Azioni MPS e Banco BPM da monitorare post rumor. Mentre JPMorgan torna a oltre il 10% di questa banca

Laura Naka Antonelli

28 Maggio 2026 - 17:26

Le voci sulle possibili nozze tra MPS e Banco BPM si sono smorzate, ma non sono state mai affossate del tutto. Occhio alle ultime indiscrezioni.

Azioni MPS e Banco BPM da monitorare post rumor. Mentre JPMorgan torna a oltre il 10% di questa banca
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Tutte le strade portano a Siena”: la frase che il CEO di MPS Luigi Lovaglio ha proferito appena qualche giorno fa, alzando il velo anche sull’ambizione di portare la banca senese a valere 50 miliardi di euro a Piazza Affari, ha riacceso le speculazioni su una nuova mossa di risiko da parte di Rocca Salimbeni.

Per la precisione, di una mossa volta a conquistare Banco BPM.

Si torna così a riflettere, e non è certo la prima volta, al dossier mai tramontato, di cui si iniziò a parlare verso la fine del 2024, in linea con il piano, almeno di allora, formulato dal governo Meloni: dare MPS in sposa a Banco BPM.

Piano naufragato con l’OPS promossa poi da UniCredit su Piazza Meda, che è naufragata tuttavia anch’essa: fattore che ha alimentato di nuovo le scommesse sul matrimonio tra Monte dei Paschi di Siena, che ha nel frattempo conquistato Mediobanca, e l’istituto guidato da Giuseppe Castagna.

MPS, Mediobanca e Banco BPM, non sono tuttavia le uniche azioni di banche italiane su cui si sono accesi oggi i riflettori dei trader e degli investitori.

JPMorgan torna a possedere oltre il 10% di BPER

In evidenza anche le azioni di BPER - altra banca protagonista delle operazioni di M&A con l’OPS poi OPAS lanciata l’anno scorso su Popolare di Sondrio, ormai conquistata -, dopo la decisione del colosso americano JPMorgan di tornare a salire oltre la soglia del 10% del suo capitale.

La notizia è arrivata dalla Consob, in particolare dalla sezione delle partecipazioni rilevanti nelle società quotate, da cui è emerso che il gigante di Wall Street e prima banca USA aveva in possesso in data 18 maggio 2026 una partecipazione potenziale in BPER pari al 10,095%, in aumento rispetto all’8,976% della settimana precedente, e così distribuita:

  • Il 7,080% di azioni BPER con diritti di voto attraverso JP Morgan Securities PLC, J.P. Morgan Securities LLC, J.P. Morgan Markets Limited, J.P. Morgan SE.
  • Una quota pari allo 0,025% sotto forma di partecipazione potenziale, legata a obbligazioni convertibili e right to recall senza data di scadenza, in mano a JP Morgan Securities PLC e JP Morgan Securities LLC.
  • Altre posizioni lunghe con regolamento fisico pari allo 0,097% di azioni BPER. Nello specifico Put Option con data di scadenza 18/12/2026 e Call option con scadenza il 02/08/2027.
  • Infine, il 2,893% sotto forma di altre posizioni lunghe con regolamento in contanti. Per la precisione, Equity Swaps con date di scadenza comprese tra il 12/11/2026 e il 09/09/2032; Call Option e Put Option con date di scadenza comprese tra il 21/12/2028 e 31/07/2029.

Cosa vuole fare JPMorgan con BPER? Il chiarimento del colosso alla Consob

Per quale motivo JPMorgan è tornata sopra il 10% di BPER?

A rispondere è stato lo stesso gigante finanziario americano, che ha spiegato alla Consob di essersi mosso in modo individuale, sottolineando di non avere alcuna intenzione di “acquisire il controllo o di influenzare in altro modo la gestione ” dell’istituto di credito gestito dall’AD Gianni Franco Papa.

I movimenti nel capitale, ha sottolineato JPMorgan, si riferiscono piuttosto a mosse dei suoi clienti, che “modificano dinamicamente le proprie posizioni”, portando il gruppo americano ad agire di conseguenza, e “a coprire dinamicamente i nostri rischi ”.

MPS, fusione con Banco BPM? Gli ultimi rumor sulle possibili nozze

Tornando a MPS e Banco BPM, dunque alla possibilità di una fusione tra le due banche - dossier di cui si è tornati a parlare più volte, in questi ultimi mesi, soprattutto a seguito del flop dell’OPS di UniCredit su Piazza Meda - a riportare nuovi rumor è stato oggi Il Corriere della Sera, che ha parlato di “primi contatti” volti a una eventuale operazione di M&A tra i due istituti.

Questo, dopo che già le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato di BPM Giuseppe Castagna avevano scaldato le scommesse su nuove operazioni di risiko bancario.

Nel segnalare che “i contatti tra le due banche starebbero accelerando, con Goldman Sachs che parrebbe affiancarsi agli advisor storici del Banco, Citi e Lazard”, il quotidiano ha sottolineato che “tra Monte Paschi e Banco BPM si discute del possibile merger molto più rispetto a un mese fa, quando teneva banco la possibile scalata dell’Agricole all’ex popolare milanese”.

Le trattative si sarebbero intensificate al punto che, si legge ancora nell’articolo, “c’è chi vede l’operazione imminente, prima ancora che si arrivi alla fusione tra MPS e Mediobanca e all’integrazione dei rispettivi business”.

Altre fonti hanno espresso invece cautela, osservando che “ sarebbe meglio aspettare ” il completamento della fusione tra MPS e Mediobanca.

Le azioni di MPS sono salite stamattina sul Ftse Mib di Piazza Affari più dell’1%, così come quelle di Mediobanca, mentre Banco BPM ha riportato un trend poco mosso. Dal canto loro, le due banche oggetto delle discrezioni hanno tenuto le bocche cucite.