Bonus cuneo fiscale 2020, rischio restituzione per chi fa troppi straordinari

Il bonus cuneo fiscale sostituisce dal 1° luglio 2020 il bonus Renzi, ereditandone tuttavia il meccanismo controverso della restituzione. Ad essere penalizzati sono i lavoratori che effettuano straordinari, gli aumenti di reddito in corso d’anno e gli avanzamenti di carriera. Rischio salasso anche per chi perde il lavoro.

Bonus cuneo fiscale 2020, rischio restituzione per chi fa troppi straordinari

Il bonus cuneo fiscale spazza via gli 80 euro di Renzi dal 1° luglio 2020, ma non il controverso meccanismo della restituzione, che colpirà aumenti di reddito, avanzamenti di carriera ma anche chi perde il lavoro nel corso dell’anno.

Basta poco a trasformare da bonus a salasso il nuovo intervento sul taglio al cuneo fiscale: chi guadagnerà più - o meno - di quanto preventivato si troverà a dover restituire l’importo erogato in busta paga, totalmente o parzialmente.

Se c’era una richiesta unanime, da parte di contribuenti e datori di lavoro, era quella di “eliminare” l’obbligo di restituzione del bonus Irpef, vero e proprio salasso di fine anno che dal 2015 ad oggi ha colpito i tanti lavoratori con redditi eccessivamente bassi o superiori al limite di 26.000 euro (26.600 dal 2018).

Il nuovo bonus di 100 euro che troverà spazio nelle buste paga dei lavoratori con redditi fino a 28.000 euro sarà sottoposto a “verifica” in sede di conguaglio fiscale.

Il rischio è di trovarsi a fare i conti a fine anno con una super tassazione, effetto delle aliquote marginali effettive.

Bonus cuneo fiscale 2020, rischio restituzione per chi fa troppi straordinari

Il bonus cuneo fiscale di 100 euro sarà riconosciuto ai lavoratori con redditi compresi tra gli 8.174 euro ed i 28.000 euro. Sopra tale soglia scatterà la detrazione pari ad 80 euro fino a 35.000 euro e di importo decrescente dai 35.001 ed i 40.000 euro.

Sono questi i paletti utili per capire non solo a chi spetterà il nuovo bonus in busta paga dal 1° luglio 2020, ma anche quali sono i lavoratori che potrebbero doversi trovare a fare i conti con il meccanismo della restituzione.

È il decreto attuativo sul taglio al cuneo fiscale a prevedere che, in caso di superamento dei limiti di cui sopra, il datore di lavoro che ha applicato il bonus o la detrazione è tenuto a recuperare la somma non spettante in sede di conguaglio fiscale.

L’importo del bonus erogato ai lavoratori titolari di redditi superiori alle soglie limite verrà recuperato in un’unica soluzione o in quattro rate per importi superiori a 60 euro.

Il primo aspetto evidente è che a rischiare di più sono i lavoratori con redditi lordi prossimi ai 40.000 euro; anche solo qualche ora di straordinario in più potrebbe far perdere il diritto alla detrazione derivante dal taglio al cuneo fiscale.

Il rischio di una “penalizzazione fiscale” nel caso di aumento del reddito percepito riguarda tutti i lavoratori che, teoricamente, rientrano tra i beneficiari del taglio al cuneo fiscale, considerando che:

  • fino a 28.000 euro il bonus è pari a 100 euro secchi;
  • dai 28.001 euro di reddito in su il bonus passa da 100 ad 80 euro;
  • dai 35.001 euro a 40.000 euro il bonus si riduce progressivamente, fino ad azzerarsi.

La conseguenza è che un aumento del reddito lordo non si tradurrà in automatico in un incremento del reddito netto: è l’effetto delle “aliquote marginali effettive”, che finiscono con il penalizzare e disincentivare il lavoro.

Bonus cuneo fiscale 2020, rischio super tassa su straordinari e aumenti di reddito

Il rischio di penalizzare aumenti di reddito, avanzamenti di carriera e, in sostanza, tassare paradossalmente di più il lavoro è un dato di fatto. A sottolineare gli effetti collaterali del taglio al cuneo fiscale è Simone Pellegrino, professore in Scienze delle Finanze a Torino, in un articolo pubblicato su lavoce.info.

Per i contribuenti che percepiranno redditi superiori a 28.000 euro (soglia per l’erogazone del bonus di 100 euro) ed a 40.000 euro (limite per l’accesso alla detrazione di 80 euro) scatteranno le aliquote marginali effettive, la tassazione applicata agli incrementi di reddito e al netto di bonus ed agevolazioni fiscali.

In parole semplici, l’impossibilità di accedere a bonus ed agevolazioni fiscali produce un incremento considerevole delle tasse applicate sui redditi percepiti, con il paradosso che più si lavora e meno si guadagna.

Come evidenziavamo in apertura, oltre al danno c’è la beffa: il superamento nel corso dell’anno dei limiti per l’erogazione del nuovo bonus di 100 o 80 euro porterà al super-salasso di fine anno.

L’aspetto più problematico riguarda però chi, invece che incrementare il proprio reddito, si trova alla fine dell’anno a dover fare i conti con una somma inferiore alle aspettative: sarà per i redditi bassi che la restituzione del bonus cuneo fiscale diventa un vero e proprio problema di carattere finanziario.

Restituzione bonus cuneo fiscale: attenzione alla no tax area

I lavoratori assunti soltanto per una parte dell’anno, chi lavora in part-time o chi è costretto ad assentarsi dal lavoro a causa di eventi spiacevoli come una malattia: sono questi i veri dipendenti “penalizzati” dal taglio al cuneo fiscale.

Si ricorda infatti che il nuovo bonus, così come il credito Irpef di 80 euro, spetta esclusivamente ai lavoratori titolari di redditi superiori ad 8.174 euro. Il mancato superamento della soglia della no tax area porta all’impossibilità di accedervi.

Bisognerà pertanto valutare attentamente la propria specifica situazione, per evitare di dover restituire alla fine dell’anno l’intero importo riconosciuto. La rinuncia del bonus in busta paga lascia intatta la possibilità di ricevere l’importo in un’unica soluzione dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi.

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