Meno Treasury, ovvero Titoli di Stato USA, più BTP e altri 2 Titoli di Stato europei. È la scelta che hanno fatto gli investitori giapponesi, secondo gli ultimi dati.
I numeri segnalano il ritorno degli investitori giapponesi nel mercato dei bond sovrani dell’Europa, che si spiega con diversi motivi. Tra questi, come ha scritto lo strategist di Mizuho strategist Masayuki Nakajima con la stabilizzazione dei rendimenti dei Treasury USA, che ha rafforzato la strategia di investimenti incentrata sulla diversificazione del portafoglio.
Il risultato è che, ha sottolineato Nakajima, diversi investitori giapponesi si sono spostati dai Treasury per puntare sui Titoli di Stato europei. Ma oltre ai BTP, quali sono le altre obbligazioni su cui i capitali del Giappone stanno scommettendo? E qual è il valore degli investimenti?
Investitori giapponesi vendono Treasury e acquistano Gilt, OAT e BTP
I dati ufficiali mostrano che, nel mese di giugno, gli investitori giapponesi hanno ridotto i loro investimenti in Treasury di 5,6 miliardi di dollari, scommettendo soprattutto su 2 Titoli di Stato dell’area euro: i Gilt, ovvero bond sovrani UK, e gli OAT, ovvero le obbligazioni sovrane emesse dalla Francia.
Gli investimenti, che nei Gilt e negli OAT sono stati rispettivamente pari a $1,5 miliardi e a $2,2 miliardi, hanno avuto per oggetto anche i BTP, ovvero Titoli di Stato italiani, pur se in misura inferiore, pari a $1,2 miliardi.
Stando a quanto riportato da Reuters Stephen Spratt di Société Générale ha fatto notare come gli investitori giapponesi siano tornati in particolare a fare incetta di Titoli di Stato francesi, dopo averli venduti su base netta per diversi mesi.
Pratt ha indicato inoltre che gli acquisti di Gilt UK sono stati i più imponenti dal mese di ottobre del 2025, aggiungendo che è possibile che gli spread appetibili tra i rendimenti siano stati tra gli incentivi principali agli acquisti.
OAT Francia e Gilt UK, stupisce il timing degli acquisti degli investitori giapponesi
Vale la pena di ricordare che gli investitori giapponesi sono noti per investire soprattutto in Europa in Titoli di Stato UK e francesi.
Basti pensare che gli investitori stranieri controllano 1/3 circa del mercato dei Gilt UK, e che gli investitori giapponesi incidono su quella percentuale per 1/3.
Sorprende tuttavia il timing degli acquisti dei bond del Regno Unito e della Francia, che si sono manifestati proprio nel mese, quello di giugno, in cui Keir Starmer si è dimesso dalla carica di premier britannico, assunta poi dall’attuale primo ministro Andy Burnham, e quando i bond francesi sono stati acquistati a fronte del ripresentarsi di rischi politici e fiscali a Parigi.
In ogni caso, il segnale più chiaro è stata la riduzione dei Treasury, avvenuta perfino a fronte dello scatto del dollaro USA, balzato al record degli ultimi 40 anni nei confronti dello yen.
leggi anche
Il Tesoro paga la cedola di Ferragosto per chi ha il BTP Valore della 4° serie in portafoglio
Il commento sul mercato dei Titoli di Stato di Generali Asset Management
In evidenza le previsioni sul mercato dei Titoli di Stato europeo che sono state presentate da Massimo Spagnol, Fixed Income Portfolio Manager di Generali Asset Management, nel report “Mercati obbligazionari: Treasury ai massimi e Bund stabili”.
Nel ricordare che “i mercati continuano ad attribuire una probabilità elevata a un aumento dei tassi di 25 punti base a settembre (da parte della BCE guidata da Christine Lagarde), pur riconoscendo che le future decisioni dipenderanno dai dati economici e inflazionistici in arrivo”, Spagnol ha detto di prevedere che “i rendimenti dei Bund dovrebbero rimanere confinati nel range 2,9%-3,2%, salvo un significativo deterioramento del contesto geopolitico che possa modificare le aspettative di inflazione”.
Il gestore ha scritto anche di BTP, mettendo in evidenza che i bond “hanno continuato a beneficiare di forte supporto, con lo spread BTP-Bund decennale stabile nell’area 75-80 punti base” e aggiungendo che “gli investitori considerano ancora interessanti le valutazioni dei Titoli di Stato italiani, soprattutto nel segmento 5-10 anni, mentre la dinamica favorevole delle emissioni e il miglioramento della credibilità fiscale rappresentano ulteriori fattori di sostegno”.
Considerando che tra gli altri fattori da monitorare spiccano la comunicazione della BCE e l’evoluzione dei mercati energetici, Spagnol ha evidenziato che “i portafogli restano sovrappesati sui Titoli di Stato italiani, affiancati da posizioni lunghe su obbligazioni dell’Unione Europea, Titoli di Stato spagnoli e Titoli di Stato greci, mentre mantengono un sottopeso sui Titoli di Stato francesi” (contrariamente a quanto hanno deciso di fare gli investitori giapponesi, che sono tornati sugli OAT, almeno nel mese di giugno).
Il gestore di Generali Asset Investment ha concluso così la nota dedicata ai bond sovrani:
“L’esposizione alla curva dei rendimenti continua a privilegiare le scadenze brevi e intermedie, mantenendo un sottopeso sulla parte lunga, in particolare sul segmento trentennale”.
Da segnalare che, sul mercato secondario, i rendimenti dei Bund tedeschi viaggiano attorno al 3,20% (+8 punti base in un mese, +41 punti base in un anno); i rendimenti UK al 5,02% (+7 pb in un mese, +32 pb in un anno); i rendimenti degli OAT francesi al 4,03% (+11 pb in un mese, +56 punti base in un anno) e i rendimenti dei BTP italiani al 3,98% (+3 pb in un mese, +39 pb in un anno), i rendimenti dei Treasury USA al 4,68% (+14 punti base in un mese, +37 punti base in un anno).