Bonus casa 2020, le spese escluse da cessione del credito e sconto in fattura

Bonus casa 2020, cessione del credito e sconto in fattura si applicano alla generalità delle detrazioni sostenute per le ristrutturazioni edilizie, eccetto che per due categorie di spese. Una svista del Governo?

Bonus casa 2020, le spese escluse da cessione del credito e sconto in fattura

Bonus casa 2020, cessione del credito e sconto in fattura ad ampio raggio e non solo per i lavori di riqualificazione energetica ed adeguamento antisismico incentivati al 110%.

Dalle ristrutturazioni edilizie fino ai lavori sulle facciate degli edifici, sono le due opzioni alternative all’utilizzo diretto delle detrazioni fiscali la vera novità per chi intende effettuare lavori in casa.

Accanto ai lavori rientranti nel super bonus del 110%, sia la cessione del credito che lo sconto in fattura si applicheranno alla generalità dei bonus casa, sia per il 2020 che per il 2021.

Sono solo due le categorie di spese escluse: quelle rientranti nel bonus mobili e nel bonus verde. Una svista del legislatore o una scelta consapevole?

Bonus casa 2020, niente cessione del credito e sconto in fattura per mobili, elettrodomestici e giardini

Il bonus mobili del 50% è riconosciuto ai contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione edilizia ammessi in detrazione fiscale. La detrazione si applica fino a 10.000 euro di spesa, e riguarda l’acquisto di arredi ed elettrodomestici.

Letti, armadi, piccoli e grandi elettrodomestici come frigoriferi o forni a microonde rientrano nel novero delle spese che, se legate ad interventi di ristrutturazione edilizia, possono essere portati in detrazione fiscale. Lo sconto si recupera in 10 anni, in sede di dichiarazione dei redditi.

L’utilizzo in detrazione resta confermato come l’unica via per utilizzare il bonus riconosciuto. Per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici resta esclusa la possibilità di accedere alle due opzioni dello sconto in fattura e della cessione del credito.

La moneta fiscale introdotta dal decreto Rilancio con l’obiettivo di dare impulso ad un settore in sofferenza ed aprire le porte dei bonus fiscali sulla casa anche agli incapienti, lascia fuori uno degli incentivi dal maggiore appeal per i contribuenti.

Il bonus mobili non è l’unico escluso. Anche la detrazione per i lavori di sistemazione a verde non rientra tra i bonus casa per i quali si potrà esercitare l’opzione per monetizzare subito lo sconto fiscale.

Il bonus verde, ripescato in extremis anche per il 2020, consente di detrarre dall’Irpef il 36% della spesa sostenuta per la sistemazione di giardini, coperture o recinzioni, fino ad un massimo di 5.000 euro.

Bonus casa 2020, cessione del credito e sconto in fattura ad ampio raggio. Tutte le spese incluse

La possibilità di monetizzare subito la detrazione fiscale spettante per la generalità dei bonus casa si applica nel 2020 e nel 2021, per le seguenti categorie di spesa:

  • recupero del patrimonio edilizio, bonus ristrutturazioni: interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari nonché dei precedenti interventi e di quelli di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni degli edifici
  • ecobonus ordinario, detrazione riconosciuta ad esempio per gli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento o delle finestre comprensive di infissi, gli interventi sulle strutture o sull’involucro degli edifici, nonché quelli finalizzati congiuntamente anche alla riduzione del rischio sismico;
  • sismabonus ordinario, anche con riferimento alla detrazione spettante per l’acquisto delle “case antisismiche”;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, bonus facciate, anche per i soli lavori di pulitura o tinteggiatura esterna;
  • installazione di impianti fotovoltaici, compresi quelli che danno diritto al Superbonus
  • installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, compresi quelli che danno diritto al Superbonus.

Una variegata categoria di spese, per le quali ai sensi dell’articolo 121 del decreto Rilancio, sarà possibile richiedere l’applicazione di uno sconto in fattura al fornitore o, in alternativa, cedere il credito corrispondente alla detrazione, anche alle banche.

La guida al super bonus dell’Agenzia delle Entrate non fa menzione dei due esclusi, il bonus mobili ed il bonus verde, le “pecore nere” della maxi-manovra prevista dal decreto Rilancio per sostenere il settore dell’edilizia.

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