Lovaglio spiega le due OPS che MPS ha lanciato su BPM e Banca Generali. Verso gruppo con capitalizzazione da 10 miliardi, tra le prime 10 banche europee.
Massima attenzione oggi, venerdì 21 agosto 2026, alle azioni delle banche protagoniste del nuovo doppio blitz lanciato da MPS (Monte dei Paschi di Siena) e ufficializzato stamattina con la diffusione di un comunicato ad hoc, a seguito del CDA straordinario della vigilia.
Sotto i riflettori le parole con cui il CEO di MPS Luigi Lovaglio ha spiegato le due OPAS lanciate su Banco BPM e Banca Generali.
L’annuncio del CDA di MPS sulle 2 OPS lanciate su BPM e Banca Generali. Quanto valgono
Il CDA di MPS ha approvato la proposta lanciata dall’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, volta a conquistare Banco BPM e Banca Generali con due OPS separate.
Obiettivo: fermare le mire di Intesa SanPaolo, la banca italiana guidata da Carlo Messina, disposta al Whatever It Takes pur di conquistare MPS e, in particolare, Mediobanca, attraverso un accordo con Unipol: accordo che prevede la fusione tra alcuni asset di Rocca Salimbeni e BPER, l’istituto di credito che la compagnia assicurativa bolognese nelle mani di Carlo Cimbri controlla, forte tra l’altro da un po’ della preda già conquistata Popolare di Sondrio.
MPS ha bocciato subito OPAS lanciata da Intesa SanPaolo, mettendosi al lavoro per approntare misure difensive, che hanno appena preso la forma delle due OPS promosse su BPM e Banca Generali.
Le azioni da monitorare oggi a Piazza Affari sono di fatto tante, tutte pedine del risiko: MPS, BPM, Banca Generali, Intesa SanPaolo, Generali, Unipol, Mediobanca, BPER, tutti titoli scambiati sul Ftse Mib della Borsa di Milano, a parte Banca Generali.
A fare da market mover di Piazza Affari, il cui trend è stato spesso condizionato in questi ultimi anni proprio dalle varie partite di risiko bancario e, in generale, dalle mire di M&A di alcune banche, è il comunicato diramato stamattina da MPS, che spiega i dettagli e la ratio delle due OPS lanciate su Banco BPM e Banca Generali.
Il trend delle azioni dimostra tuttavia che stavolta il risiko non scalda più di tanto le azioni, neanche (soprattutto) quelle delle banche messe nel mirino.
I titoli di Banca Generali scendono del 2,45% circa, mentre le azioni di Banco BPM cedono lo 0,45%. Gli altri titoli segnano performance che non spiccano in modo particolare, a fronte di un indice Ftse Mib che segna un rialzo dello 0,40% circa, a quota 52.865,57 punti.
MPS ha confermato anche i rumor circolati ieri, relativi alla distribuzione di un maxi dividendo agli azionisti del Monte.
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OPS MPS da 8,7 miliardi su Banca Generali e da 25,3 miliardi su BPM. L’azionariato della nuova banca
Per l’OPS su Banco BPM, spiega MPS, il rapporto di cambio è stato fissato in 1,567 azioni MPS di nuova
emissione per ciascuna azione Banco BPM, implicando un prezzo d’offerta pari a 16,729 euro e nessun premio sulla base dei prezzi ufficiali al 19 agosto 2026, tenuto conto della distribuzione straordinaria.
Per l’OPS su Banca Generali, il rapporto di cambio è stato fissato in 6,958 azioni MPS di nuova emissione per ciascuna azione Banca Generali, implicando un prezzo d’offerta pari a 74,284 euro per azione e un premio del 10% sulla base dei prezzi ufficiali al 19 agosto 2026, tenuto conto anche qui della distribuzione straordinaria.
I termini finanziari delle due OPS indicano che MPS ha lanciato su Banca Generali un’OPS da 8,7 miliardi e su Banco BPM un’offerta da 25,3 miliardi.
Quale sarà il controllo di MPS su BPM e Banca Generali, in caso di adesione integrale a entrambe le offerte, tenuto conto degli effetti della fusione di Mediobanca in MPS? Quale sarà, di fatto, la composizione dell’azionariato della nuova entità che nascerà dalla conquista delle due banche da parte di Rocca Salimbeni?
