Bonus spesa 1.000€, le famiglie con Isee inferiore a €15.000 sono avvantaggiate

Simone Micocci

2 Luglio 2026 - 19:01

La Carta Dedicata a te quest’anno presenta una peculiarità importante: il contributo spetta anche nel 2027 alle stesse famiglie. Un vantaggio che rischia di non essere giustificato.

Bonus spesa 1.000€, le famiglie con Isee inferiore a €15.000 sono avvantaggiate

Avere un Isee inferiore a 15.000 euro quest’anno comporta un vantaggio non di poco conto. Come abbiamo già avuto modo di spiegare, infatti, con il decreto attuativo che disciplina l’erogazione della Carta Dedicata a te per l’anno corrente sono cambiate le modalità di riconoscimento del cosiddetto bonus spesa, finendo per avvantaggiare coloro che quest’anno soddisfano i requisiti per il contributo.

Rispetto alle precedenti edizioni, questa volta si è scelto di procedere accorpando 2026 e 2027, evitando quindi il passaggio di individuazione dei beneficiari che vede coinvolti Inps e Comuni. Una semplificazione delle procedure che, tuttavia, comporterà inevitabilmente famiglie avvantaggiate e altre che invece non lo saranno.

Non era affatto scontato, infatti, che le famiglie che in un anno hanno ricevuto la Carta Dedicata a te ne beneficiassero anche nelle edizioni successive: tutto dipendeva dai requisiti posseduti, nonché dai criteri di priorità con cui viene definita la graduatoria. Pensiamo, ad esempio, a una famiglia con un Isee di 10.000 euro in un anno e di 16.000 euro in quello successivo, che a causa di un aumento del reddito o del patrimonio viene tagliata fuori dalla platea potenziale dei beneficiari.

Quest’anno, invece, andrà diversamente: chi viene individuato tra i beneficiari della Carta Dedicata a te avrà la certezza di ricevere un secondo pagamento anche nel 2027. Ed ecco quindi, a tutti gli effetti, un buono spesa da 1.000 euro, pagato in due tranche.

Il buono spesa sale a 1.000 euro

Chi stava aspettando con ansia il decreto attuativo della Carta Dedicata a te, sperando di rientrare nei requisiti e quindi nelle prime posizioni utili della graduatoria, ha ricevuto una sorpresa positiva.

Il decreto interministeriale firmato dal ministero dell’Agricoltura, di concerto con il Ministero del Lavoro e il ministero dell’Economia, infatti, conferma che il contributo verrà riconosciuto in due annualità, per il 2026 e per il 2027.

Di fatto, chi rientra tra i beneficiari quest’anno “prenota” anche il pagamento del prossimo anno. Il contributo complessivo può quindi arrivare a 1.000 euro: 500 euro per il 2026 e altri 500 euro per il 2027. Una novità importante rispetto alle precedenti edizioni, perché consente alle famiglie selezionate quest’anno di contare su un secondo accredito senza dover attendere una nuova procedura di individuazione dei beneficiari.

Va però fatta una precisazione: mentre i 500 euro per il 2026 sono già previsti, la quota relativa al 2027 potrebbe essere rideterminata nel caso in cui le risorse disponibili non fossero sufficienti. Il decreto, infatti, stabilisce che per la seconda annualità l’importo potrà essere rivisto, ove necessario, dopo la verifica dei residui disponibili. In ogni caso, per le famiglie che riusciranno a entrare nella graduatoria 2026 si tratta di un vantaggio significativo: non più un solo bonus spesa, ma un aiuto distribuito su due anni.

Chi ne ha diritto

I requisiti per il 2026-2027 sono quelli già previsti nelle precedenti edizioni. La Carta Dedicata a te spetta ai nuclei familiari residenti in Italia, con tutti i componenti iscritti all’Anagrafe della popolazione residente, in possesso di un Isee ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro annui. I requisiti devono essere posseduti alla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Dopodiché, come sempre, non basta rispettare la soglia Isee per avere automaticamente diritto al contributo. La graduatoria viene infatti stilata seguendo un preciso ordine di priorità, dando precedenza prima ai nuclei familiari con almeno tre componenti e almeno un figlio nato entro il 31 dicembre 2012, poi a quelli sempre con almeno tre componenti ma con almeno un figlio nato entro il 31 dicembre 2008, e infine agli altri nuclei con almeno tre componenti. All’interno di ciascuna categoria, la priorità viene data a chi ha l’Isee più basso.

Restano poi alcune cause di esclusione. Il bonus spesa non spetta ai nuclei in cui sono presenti percettori di Assegno di inclusione, Carta acquisti o altre misure di inclusione sociale o sostegno alla povertà che prevedano un sussidio economico. Sono esclusi anche i nuclei in cui almeno un componente percepisce Naspi, Dis-Coll, indennità di mobilità, Cassa integrazione o altre forme di integrazione salariale o sostegno in caso di disoccupazione involontaria.

Un vantaggio che fa discutere

La ragione per cui, per questa tornata, si sia deciso di accorpare il 2026 con il 2027 non è stata ufficializzata. Tuttavia, dietro questa scelta potrebbe esserci anche un’esigenza di semplificazione e risparmio: in questo modo, infatti, viene eliminata una fase della procedura, ossia quella in cui Comuni e Inps sono chiamati a stilare una nuova graduatoria sulla base dei requisiti previsti.

Così facendo, però, si rischia di creare uno squilibrio. Da una parte, infatti, non vengono tutelate quelle famiglie che solo il prossimo anno potrebbero trovarsi nella condizione di beneficiare della misura, ma che non potranno accedervi perché l’assegnazione è stata già effettuata nell’anno corrente. Dall’altra, una famiglia che nel frattempo ha visto migliorare la propria condizione economica potrebbe comunque ricevere anche la seconda tranche del contributo.

A maggior ragione se si considera che l’Isee presenta già un limite strutturale importante: viene calcolato sulla base della situazione economica di due anni prima.

Di conseguenza, la Carta Dedicata a te erogata nel 2027 finirebbe per essere riconosciuta sulla base di redditi e patrimoni riferiti a tre anni prima, una circostanza che lascia più di qualche perplessità. Il decreto, infatti, prevede un solo contributo per nucleo familiare, erogato in due annualità, con seconda quota nel 2027 per i beneficiari già individuati.