Le date relative alla pubblicazione dei conti delle banche italiane sono già note, come emerge dal calendario delle trimestrali, e massima è l’attenzione sulle previsioni sugli utili, sui ricavi e su altre voci di bilancio che sono state formulate dalla comunità degli analisti.
Bisogna attendere ancora qualche giorno, e a Piazza Affari arriverà la settimana tutta dedicata a bilanci relativi al primo trimestre del 2026, in particolare, delle grandi banche italiane, ovvero delle Big quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari UniCredit, Intesa SanPaolo, Banco BPM, BPER, MPS, Mediobanca.
La curiosità monta non solo per il modo in cui la politica sui tassi decisa dalla BCE nell’ultimo anno ha condizionato il trend su base annua degli utili e dei margini netti di interesse, così come non solo per le novità che riguarderanno i dividendi. A prendersi la scena saranno anche le eventuali dichiarazioni sul nuovo possibile capitolo del risiko bancario di Piazza Affari, su cui il mercato è tornato a scommettere dopo la grande mossa di UniCredit su Generali e le speculazioni su una possibile conquista di Banco BPM da parte del Monte dei Paschi di Siena.
Prevsisioni sugli utili del primo trimestre delle banche italiane sono state stilate dal team dedicato alle banche europee di Barclays Research.
Utili e guidance banche italiane, le previsioni di Barclays Research
Gli analisti hanno scritto di prevedere che i risultati delle banche italiane relativi al primo trimestre dovrebbero essere solidi, con gli istituti che dovrebbero confermare, in generale, la guidance per il 2026 o i target di medio termine.
Per la maggior parte delle banche italiane su cui Barclays ha avviato una copertura, non si prevedono aggiornamenti della guidance:
E’ vero che la forward guidance mette in conto un Euribor più alto rispetto a quelli previsti nei piani industriali, ma per le banche che hanno appena aggiornato i target/presentato i piani (Intesa SanPaolo, UniCredit, MPS, Mediobanca, Credem) non ci aspettiamo una revisione, in quanto sarebbe troppo presto e lo scenario macro rimane molto incerto”.
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NII, commissioni, costi, LLPs nel I trimestre, tutte le stime
Su base trimestrale, MPS dovrebbe essere la banca a riportare il miglior progresso dell’NII e dei trend operativi, in generale, soprattutto in quanto parte da un quarto trimestre debole.
Escludendo questo fattore, BPER, che è la scelta numero uno di Barclays tra le azioni, dovrebbe avere riportato i trend operativi core più solidi.
In generale, per le banche italiane, “le previsioni sono di un calo dell’NII dell’1% su base trimestrale con margini resilienti, ma senza un sostegno significativo da parte dei volumi, considerando che il trimestre presenta un numero di giorni inferiore di 2 giorni”.
Le commissioni dovrebbero essere scese del 2% sempre Q/Q, per effetto della stagionalità, ma anche per la correzione di mercato che ha colpito il mark to market delle masse gestite AUM alla fine di marzo.
A parità di perimetro, le stime sono di commissioni piatte, sulla scia della correzione del mercato e, anche, per l’indebolimento delle vendite dei certificati, così come di altre componenti upfront delle commissioni di wealth management.
I ricavi da trading dovrebbero confermarsi invece “molto solidi, presupponendo che le banche abbiano colto l’opportunità offerta dalla volatilità di mercato, anche se nel caso di BPER le stime sono di un possibile effetto negativo del mark-to-market delle sue TRS (Total Return Swap) ”.
Barclays parla di effetto della stagionalità positivo sui costi - in particolare di Intesa SanPaolo e di BPER - così come sugli accantonamenti delle riserve per far fronte a perdite future sui crediti (LLPs).
Downgrade Barclays su EPS banche italiane 2026-2028
Gli analisti hanno annunciato di stimare un calo in media del 2% per l’EPS adjusted delle banche italiane nel periodo 2026-2028, citando i seguento fattori pro e contro la loro redditività:
- L’Euribor è atteso ora al 2,5%, rispetto al 2% precedente
- Un certo indebolimento nella crescita dei prestiti
- Ulteriori pressioni sui prestiti.
- Una view sulle commissioni in generale più prudente
- Ricavi da trading più alti in alcuni casi
- Spese di amministrazione lievemente più alte
- Tasse più alte (aumento di 2 punti percentuali dell’aliquota IRAP)
Barclays ha rivisto al rialzo anche il costo dell’equity per tutte le banche italiane di 25 punti base (a eccezione di Mediobanca, con stime invariate all’11%), dal 10% al 10,25%.
Le previsioni per gli utili delle banche italiane formulate da Barclays Research
Il trend dell'utile netto, dei margini netti di interesse, dei ricavi, delle commissioni del periodo 2026-2028 atteso da Barclays Research (Fonte. Barclays Research).
Le previsioni per il 2026
Per il 2026, le previsioni di Barclays sono di una crescita del 6% su base annua sia per l’NII che per le commissioni, a fronte di un aumento degli LLPs pari a +7%.
Gli esperti hanno parlato di resilienza degli utili, prevedendo un ROTE in media nell’anno pari al 18%, che dovrebbe poi salire al 19,6% nel 2028.
I CET1 dovrebbero rimanere solidi, mentre il rendimento totale del DPS e delle operazioni di buyback attestarsi al 7,8% in media:
In presenza di un rialzo dei tassi da parte della BCE e considerando la qualità del bilancio e altri fattori, Barclays sostiene che le banche italiane siano ben posizionate, presentando in generale modelli difensivi, grazie al predominio delle attività retail e agli elevati dividendi e rendimenti che offrono.