Bonus colf e badanti, novità per i lavoratori domestici nel Decreto Aprile?

Bonus colf e badanti, la categoria dei lavoratori domestici potrebbe ricevere un’indennità in base alle ore di lavoro previste dal contratto grazie al Decreto Aprile, di prossima approvazione: vediamo quali sono le novità in arrivo.

Bonus colf e badanti, novità per i lavoratori domestici nel Decreto Aprile?

Bonus colf e badanti, potrebbero esserci novità in arrivo per i lavoratori domestici nel Decreto di Aprile.

La categoria avrebbe dovuto far parte dei beneficiari del reddito di ultima istanza, ma ad oggi ancora non è stata istituita un’indennità apposita.

Il decreto Cura Italia aveva infatti istituito il Fondo per il reddito di ultima istanza con 300 milioni di euro di risorse, che ha come scopo quello di dare un contributo a quei lavoratori particolarmente danneggiati dalle misure di contenimento del contagio.

I destinatari di tale reddito sono state impiegati a favore di lavoratori dipendenti e autonomi che non beneficiano di altre misure (come il bonus per le partite IVA o il reddito di cittadinanza), come specificato anche dalla nota del Ministero del Lavoro risalente al 17 marzo.

I professionisti iscritti alle Casse Professionali, i lavoratori domestici e quelli occasionali rientrano in questa categoria. Se per i professionisti si sono mosse le Casse di appartenenza, i lavoratori domestici sono rimasti “fuori” da ogni indennità.

Mentre si attende un nuovo decreto che rifinanzi il Fondo, il Decreto Aprile dovrebbe correggere quest’ingiustizia, che ha escluso una categoria composta da milioni di persone: vediamo cosa prevede l’ipotesi allo studio del Governo.

Bonus colf e badanti, novità per i lavoratori domestici nel Decreto Aprile?

Il decreto Cura Italia è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo, ed è entrato in vigore il giorno stesso.

All’interno del provvedimento tantissime misure, per un totale di 25 miliardi di euro da utilizzare in ammortizzatori sociali.

Per aiutare economicamente le categorie di lavoratori più colpite dalle conseguenze del Coronavirus è stato istituito il Fondo per il reddito di ultima istanza.

Si legge sul sito del Ministero del Lavoro che:

“verrà istituito un Fondo da 300 milioni dedicato a tutti i lavoratori non coperti dalle precedenti misure, come ad esempio quelli iscritti alle Casse Professionali (avvocati, architetti, psicologi, ecc.), i lavoratori domestici e occasionali.”

Questa era la teoria: la pratica invece ha visto l’esclusione di colf e badanti dalle indennità prevista dal decreto Cura Italia.

Nel decreto di aprile si prova a fare giustizia e raddrizzare un po’ la direzione delle prestazioni a sostegno del reddito. Dalle anticipazioni date dalla La Legge per tutti, sembra che colf e badanti avranno diritto a un’indennità di 600 euro in caso di lavoro full time e 400 euro in caso di part time.

Il bonus verrebbe erogato tramite una sorta di cassa integrazione in deroga semplificata, e potrebbero usufruirne solo i lavoratori domestici con regolare contratto di lavoro.

L’indennità del mese di aprile quindi si basa sulle ore di lavoro previste dal contratto.

Bonus colf e badanti, tutte le novità in arrivo per i lavoratori domestici

A questa indennità di 400 o 600 euro in base al contratto part time o full time del collaboratore domestico si potrebbe aggiungere, su richiesta del lavoratore, anche il reddito di emergenza.

Bisogna anche tenere in considerazione però la volontà delle Regioni, che con le loro direttive e ordinanze possono comunque decidere di dare un sostegno maggiore: ad esempio in Sardegna viene riconosciuto un bonus fino a 600 euro.

I sindacati inoltre spingono il Governo a includere la categoria dei lavoratori domestici tra i beneficiari del bonus 100 euro per i lavoratori dipendenti, da dare a chi ha lavorato a marzo in assistenza alle famiglie.

C’è da dire che in molti casi le famiglie hanno preferito lasciare a casa colf e badanti, sia per una questione di sicurezza e nel rispetto delle misure restrittive, sia perché dovendo rimanere a casa a loro volta non ne hanno lo stesso bisogno di prima.

Eppure, vista la presenza di un contratto di lavoro, è necessario pagare loro lo stipendio in ogni caso.

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