Decreto Sostegni bis, nella bozza torna il bonus affitti del 60%: beneficiari e novità

Anna Maria D’Andrea

3 Maggio 2021 - 15:42

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Decreto Sostegni bis, bonus affitti da gennaio e fino a maggio 2021: la bozza del decreto imprese ripropone il credito d’imposta del 60%, riconosciuto alle partite IVA in caso di calo di fatturato. Nessun limite d’accesso per le imprese del settore turismo.

Decreto Sostegni bis, nella bozza torna il bonus affitti del 60%: beneficiari e novità

Decreto Sostegni bis, bonus affitto per le partite IVA da gennaio a maggio 2021: la bozza del nuovo decreto economico prevede l’introduzione di cinque nuove mensilità del credito d’imposta del 60%.

Il testo del decreto Sostegni bis prende man mano forma, con l’obiettivo di approdare al tavolo del Consiglio dei Ministri entro la settimana. Il bonus affitto consentirebbe di ristorare le partite IVA di parte dei costi fissi sostenuti nei primi mesi del 2021.

Al pari di quanto previsto per le mensilità riconosciute in relazione ai canoni pagati nel 2020, potrebbe essere riproposto il credito d’imposta da calcolare in misura pari al 60% dei canoni di locazione e del 30% in caso di affitto d’azienda.

Sui requisiti e sui beneficiari della misura, la bozza del decreto Sostegni bis prevede un doppio binario, svincolando dal parametro del calo di fatturato le imprese del settore turistico e alberghiero.

Decreto Sostegni bis, nella bozza torna il bonus affitti del 60%: beneficiari e novità

La proroga del bonus affitti è parte delle misure delineate dalla bozza del decreto Sostegni bis in circolazione nelle ultime ore.

Pur non trattandosi quindi di un testo ufficiale, facciamo il punto delle misure allo studio da parte del Governo.

In merito al credito d’imposta sugli affitti, si prevede innanzitutto l’estensione del bonus fino al mese di maggio 2021 in favore delle imprese turistico-ricettive, agenzie di viaggio e tour operator.

Secondo i criteri già ad oggi fissati dall’articolo 28, comma 5 del decreto Rilancio, l’accesso all’agevolazione sarebbe svincolato dai requisiti relativi al calo di fatturato registrato e al limite di ricavi e compensi.

Platea più definita, invece, per la generalità delle partite IVA, per le quali è allo studio la proroga del bonus affitti da gennaio e fino al mese di maggio 2021.

La bozza del Sostegni bis include tra i potenziali beneficiari del bonus sugli affitti i titolari di partita IVA in possesso dei requisiti per richiedere i contributi a fondo perduto di cui all’articolo 1 del decreto n. 41/2021.

Si tratta di esercenti attività d’impresa, arte o professione:

  • con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro nel 2019, nonché enti non commerciali, enti del terzo settore e enti religiosi civilmente riconosciuti;
  • con ammontare medio mensile di fatturato e corrispettivi nel 2020 inferiore almeno al 30% rispetto allo stesso dato relativo all’anno 2019.

Al pari del fondo perduto, anche il credito d’imposta sugli affitti spetterebbe in assenza dei requisiti di cui sopra ai soggetti che hanno intrapreso l’attività dal 1° gennaio 2019.

La dote di risorse necessarie per l’estensione dell’agevolazione ammonterebbe a 2.259,7 milioni di euro.

Bonus affitto del 60%, 50% o 30% da gennaio e fino a maggio 2021

Per la definizione dell’ammontare di bonus affitto spettante, in relazione a ciascuna mensilità di locazione effettivamente corrisposta, la bozza del decreto Sostegni bis richiama a quanto previsto dal decreto Rilancio.

Qualora l’agevolazione venisse confermata, ai titolari di partita IVA spetterebbe:

  • un bonus pari al 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili ad uso non abitativo;
  • un bonus pari al 30% dell’ammontare mensile dei canoni per affitto d’azienda.

Il credito d’imposta verrebbe confermato in misura pari al 60% del canone di locazione anche per le strutture turistico ricettive e, in genere, per le imprese del turismo. In caso di affitto d’azienda, invece, la percentuale di bonus spettante sale al 50%.

Per l’accesso all’agevolazione bisognerebbe in ogni caso tener conto del limite relativo agli aiuti di Stato concedibili, secondo quanto previsto dal Temporary Framework.

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