Blocco dei licenziamenti: ci sarà una nuova proroga? Ecco cosa si rischia

Blocco dei licenziamenti: al momento sembra che una nuova proroga della misura oltre il 31 dicembre sia esclusa. Vediamo cosa si rischia.

Blocco dei licenziamenti: ci sarà una nuova proroga? Ecco cosa si rischia

Per il blocco dei licenziamenti ci sarà la proroga? Il termine fissato al 31 dicembre 2020 per la fine del blocco dei licenziamenti potrebbe essere spostato oltre fino alla conclusione dello stato di emergenza?

Sembra che non sarà così e che allo scadere dell’anno scadrà anche la norma sul blocco dei licenziamenti. La prima proroga è avvenuta con il decreto Agosto solo da poche ore convertito nella legge n.126/2020.

A confermare la fine del blocco dei licenziamenti con la fine dell’anno e assicurando tuttavia della tenuta della cassa integrazione, sebbene entro certi limiti, è stato il ministro dello Sviluppo Economico Stafano Patuanelli ospite di Porta a porta. Vediamo cosa ha detto nel dettaglio sul blocco dei licenziamenti e cosa si rischia da gennaio.

Blocco dei licenziamenti: non ci sarà la proroga

Per il blocco dei licenziamenti non ci sarà una nuova proroga e a far cadere ogni speranza è stato lo stesso titolare del Mise che a Porta a porta ha dichiarato:

“Non credo che ci siano le condizioni per prorogare. Credo sia stato necessario il blocco dei licenziamenti; credo non sia pensabile il prolungamento del blocco dei licenziamenti.”

Allo scadere del blocco dei licenziamenti il 31 dicembre si potrebbe creare una situazione di difficoltà ulteriore per moltissimi lavoratori.

Già nelle settimane precedenti i Consulenti del Lavoro, in particolare nella persona della presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine Marina Calderone, hanno evidenziato i rischi di licenziamenti a pioggia con il nuovo anno sebbene ancora risulti difficile quantificare i danni.

In particolare i Consulenti ritengono che la situazione sia drammatica e che il blocco dei licenziamenti del decreto Agosto non fa che spostare in avanti un problema.

Oggi il blocco dei licenziamenti non è tuttavia contemplato:

  • per le imprese che hanno cessato l’attività;
  • per le imprese dichiarate fallite quando non sia previsto l’esercizio provvisorio;
  • nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo.

Il blocco dei licenziamenti per giustificato motivio oggettivo, quindi per motivazioni economiche, va di pari passo con la proroga della cassa integrazione anche questa fino a dicembre.

Ma se dal 1° gennaio si potrà ricominciare a licenziare, non si può dire lo stesso della cassa integrazione per la quale pare che il governo stia pensando di intervenire per il prossimo 2021 e che potrebbe evitare il peggio.

Cassa integrazione 2021

Il blocco dei licenziamenti nel 2021 non ci sarà, ma un’estensione della cassa integrazione sì.

Il governo infatti starebbe pensando, proprio per evitare il rischio della pioggia dei licenziamenti, di inserire in Manovra la retroattività per la cassa integrazione all’ultima parte del 2020.

La cassa integrazione sarebbe prorogata quindi anche al prossimo anno, ma solo per alcuni settori più in difficoltà, come ristorazione e turismo.

Non solo è previsto anche che la cassa integrazione con la causale Covid “con fatturato”, senza onere alcuno per una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%, venga poi confermata.

Per averne conferma e vedere quali saranno gli effetti della fine del blocco dei licenziamenti toccherà attendere le prossime settimane e capire nel concreto come deciderà di procedere il governo.

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