Bonus prima casa: novità e cosa cambia col decreto Liquidità

Rosaria Imparato

9 Aprile 2020 - 14:51

9 Aprile 2020 - 14:52

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Bonus prima casa, novità in arrivo col decreto Liquidità: i riferimenti temporali di 12 e 18 mesi sono congelati fino al 31 dicembre 2020. Vediamo cosa cambia per i contribuenti interessati all’agevolazione.

Bonus prima casa: novità e cosa cambia col decreto Liquidità

Bonus prima casa, novità importanti in arrivo grazie al decreto Liquidità.

Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è in vigore a partire dal 9 aprile 2020.

La novità si trova nell’articolo 24 del testo ufficiale del decreto: si tratta del congelamento dei termini per usufruire delle agevolazioni fiscali legate alla prima casa fino al 31 dicembre 2020.

I riferimenti temporali di 18 e 12 mesi, il primo per spostare la residenza, e il secondo per riacquistare in caso di vendita prima dei cinque anni dal primo acquisto e non solo, sono congelati fino a fine anno.

Il decreto Liquidità ha infatti bloccato i paletti temporali dal 23 febbraio fino al 31 dicembre 2020: dopo il periodo di sospensione, i riferimenti torneranno a far parte dei requisiti per chiedere il bonus prima casa.

Bonus prima casa: novità e cosa cambia col decreto Liquidità

Sono tante le novità del decreto Liquidità, così chiamato proprio perché ricco di misure che mirano ad accrescere la liquidità di imprese e famiglie.

Oltre ad aver aperto le porte del Fondo Gasparrini -per richiedere la sospensione del mutuo prima casa- anche a commercianti e artigiani, precedentemente esclusi dall’agevolazione, il decreto Liquidità ha apportato dei cambiamenti al bonus prima casa.

Il Governo ha infatti congelato i riferimenti temporali che fanno parte dei requisiti per richiedere l’agevolazione.

Nello specifico, come spiega la relazione illustrativa dell’articolo 24 del decreto Liquidità, sono bloccati:

  • la scadenza dei 18 mesi entro cui effettuare il trasferimento della residenza;
  • il termine di 12 mesi entro cui il contribuente che ha ceduto l’immobile acquistato con i benefici prima casa prima dei 5 anni deve procedere all’acquisto di altro immobile da destinare come nuova abitazione principale;
  • il termine di un anno entro il quale il contribuente che ha acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale deve procedere alla vendita dell’abitazione ancora in suo possesso;
  • la scadenza di 12 mesi entro cui riacquistare la prima casa per fruire del credito d’imposta.

Questi riferimenti temporali vengono bloccati a partire dal 23 febbraio fino al 31 dicembre 2020.

Questo quindi significa che se l’atto di vendita viene stipulato tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020, il periodo annuale per il riacquisto decorrerà dal 1° gennaio 2021, così come se il nuovo acquisto è effettuato nel suddetto periodo di sospensione, per vendere ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2021.

Bonus prima casa: i requisiti per richiedere l’agevolazione

Il congelamento dei riferimenti temporali fino alla fine del 2020 è stato deciso dal Governo per non far decadere dall’agevolazione del bonus prima casa i soggetti interessati.

In questo periodo di stasi economica, oltre alla diminuzione degli spostamenti come misura per il contenimento del contagio, il mercato immobiliare si trova in non poche difficoltà, e in questo modo si dà un po’ di respiro a chi non è riuscito a vendere la prima casa nei tempi precedentemente stabiliti.

Gli altri requisiti per poter richiedere il bonus prima casa rimangono gli stessi:

  • non essere proprietari di immobile adibito ad abitazione nello stesso Comune nel quale si richiedono le agevolazioni per l’acquisto della prima casa;
  • non essere titolare di diritto di uso, usufrutto o abitazione di altro immobile nel Comune.

Infine, sono escluse le abitazioni di lusso, ovvero non si può richiedere l’agevolazione per immobili che non rientrino nelle categorie catastali A1, A8, A9.

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