BofA rivede al ribasso il target su Eni dopo la riapertura di Hormuz e il calo del petrolio. Ecco perché la soglia dei 20 euro è decisiva.
Azioni Eni in rosso per la quarta seduta consecutiva. In un mese il titolo ha perso oltre l’11%, nonostante il buyback approvato dall’Assemblea il 6 maggio per dare agli azionisti qualcosa in più oltre al dividendo.
Tra il 15 e il 19 giugno Eni ha acquistato 4.583.344 azioni proprie sull’Euronext Milan, lo 0,15% del capitale, a un prezzo medio di 21,8181 euro e controvalore di quasi 100 milioni di euro. Era la seconda tranche. Da quando il programma è partito, Eni ha rastrellato 20.028.482 azioni (lo 0,66% del capitale) per quasi 460 milioni di euro. Sommando tutto il portafoglio di azioni proprie si arriva a 106.856.589 titoli, il 3,53% del capitale sociale.
Eni ha comprato a un prezzo medio che è superiore ai livelli attuali di mercato. Il buyback non è bastato a frenare le pressioni dei venditori alimentate dal calo dei prezzi di petrolio e gas dopo la riapertura di Hormuz. Scenario che ha spinto BofA a ridurre il target da 24 a 22 euro, raccomandazione “neutral” confermata. Il petrolio è il driver principale e il livello spartiacque è a quota 20 euro. Sopra, il titolo può ancora ricostruire terreno. Sotto, le coperture monetarie si attivano e la discesa può ampliarsi. [...]
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