FTSE MIB, 3 azioni italiane emergono ad agosto. Cosa segnala lo screening su prezzi e utili?

Gerardo Marciano

6 Agosto 2026 - 09:12

Unipol, Eni e Tenaris guidano uno screening sul FTSE MIB basato su forza relativa e revisioni degli utili. Ecco cosa mostrano i dati al 5 agosto.

FTSE MIB, 3 azioni italiane emergono ad agosto. Cosa segnala lo screening su prezzi e utili?

Agosto è un mese nel quale le variazioni delle quotazioni possono assumere un significato difficile da interpretare. La riduzione degli scambi tipica del periodo estivo può amplificare le reazioni alle notizie, mentre una singola seduta particolarmente positiva o negativa può incidere in misura rilevante sulle performance di breve periodo.

Per distinguere i movimenti occasionali dalle tendenze più strutturate può essere utile confrontare l’andamento di ogni società con quello del mercato e del settore di appartenenza. Questa lettura non permette di anticipare con certezza le quotazioni, ma aiuta a capire quali titoli abbiano mostrato una maggiore forza relativa nella fase più recente.

Lo screening effettuato sui componenti del FTSE MIB alla data del 5 agosto 2026 ha evidenziato Unipol, Eni e Tenaris ai primi tre posti di una graduatoria statistica. Il risultato deriva dall’integrazione tra performance relativa e direzione delle stime sugli utili. Non indica quali azioni realizzeranno i rendimenti più elevati nel resto del mese, ma descrive la posizione assunta dai titoli sulla base dei dati disponibili al momento dell’analisi.

Uno screening basato su due fattori

Il primo fattore considerato è la forza relativa, cioè la differenza tra il rendimento di un titolo e quello del FTSE MIB. Il confronto è stato effettuato su due orizzonti temporali: un mese e sei mesi.

Alla data della rilevazione, l’indice principale di Piazza Affari aveva guadagnato l’1,19% nell’ultimo mese e il 14,60% nei sei mesi. Questi valori sono stati utilizzati come riferimento per misurare la sovraperformance o la sottoperformance delle singole società.

Il rendimento di ciascun titolo è stato confrontato anche con la mediana del relativo gruppo settoriale interno al FTSE MIB. Questa seconda verifica è importante perché consente di distinguere la forza specifica di una società dall’andamento complessivo del comparto.

Un titolo energetico può infatti superare il FTSE MIB semplicemente perché tutto il settore dell’energia sta salendo. Il confronto con le altre società dello stesso ambito permette di capire se il movimento sia stato più ampio o più contenuto rispetto a quello dei concorrenti.

Il secondo fattore riguarda la direzione delle stime sugli utili per azione. Per tutte le quaranta società non era disponibile un dato storico numerico perfettamente uniforme e confrontabile esattamente a novanta giorni. La componente è stata quindi rappresentata attraverso una classificazione qualitativa: positiva, neutrale o negativa.

Il punteggio finale attribuisce il 60% alla forza relativa e il 40% alla direzione delle revisioni degli utili. Lo score serve esclusivamente a ordinare i titoli secondo criteri omogenei. Non rappresenta una probabilità di rialzo, una stima del rendimento futuro o un’indicazione sulla convenienza delle quotazioni.

Unipol al primo posto dello screening

Unipol occupa la prima posizione con un punteggio complessivo di 83,23 su 100. Lo score della forza relativa è pari a 88,72, mentre la direzione delle stime sugli utili è classificata come positiva.

Nell’ultimo mese il titolo ha guadagnato il 9,30%, contro l’1,19% del FTSE MIB. La differenza è quindi pari a 8,11 punti percentuali.

Il divario aumenta osservando i sei mesi. Unipol ha registrato una performance del 49,85%, mentre l’indice è avanzato del 14,60%. La sovraperformance raggiunge così 35,25 punti percentuali.

Il confronto con il gruppo delle società finanziarie e assicurative offre un’ulteriore indicazione. La performance mediana del comparto è stata del 5,77% nell’ultimo mese e del 20,99% nei sei mesi.

Unipol ha superato la mediana settoriale di 3,53 punti percentuali nel periodo più breve e di 28,86 punti nei sei mesi. La forza relativa non dipende quindi soltanto dal buon andamento generale delle società finanziarie e assicurative presenti nel FTSE MIB.

La classificazione positiva delle revisioni degli utili completa il risultato quantitativo. Nello screening, prezzo e aspettative economiche si sono mossi nella stessa direzione.

Questa coincidenza non consente di stabilire quale sarà l’evoluzione successiva del titolo. Indica soltanto che, alla data della rilevazione, Unipol presentava contemporaneamente una sovraperformance rispetto all’indice, un vantaggio rispetto al gruppo settoriale e una direzione favorevole delle stime.

Dopo un progresso vicino al 50% in sei mesi, anche l’entità del movimento già realizzato deve essere considerata nella lettura dei dati. La forza relativa misura ciò che è avvenuto, ma non stabilisce quanto di tale andamento possa proseguire.

Eni e l’accelerazione dell’ultimo mese

Eni si colloca al secondo posto con un punteggio complessivo di 81,54. Lo score della forza relativa è pari a 85,90 e la direzione delle stime sull’utile per azione risulta positiva.

Il titolo ha registrato la performance mensile più elevata tra le prime tre società della graduatoria. Il rialzo del 12,91% supera di 11,72 punti percentuali quello del FTSE MIB.

