Le ultime indiscrezioni sulle partite di risiko bancario in Italia. Il CEO di Lovaglio starebbe valutando una doppia mossa per difendere MPS da Intesa SanPaolo.
MPS starebbe considerando una mossa, o meglio una doppia mossa, per difendersi dall’OPAS lanciata da Intesa SanPaolo. È quanto ha riportato stamattina un articolo de Il Sole 24 Ore, scrivendo che il CEO Luigi Lovaglio starebbe considerando due operazioni straordinarie: un’OPS su Banco BPM e una su Banca Generali.
Rumor su doppia mossa di Lovaglio (MPS) su BPM e Banca Generali
Equita riassume così in una nota le indiscrezioni che sono state riportate dal quotidiano:
“Secondo il quotidiano, entrambe le opzioni sarebbero ancora allo studio e non sarebbero state formalmente presentate al CDA. Nel caso Banco BPM, resta un ostacolo rilevante la posizione di Crédit Agricole, primo azionista della banca con il 29.3% del capitale, che si è già espressa in modo nettamente scettico sull’operazione. Per quanto riguarda Banca Generali (con una capitalizzazione di mercato pari a € 7,7 miliardi, e 2027E P/E adj. 17x), il deal presupporrebbe il coinvolgimento e l’assenso di Generali”.
Sulla base di quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la SIM milanese ricorda che “il principale asset strategico a disposizione di Lovaglio sarebbe la partecipazione di circa il 13% detenuta indirettamente in Generali”.
Detto questo, va ricordato che il CEO di Intesa SanPaolo Carlo Messina ha risfoderato addirittura la celeberrima frase dell’ex Presidente della BCE e dell’ex Presidente del Consiglio Mario Draghi, pur di rimarcare tutta la sua intenzione di conquistare la banca senese.
Equita su MPS: con doppia OPS complessità e rischi superiori a Intesa-MPS
Ma come reputano gli analisti di Equita gli ultimi rumor? Il Monte dei Paschi di Siena riuscirebbe davvero a portare a termine la doppia operazione?
“A nostro avviso”, si legge nella nota, “le alternative strategiche ipotizzate dall’articolo presentano un livello di complessità e rischio di esecuzione significativamente superiore rispetto all’offerta Intesa SanPaolo su MPS”.
Le ragioni alla base della complessità sono state così elencate:
- MPS si troverebbe a gestire parallelamente il completamento dell’integrazione di Mediobanca e ulteriori operazioni di ampia scala, aumentando sensibilmente l’execution risk rispetto a quello associato all’offerta di ISP.
- Il successo delle operazioni sarebbe subordinato al coinvolgimento e al consenso di soggetti chiave,
tra cui Crédit Agricole, Generali e gli azionisti rilevanti di BMPS, nonché all’ottenimento di molteplici autorizzazioni regolamentari e al superamento dei vincoli derivanti dalla passivity rule. - Il razionale finanziario delle operazioni richiederebbe il conseguimento di sinergie particolarmente ambiziose per sostenere la creazione di valore.
Equita ricorda infine quanto accadde nel 2025, facendo riferimento alla proposta che venne avanzata da Mediobanca su Banco Generali, per difendersi dall’offerta di MPS: “L’ipotesi di una combinazione con Banca Generali richiama da vicino la proposta Mediobanca-Banca Generali del 2025, sollevando interrogativi sulla disponibilità dei principali stakeholders ad avallare una struttura che non aveva ottenuto il necessario supporto dell’assemblea di Mediobanca poco più di un anno fa”.
Come reagiscono ai rumor le azioni MPS, BPM, Banca Generali & Co.
Occhio intanto alle azioni delle banche interessate dai rumor, dunque ai titoli di MPS, BPM, Generali, Banca Generali.
Le azioni di Monte dei Paschi di Siena cedono nel primo pomeriggio lo 0,40% circa, a quota 11,978 euro circa.
I rumor riportati da Il Sole portano i titoli di Banco BPM a registrare un solido rialzo, salendo a 16,87 euro.
A guadagnare di più sono le azioni di Banca Generali, che balzano del 2% circa, a 67,55 euro.
Sotto pressione Generali (-0,46%, a 43,26 euro), mentre i titoli di Intesa SanPaolo sono praticamente ingessati, a quota 6,881 euro.
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