Due OPS su Banco BPM e Banca Generali da parte di MPS per difendersi dall’OPAS di Intesa SanPaolo. Intanto arrivano critiche contro Meloni da +Europa e Azione.
In attesa della pubblicazione del comunicato sull’esito della riunione straordinaria del CDA di MPS, indetta per la giornata di oggi, Bloomberg riporta che il management di Monte dei Paschi di Siena avrebbe dato l’ok alla doppia OPS sulle due banche Banco BPM e Banca Generali.
Da CDA ok a OPS MPS su Banco BPM e Banca Generali
La mossa servirebbe a contrastare l’OPAS lanciata da Intesa SanPaolo, secondo un piano concepito dal CEO del Monte Luigi Lovaglio, che è stato anticipato nella giornata di ieri da un articolo de Il Sole 24 Ore.
Le offerte che MPS lancerebbe su BPM e su Banca Generali, si apprende da Bloomberg, sarebbero volte a creare un gruppo bancario con una capitalizzazione di mercato complessiva di circa 70 miliardi di euro.
Piano anti OPAS Intesa SanPaolo prevede anche pagamento dividendo straordinario
Bloomberg ha riportato anche che, per resistere all’OPAS di Intesa SanPaolo, la banca senese starebbe ragionando su un piano che prevede, oltre alle due OPS, anche il pagamento di un dividendo straordinario.
Il dividendo, riporta ancora l’agenzia di stampa, potrebbe essere finanziato da MPS attingendo alla partecipazione che l’istituto detiene in Generali, a seguito della conquista di Mediobanca.
Non tutti gli esponenti del CDA si sarebbero espressi però a favore della proposta di Luigi Lovaglio.
Quattro dei 5 consiglieri delle minoranze si sarebbero astenuti dal voto: si tratterebbe di Paolo Boccardelli, Paola De Martini, Antonella Centra e Nicola Maione.
Ad appoggiare Lovaglio sarebbe stato invece l’esponente del CDA Corrado Passera.
Risiko bancario, +Europa e Azione attaccano Meloni
In evidenza oggi, giovedì 20 agosto 2026, il commento sul ruolo del governo Meloni nelle partite di risiko bancario rilasciato da Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa:
“Meloni smetta di fare il banchiere, e il governo eviti di perseverare nell’errore di interferire nel cosiddetto risiko bancario. Si limiti, differentemente da quanto fatto in passato, ad assicurare il rispetto delle normative italiane ed europee e, casomai, si assicuri che le autorità preposte (Bankitalia, Consob e Antitrust in primis) svolgano senza remore o ritardi la loro funzione di vigilanza. Meloni, del resto, aveva assicurato a febbraio che il ruolo del Governo in MPS era finito, nonostante una residua partecipazione nella banca di Siena. Prima di quella data Meloni e Giorgetti si erano comportati con una spregiudicatezza mai vista, prima con una cessione di quote di MPS attraverso una procedura che gridava vendetta, poi con l’uso contundente e arbitrario del Golden Power contro UniCredit. La Presidente del Consiglio probabilmente si illudeva che i giochi fossero finiti. Ma, come era evidente già allora, non è così. Il Governo resista alla tentazione di svolgere impropriamente e in modo pasticciato il ruolo di banchiere, arbitro e giocatore, resti fuori dalla nuova partita su MPS e lasci fare agli operatori e al mercato. Sarà meglio per tutti”
Una voce contro Meloni si è levata anche da Azione, con la deputata Daniela Ruffino che si è così espressa:
“Giorgia Meloni sceglie ancora una volta di mettersi contro la libertà di mercato. Dopo aver bloccato l’OPA di UniCredit su Banca popolare di Milano utilizzando il golden power, si ripete intervenendo fallosamente sull’OPAS lanciata da Intesa SanPaolo su MPS. Meloni ha fatto conoscere con parole inequivocabili la propria contrarietà all’operazione messa in campo da Carlo Messina, fra i più lungimiranti dei nostri banchieri, con la motivazione che lo spezzatino di MPS con la cessione di 650 filiali a Unipol, sarebbe un danno per l’economia italiana”.
Ruffino ha aggiunto che “tanto interventismo del governo su una vicenda che non vede coinvolti soggetti stranieri, non si spiega se non con la deliberata volontà di mettere le mani su una leva di enorme potere quale è il controllo del risparmio e l’erogazione del credito a imprese e famiglie”.
La deputata di Azione ha concluso, sottolineando che, “in prima battuta, rimane sempre l’ambizione sbagliata di costringere in un fortino il controllo di Generali attraverso la quota detenuta da Mediobanca ora in pancia a MPS. È una brutta pagina quella che il governo cerca di scrivere. Una pagina contro il mercato e contro chi spinge perché l’Unione europea acceleri sulla via del completamento del mercato unico dei capitali”.
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