La banca senese ha risposto, sottolineando che gli attuali azionisti MPS deterranno circa il 50,1% del gruppo combinato, gli azionisti Banco BPM circa il 37,2% e gli azionisti Banca Generali circa il 12,7%.
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Dividendo straordinario da 4 miliardi con componente in cash e in azioni Generali
A quanto ammonterà il dividendo straordinario che l’istituto senese erogherà ai suoi azionisti?
MPS ha reso noto che, nella giornata di ieri e a seguito della riunione straordinaria, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di sottoporre all’assemblea degli azionisti di MPS, convocata per il 29 ottobre 2026, una distribuzione straordinaria a favore degli azionisti MPS per un valore di 4 miliardi lordi, ovvero di
1,208 euro lordi per ogni azione MPS.
Il dividendo straordinario sarà così composto: 0,302 euro per azione MPS in cash e 0,906 euro per azione MPS in natura, mediante assegnazione di un numero di azioni Assicurazioni Generali, che sarà determinato sulla base del prezzo ufficiale delle azioni del colosso di Trieste rilevato su Euronext Milan alla relativa record date, detenute da MPS tramite di Mediobanca.
Il dividendo straordinario proposto, ha precisato MPS, sarà pertanto pari a 1 miliardo lordo in cash e a circa 3 miliardi di euro in azioni Assicurazioni Generali.
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MPS, nascerebbe terzo gruppo bancario italiano con total financial assets per 810 miliardi
La ratio delle due OPS?
MPS precisa che “l’obiettivo è creare un nuovo campione nazionale di riferimento, con competenze distintive e complementari nel banking, nell’advisory e nel wealth management ”, parlando di “un progetto industriale di rilevanza sistemica volto a costituire un gruppo finanziario italiano più forte, più competitivo e più resiliente, con oltre euro 810 miliardi in total financial assets ”.
Di fatto, puntualizza il Monte, in caso di adesione alle due offerte, “nascerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con un bilancio pro forma pari a circa Euro 466 miliardi, impieghi alla clientela pari a Euro 245 miliardi, raccolta diretta pari a Euro 315 miliardi e total financial assets pari a Euro 810 miliardi, sulla base dei dati al 31 dicembre 2025”.
Si tratta, precisa Monte dei Paschi di Siena, di “un’aggregazione finalizzata a rafforzare il quadro competitivo del settore, sostenere il credito all’economia reale, valorizzare il risparmio di lungo termine e contribuire alla crescita del sistema Italia”.
MPS aggiunge che le due OPS riflettono “un progetto con obiettivi coerenti con le priorità strategiche già delineate da Banco BPM e rafforzati dall’iniziativa parallela su Banca Generali ”, con una “significativa opportunità di creazione di valore, con sinergie pre-tax run-rate stimate in circa euro 2,6 miliardi annui, di cui circa euro 0,8 miliardi dall’integrazione di Mediobanca, come da guidance al mercato”.
Lovaglio, con successo OPS MPS su BPM e Banca Generali gruppo con capitalizzazione da 80 miliardi di euro
Così Lovaglio stamattina, nello spiegare le due OPS che MPS ha deciso di lanciare su Banco BPM e Banca Generali.
Il CEO del Monte ha esordito affermando che “oggi non presentiamo solo due transazioni, ma una visione ”, ricordando che la banca senese “ha completato una delle maggiori trasformazioni nel settore bancario europeo”.
A questo punto, ha fatto notare, “la domanda non è come diventare più grandi ma come diventare più rilevanti ”.
Lovaglio ha definito le due OPS alla stregua di una “occasione di fare il nuovo passo strategico ”, rimarcando che le due offerte sono “due operazioni legalmente separate”, da considerare nell’ambito di “un piano industriale coerente”.
Se avranno successo, ha annunciato l’AD, nascerà un gruppo che avrà un “ valore di mercato pro forma di circa 80 miliardi ”, che lo farà entrare “tra le prime 10 banche europee”.
Non solo. L’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena ha sottolineato che oggi il Monte dei Paschi è “il partner ideale per aggregazioni amichevoli”, aggiungendo che “il nostro modello crea valore attraverso l’integrazione, non attraverso lo spezzatino, come l’abbiamo chiamato”. (lanciando praticamente una stoccata a Intesa SanPaolo)
MPS, a suo avviso, rappresenta così “per Banco BPM e Banca Generali una piattaforma sicura per una crescita sostenibile nel lungo termine”.