Bonus prima casa 2020, come usare il credito d’imposta per riacquisto

Bonus prima casa 2020, dall’Agenzia delle Entrate un ventaglio di opportunità per usare il credito d’imposta riconosciuto in caso di riacquisto dell’abitazione principale. Novità ed istruzioni nella risposta all’interpello n. 223 del 23 luglio.

Bonus prima casa 2020, come usare il credito d'imposta per riacquisto

Bonus prima casa, come usare il credito d’imposta in caso di riacquisto dell’abitazione principale? La risposta arriva dall’Agenzia delle Entrate, con l’interpello n. 223 del 22 luglio 2020.

Chi decide di vendere l’immobile acquistato con le agevolazioni prima casa e procede all’acquisto di un nuovo immobile rientrante nel bonus, può beneficiare di un credito d’imposta di importo pari all’imposta di registro e all’IVA corrisposta per il precedente acquisto.

L’importo del credito d’imposta non può superare il totale dell’imposta di registro o dell’IVA dovuta per l’acquisto della nuova casa.

Come si può usare il credito d’imposta del bonus prima casa e quali opzioni sono previste qualora non fosse possibile utilizzarlo in sede di rogito notarile?

Sono diverse le soluzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello del 22 luglio 2020.

Bonus prima casa 2020, come usare il credito d’imposta per riacquisto

L’articolo 7 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 stabilisce che

“1. Ai contribuenti che provvedono ad acquisire, a qualsiasi titolo, entro un anno dall’alienazione dell’immobile per il quale si è fruito dell’aliquota agevolata prevista ai fini dell’imposta di registro e dell’imposta sul valore aggiunto per la prima casa, un’altra casa di abitazione non di lusso, in presenza delle condizioni di cui alla nota II-bis all’articolo 1 della tariffa, parte I, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, è attribuito un credito d’imposta fino a concorrenza dell’imposta di registro o dell’imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione al precedente acquisto agevolato. L’ammontare del credito non può essere superiore, in ogni caso, all’imposta di registro o all’imposta sul valore aggiunto dovuta per l’acquisto agevolato della nuova casa di abitazione non di lusso. L’agevolazione si applica a tutti gli acquisti intervenuti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, indipendentemente dalla data del primo acquisto.”

Il credito d’imposta è stato introdotto per tutte quelle situazioni in cui si decida di cambiare casa ed effettuare un nuovo acquisto di un’abitazione principale rientrante tra quelle agevolabili con il bonus prima casa.

Ma come si può utilizzare il credito d’imposta per riacquisto della prima casa?

Sono quattro le opportunità disponibili:

  • in diminuzione dall’imposta di registro dovuta sull’atto di acquisto agevolato che lo determina;
  • in diminuzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale, sulle successioni e donazioni dovute;
  • in diminuzione dall’Irpef in base alla dichiarazione dei redditi da presentare dopo il nuovo acquisto;
  • in compensazione per il versamento di altre imposte.
Agenzia delle Entrate - risposta all’interpello n. 223 del 22 luglio 2020
Agevolazione prima casa, utilizzo del credito d’imposta

Credito d’imposta bonus prima casa, modalità di utilizzo alternative e complementari

Sarà il contribuente a dover manifestare la propria volontà di usare il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa nell’atto di acquisto del nuovo immobile, specificando quindi se intende fruirne a sgravio dall’imposta di registro dovuta.

Nell’atto di acquisto dell’immobile sarà necessario indicare quindi “l’espressa richiesta del beneficio in argomento” con l’indicazione degli elementi necessari per il calcolo del credito d’imposta.

L’Agenzia delle Entrate ricorda, nella risposta del 22 luglio 2020, che già con la circolare n. 18/2013 era stato illustrato l’ampio ventaglio di possibilità di utilizzo del credito maturato.

Tra i documenti di prassi citati vi è inoltre la circolare n. 17/2015, con la quale è stato chiarito che se il credito d’imposta è usato soltanto in parte per il versamento dell’imposta di registro, la somma restante potrà essere utilizzata per il versamento Irpef o in compensazione.

Insomma, le opzioni di utilizzo del credito d’imposta per il bonus prima casa hanno carattere alternativo ma non preclusivo.

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