Azioni ENI e non solo, cosa succede ora con la volatilità del petrolio. Gli analisti rispondono a Money.it

Laura Naka Antonelli

07/07/2026

Azioni ENI, cosa fare ora che il prezzo del petrolio ha segnato un forte ribasso rispetto ai massimi testati all’inizio della guerra USA-Iran? Le risposte degli esperti a Money.it.

Azioni ENI e non solo, cosa succede ora con la volatilità del petrolio. Gli analisti rispondono a Money.it

La riapertura dello Stretto di Hormuz ha portato subito gli analisti a chiedersi quali potrebbero essere le conseguenze per le azioni del settore oil & gas: nel caso dell’Italia per le azioni ENI, il gigante petrolifero gestito dal CEO Claudio Descalzi.

I titoli, così come quelli del comparto, hanno beneficiato infatti molto dell’impennata dei prezzi del petrolio, che ha testato ripetutamente nuovi massimi dall’inizio della guerra USA-Iran. Guerra messa in pausa, ma solo in teoria, visto che proprio oggi le quotazioni del WTI e del Brent tornano a salire a seguito delle indiscrezioni, riportate dal sito Axios, secondo le quali Teheran avrebbe lanciato almeno due missili contro alcune navi in transito nello Stretto di Hormuz, riaperto dopo l’accordo di pace temporaneo siglato alla metà di giugno tra gli Stati Uniti e l’Iran.

Quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, oggi le azioni ENI segnano oggi un rialzo superiore a mezzo punto percentuale. Ma cosa attendersi per il futuro, se i prezzi del petrolio non torneranno a quei valori record testati durante la guerra, quando il Brent ha sfondato anche la soglia di $126 al barile? Money.it ha intervistato Eric Croak, presidente di Croak Capital e consulente finanziario che gestisce strategie di portafoglio e Saverio Berlizani, analista di mercato presso ActivTrades. I due esperti hanno citato anche altre azioni del settore a cui prestare attenzione.

ActivTrades: in Europa Shell e ENI sono azioni oil & gas sottovalutate

Saverio Berlizani, analista di mercato presso ActivTrades, ha affermato che, a suo avviso, le “migliori opportunità di investimento nel settore oil & gas includono alcuni colossi americani, che si focalizzano sull’efficienza della produzione, come ExxonMobil e Chevron, e azioni sottovalutate high yield europee, come Shell e ENI”.

L’analista di mercato di ActivTrades ha confermato la propria fiducia anche nei confronti del titolo ENI, quotato sul Ftse Mib di Piazza Affari, affermando che le azioni “continuano a distinnguersi come una interessante opportunità di investimento nel panorama energetico europeo, soprattutto grazie alla generosa politica di remunerazione a favore degli azionisti (dunque grazie ai dividendi, ma anche al buyback) e per la solidità del modello di business integrato (dell’azienda)”.

Allo stesso tempo, Berlinzani ha affermato che “l’appetibilità del titolo dipende in larga misura dagli obiettivi dell’investitore, poiché il settore resta esposto sia alla volatilità dei prezzi delle materie prime sia alle sfide strutturali legate alla transizione energetica”.

Azioni oil & gas. In USA occhio a Exxon e Chevron

Non solo di ENI ha parlato anche Eric Croak, presidente di Croak Capital, menzionando i titoli Shell e TotalEnergies che, ha fatto notare, “trattano attualmente a multipli di 4-6 volte il cash flow, mentre ExxonMobil e Chevron Corporation scambiano su valutazioni comprese tra 8 e 10 volte il cash flow”.

Questo, “mentre le major europee offrono dividend yield nell’ordine del 4-6% e, parallelamente, riducono il numero di azioni in circolazione attraverso programmi di buyback, riacquistando ogni anno circa il 6-8% del capitale”.

In questo “contesto di bassa volatilità, con un prezzo del petrolio attorno agli 80 dollari al barile”, Croak ha osservato che “il mercato sta scontando in modo significativo queste azioni, in questo momento”, continuando dunque a sottovalutarle.

Ottima ragione per posizionarsi invece su di esse, sottolinea il gestore a Money.it, dichiarando che la sua “preferenza va ancora a Exxon, insieme a Chevron, considerando che il costo di pareggio (breakeven) della produzione nei giacimenti della Guyana rimane inferiore ai 35 dollari al barile ”.

Il gestore a Money.it: “ENI titolo interessante, rendimento complessivo al 7%”. I due fattori da attenzionare

Ma il presidente di Croak Capital è ottimista anche nei confronti delle azioni ENI:

A mio giudizio, ENI continua a essere un titolo interessante. La ragione è semplice: il suo modello ’satellite’. La strategia di scorporare attività come il business della vendita al dettaglio di energia e quello dei biocarburanti, conferendo loro una capitalizzazione autonoma attraverso società dedicate (SpinCo/SUVCO), consente di far emergere valore che oggi il mercato non riflette pienamente nella valutazione consolidata del gruppo”.

Inoltre chi investe in ENI, ricorda l’esperto, ottiene “un rendimento complessivo che si attesta intorno al 7%”.

Non mancano tuttavia alcuni esperti che hanno di recente bocciato le azioni ENI.

Azioni ENI: i 2 fattori da monitorare attentamente

Eric Croak ha concluso il colloquio con Money.it dedicato a ENI dando un consiglio agli investitori: monitorare attentamente due fattori: “Il livello di indebitamento relativamente elevato e la significativa partecipazione dello Stato italiano nel capitale della società”.

Va ricordato, infatti, in base a quanto indica la stessa azienda capitanata dal CEO Claudio Descalzi, che “il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha il controllo di fatto in ENI SpA in forza della partecipazione detenuta sia direttamente sia attraverso Cassa Depositi e Prestiti SpA (CDP SpA). Il totale delle azioni detenute dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e CDP SpA è 1.001.765.880, pari al 33,09% del capitale sul totale delle azioni ordinarie”.

L'azionariato di ENI, controllo nelle mani dello Stato italiano L’azionariato di ENI, controllo nelle mani dello Stato italiano «Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha il controllo di fatto in Eni SpA in forza della partecipazione detenuta sia direttamente sia attraverso Cassa Depositi e Prestiti SpA (CDP SpA). Il totale delle azioni detenute dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e CDP SpA è 1.001.765.880, pari al 33,09% del capitale sul totale delle azioni ordinarie». (Fonte: sito ENI)