Azioni ENI, cosa fare ora che il prezzo del petrolio ha segnato un forte ribasso rispetto ai massimi testati all’inizio della guerra USA-Iran? Le risposte degli esperti a Money.it.
La riapertura dello Stretto di Hormuz ha portato subito gli analisti a chiedersi quali potrebbero essere le conseguenze per le azioni del settore oil & gas: nel caso dell’Italia per le azioni ENI, il gigante petrolifero gestito dal CEO Claudio Descalzi.
I titoli, così come quelli del comparto, hanno beneficiato infatti molto dell’impennata dei prezzi del petrolio, che ha testato ripetutamente nuovi massimi dall’inizio della guerra USA-Iran. Guerra messa in pausa, ma solo in teoria, visto che proprio oggi le quotazioni del WTI e del Brent tornano a salire a seguito delle indiscrezioni, riportate dal sito Axios, secondo le quali Teheran avrebbe lanciato almeno due missili contro alcune navi in transito nello Stretto di Hormuz, riaperto dopo l’accordo di pace temporaneo siglato alla metà di giugno tra gli Stati Uniti e l’Iran.
Quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, oggi le azioni ENI segnano oggi un rialzo superiore a mezzo punto percentuale. Ma cosa attendersi per il futuro, se i prezzi del petrolio non torneranno a quei valori record testati durante la guerra, quando il Brent ha sfondato anche la soglia di $126 al barile? Money.it ha intervistato Eric Croak, presidente di Croak Capital e consulente finanziario che gestisce strategie di portafoglio e Saverio Berlizani, analista di mercato presso ActivTrades. I due esperti hanno citato anche altre azioni del settore a cui prestare attenzione. [...]
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