Bonus 2.000 euro in busta paga a luglio se guadagni meno di questo importo

Simone Micocci

15 Maggio 2026 - 12:14

Puoi recuperare fino a 2.000 euro di trattamento integrativo dalla dichiarazione dei redditi (se non l’hai già avuto in busta paga). Ecco dove devi controllare.

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In sede di dichiarazione dei redditi, i lavoratori con uno stipendio compreso tra 650 e 1.150 euro mensili lordi possono beneficiare di un bonus di poco inferiore a 2.000 euro: 1.995 euro, per l’esattezza.

Attenzione, però: per averne diritto è necessario non averne già fruito mensilmente in busta paga. I 1.995 euro in questione, infatti, non sono altro che la somma tra il bonus Renzi e il trattamento integrativo introdotto nel 2025 con l’obiettivo di ridurre il cuneo fiscale.

Si tratta di due misure di cui il lavoratore può scegliere di beneficiare direttamente in busta paga oppure, in alternativa, attendere la fine del periodo d’imposta e richiederne il recupero in sede di dichiarazione dei redditi. Una scelta, quest’ultima, che può essere motivata da due ragioni:

  • La prima è che, in questo modo, il lavoratore ha certezza di quanto ha effettivamente guadagnato nel corso dell’anno e può quindi verificare con maggiore sicurezza se ha diritto al bonus, evitando il rischio di dover restituire somme non spettanti.
  • La seconda riguarda invece una preferenza personale. Ci sono infatti lavoratori che preferiscono ricevere l’intero importo in un’unica soluzione, anziché una quota più contenuta ogni mese. Meglio, quindi, quasi 2.000 euro tutti insieme piuttosto che circa 165 euro in più al mese.

Chi ha optato per questa seconda soluzione deve quindi prestare attenzione e ricordarsi di indicare il recupero delle misure spettanti nella dichiarazione dei redditi. Generalmente queste somme sono già presenti nel modello precompilato del 730/2026, ma un controllo resta sempre opportuno.

A tal proposito, è utile verificare quanto indicato nella Certificazione Unica 2026: è qui, infatti, che viene specificato se i bonus in questione sono stati già riconosciuti, e in quale misura.

Come recuperare circa 2.000 euro dalla dichiarazione dei redditi

Come anticipato, le misure che consentono di recuperare poco meno di 2.000 euro in sede di dichiarazione dei redditi sono due: l’ex bonus Renzi e il trattamento integrativo che taglia il cuneo fiscale.

Essere nella platea di coloro che guadagnano tra 8.500 e 15.000 euro l’anno consente di accedere a entrambe le misure, che possono persino essere cumulabili tra loro. Nel dettaglio:

  • con l’ex bonus Renzi spetta un trattamento integrativo pari a 100 euro netti al mese, 1.200 euro totali se consideriamo che non spetta sulla tredicesima;
  • nel caso del taglio del cuneo fiscale, invece, il beneficio è pari al 5,3% dell’importo percepito (per chi appunto è nella fascia 8.500-15.000 euro). Nella migliore delle ipotesi, quindi, spettano 795 euro l’anno, poco più di 66 euro al mese per 12 mesi.

Se sommiamo le due misure, quindi, sono 1.995 euro annui netti, i quali possono essere pagati in un’unica soluzione, in sede di conguaglio Irpef, se non fruiti in busta paga. Rimborso che, ricordiamo, nella migliore delle ipotesi, ossia per chi invia la dichiarazione dei redditi entro fine maggio.

Cosa controllare nella Certificazione Unica per verificare se i bonus spettano o sono già stati erogati

Per capire se i quasi 2.000 euro possono essere recuperati con la dichiarazione dei redditi, il primo documento da controllare è la Certificazione Unica 2026, riferita ai redditi percepiti nel 2025. È nella CU, infatti, che il datore di lavoro indica se ha già riconosciuto in busta paga il trattamento integrativo ex bonus Renzi e la nuova misura legata al taglio del cuneo fiscale 2025.

Per quanto la prima misura, nella Certificazione Unica bisogna guardare la sezione dedicata al trattamento integrativo. In particolare, il punto da controllare è il 391, dove viene indicato l’importo del trattamento integrativo effettivamente erogato dal sostituto d’imposta. Se in questo campo è presente un importo, significa che il bonus è già stato riconosciuto, almeno in parte, durante l’anno.

Attenzione anche ai punti successivi. Il punto 392 indica il trattamento integrativo riconosciuto ma non erogato, mentre il punto 393 segnala l’eventuale importo recuperato dal datore di lavoro in sede di conguaglio. Il punto 394, invece, riguarda le somme ancora da recuperare dopo le operazioni di conguaglio. In pratica, questa sezione permette di capire non solo se il bonus Renzi è stato pagato, ma anche se è stato riconosciuto e poi recuperato perché non spettante, oppure se risulta spettante ma non ancora liquidato.

Diverso è il caso del beneficio introdotto nel 2025 con il taglio del cuneo fiscale. Nella CU non viene indicato con la stessa denominazione usata comunemente nel linguaggio giornalistico, ma nella sezione relativa alle “somme che non concorrono alla formazione del reddito”. Il riferimento principale è il punto 725, dove deve essere riportato l’importo della somma erogata al lavoratore.

Anche in questo caso, però, non bisogna fermarsi al solo punto 725. Il punto 726 indica la somma riconosciuta ma non erogata, mentre il punto 727 riporta l’eventuale importo recuperato in sede di conguaglio.

Il punto 728 segnala invece quanto resta ancora da recuperare dopo il conguaglio. Di conseguenza, se il punto 725 è compilato, significa che il beneficio è già stato pagato in busta paga; se invece l’importo non risulta erogato, ma il lavoratore rientra nei requisiti di reddito, il recupero potrà avvenire con la dichiarazione.