Bonus Partite Iva, scattano i controlli Agenzia delle Entrate: chi rischia di più?

Laura Pellegrini

15 Marzo 2021 - 13:43

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Controlli del Fisco sui beneficiari del bonus da 600 euro. Le Partite Iva che ne hanno fruito senza diritto potrebbero doverlo restituire.

Bonus Partite Iva, scattano i controlli Agenzia delle Entrate: chi rischia di più?

Grazie ai nuovi sistemi informatici che sfruttano l’intelligenza artificiale, l’Agenzia delle Entrate sarà in grado di effettuare 300 controlli al giorno che coinvolgeranno circa 110 mila Partite Iva in un anno. Le verifiche si svolgeranno nell’arco di un triennio per far emergere tutti i furbetti dei bonus 600 euro che hanno beneficiato dell’indennità Covid-19 senza possedere i requisiti.

Molte Partite Iva, quindi, potrebbero dover restituire il bonus che hanno ricevuto dall’INPS nei primi mesi della pandemia. In questo modo si potranno recuperare le somme percepite senza averne diritto.

Chi dovrà restituire il bonus 600 euro all’INPS e a chi saranno diretti i controlli dell’Agenzia delle Entrate? Non solo Partite Iva, ma anche debitori nei confronti dell’Erario: ecco le novità.

Bonus Partite Iva: chi rischia i controlli

Dopo il caso dei politici che hanno richiesto e ottenuto il bonus 600 euro, si intensificano i controlli dell’Agenzia delle Entrate verso tutti i beneficiari dell’indennità legata al primo periodo di pandemia.

Le verifiche saranno effettuate tramite sistemi tecnologici che sfruttano l’intelligenza artificiale per scovare i furbetti che hanno fruito del bonus senza averne i requisiti. Tutti coloro che hanno ottenuto il beneficio senza possedere i requisiti, quindi, potrebbero doverlo restituire fino all’ultimo centesimo.

I controlli del Fisco, però, riguarderanno anche chi ha ricevuto l’indennità per errore materiale dell’ente erogatore. Sono previste verifiche a tutto tondo, non solo sul bonus per le Partite Iva, ma anche relativamente agli evasori fiscali. La mossa dell’Agenzia delle Entrate è volta a scovare tutti i debiti dei cittadini nei confronti dell’Erario.

Bonus 600 euro: chi lo deve restituire?

Come riporta il Centro Studi Fiscali Focus, alcuni beneficiari del bonus 600 euro per le Partite Iva hanno già ricevuto una missiva che invitava a restituire l’intera indennità all’INPS. La lettera riportava le seguenti informazioni:

Gentile signore/signora, a seguito di verifiche è emerso che lei ha ricevuto, per il periodo 01/03/2020 al 30/04/2020 un pagamento non dovuto sulla prestazione indennità per emergenza Covid-19 per un importo complessivo di 1.200 euro, per la seguente motivazione: è stata percepita l’indennità una tantum per emergenza Covid, di cui all’articolo 28 del decreto-legge 17 marzo 2020 nr. 18, non spettante”.

La lettera, quindi, chiedeva la restituzione dell’indennità percepita senza possedere i requisiti richiesti per ottenere il beneficio. Ma chi dovrà restituire i 600 euro del bonus Partite Iva? Sicuramente toccherà a tutti coloro che ne hanno beneficiato senza requisiti.

Per poter ottenere il bonus 600 euro era necessario:

  • possedere una Partita Iva aperta prima del 23 febbraio 2020;
  • avere un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa attivo dal 23 febbraio;
  • essere iscritti alla Gestione separata dell’INPS;

Tra i potenziali beneficiari del bonus, infine, rientravano anche i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago.

Come avverranno i controlli

Come detto, l’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate è recuperare il denaro erogato per errore, oppure quello concesso ai presunti beneficiari del bonus Partite Iva, che in realtà non possedevano i requisiti per ottenerlo.

I controlli, legati al bonus Partite Iva e anche agli evasori fiscali, si protrarranno nell’arco di un triennio per recuperare fino a 40 miliardi di euro non versati all’Erario.

Il direttore dell’Agenzie delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha spiegato che il meccanismo adottato è del tutto nuovo e prevede “un importante potenziamento delle attività di contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale”. In altre parole, verranno introdotte, utilizzate e sfruttate “tecniche innovative di network analysis, di machine learning e di data visualization, al fine di realizzare un nuovo sistema di supporto ai processi di individuazione dei soggetti ad alto rischio di evasione”.

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