione del debito pubblico, dal momento che rendimenti più alti obbligano lo Stato a pagare più moneta ai suoi creditori, strappando dunque risorse potenziali che potrebbe utilizzare per altri scopi (istruzione, sanità, ricerca) per continuare a finanziare il pagamento degli interessi. Detto questo, occhio alle occasioni messe in evidenza dal mondo degli analisti.

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