Nei sei mesi Eni ha guadagnato il 31,40%. Il vantaggio rispetto all’indice è pari a 16,80 punti percentuali.

Il confronto settoriale restituisce però una situazione differente sui due orizzonti. La mediana del gruppo energetico è stata dell’1,48% nell’ultimo mese e del 30,43% nei sei mesi.

Nel periodo più breve Eni ha quindi superato il comparto di 11,44 punti percentuali. Sui sei mesi, invece, la differenza si riduce a circa 0,98 punti.

Il dato suggerisce che la sovraperformance semestrale sia stata sostenuta anche dalla forza generale del settore energetico. L’accelerazione osservata nell’ultimo mese è invece risultata molto più specifica del titolo.

L’andamento delle società petrolifere resta collegato a numerose variabili esterne: prezzi del greggio e del gas, margini di raffinazione, produzione, domanda internazionale e decisioni dei principali paesi esportatori. Questi fattori possono modificare rapidamente sia le quotazioni sia le previsioni sugli utili.

La posizione di Eni nella graduatoria descrive dunque il forte andamento recente e la classificazione positiva delle revisioni. Non permette di isolare o neutralizzare i rischi derivanti dall’evoluzione delle materie prime energetiche e dallo scenario macroeconomico.

Tenaris al terzo posto con segnali meno uniformi

Tenaris occupa la terza posizione con uno score complessivo di 70,15. Il punteggio della forza relativa è pari a 66,92, mentre le revisioni degli utili sono classificate come positive.

Nell’ultimo mese il titolo ha guadagnato il 6%, superando il FTSE MIB di 4,81 punti percentuali. Nei sei mesi la performance è stata del 29,45%, con un vantaggio di 14,85 punti rispetto all’indice.

Rispetto al gruppo energetico, Tenaris ha ottenuto una sovraperformance di 4,53 punti percentuali nell’ultimo mese. Sui sei mesi è invece rimasta sotto la mediana settoriale di circa 0,98 punti.

Il profilo è quindi meno uniforme rispetto a quelli di Unipol ed Eni. Tenaris ha fatto meglio del mercato italiano su entrambi gli orizzonti considerati, ma ha superato il settore soltanto nel periodo più recente.

La società è esposta alla domanda di tubi e servizi destinati all’industria petrolifera e del gas. L’andamento economico dipende dagli investimenti dei produttori, dall’attività di perforazione, dai prezzi dell’energia e dalle dinamiche dell’offerta nei diversi mercati.

La terza posizione deriva dall’integrazione tra la sovraperformance rispetto al FTSE MIB e la classificazione positiva delle revisioni. Il punteggio non implica che la società presenti necessariamente prospettive migliori rispetto alle aziende collocate più in basso nella graduatoria.

Perché altri titoli non compaiono nei primi tre posti

La classifica mostra anche diversi casi nei quali prezzo e stime sugli utili non sono allineati.

Nexi, per esempio, presenta uno score di forza relativa pari a 88,59, molto vicino a quello di Unipol. Il titolo ha guadagnato il 15,48% nell’ultimo mese e il 24,39% nei sei mesi. La classificazione delle revisioni sugli utili è però negativa.

Il punteggio complessivo scende pertanto a 63,15. Il risultato non rappresenta una valutazione negativa della società, ma segnala che la forza delle quotazioni non era accompagnata dalla stessa direzione nelle aspettative economiche considerate dal modello.

Mediobanca presenta un’altra configurazione non uniforme. La performance semestrale è stata del 49,59% e lo score della forza relativa ha raggiunto 73,85. Le revisioni degli utili sono state tuttavia classificate come negative, riducendo il punteggio totale a 54,31.

Leonardo e Banca Mediolanum mostrano invece revisioni positive, ma una forza relativa più discontinua.

Leonardo ha fatto meglio del FTSE MIB nell’ultimo mese, mentre sui sei mesi ha registrato una performance inferiore a quella dell’indice. Banca Mediolanum ha ottenuto risultati positivi su entrambi gli orizzonti, ma con differenze più contenute rispetto al proprio gruppo settoriale.

Questi esempi mostrano perché una graduatoria basata su più fattori può restituire risultati differenti da una semplice classifica delle azioni che hanno guadagnato di più.

Una fotografia limitata alla data dell’analisi

I risultati descrivono la situazione al 5 agosto 2026. Nei giorni successivi possono cambiare sia i prezzi sia le aspettative sugli utili.

La pubblicazione di risultati societari, modifiche della guidance, variazioni delle materie prime o nuove indicazioni macroeconomiche possono alterare rapidamente i punteggi. Anche la forza relativa può cambiare senza che la quotazione diminuisca: è sufficiente che l’indice o il settore avanzino più velocemente del singolo titolo.

Per mantenere coerente l’analisi, lo screening dovrebbe essere aggiornato applicando sempre gli stessi criteri. Le variazioni più significative riguarderebbero la performance rispetto al FTSE MIB, il confronto con la mediana settoriale e la direzione delle revisioni degli utili.

Unipol, Eni e Tenaris emergono quindi come i primi tre titoli di una classificazione quantitativa costruita sui dati disponibili. Il risultato non equivale a una previsione sul mese di agosto e non indica che le tre società debbano necessariamente sovraperformare le altre componenti dell’indice.

La graduatoria ha una funzione descrittiva: mostra quali titoli presentavano, alla data considerata, il maggiore allineamento tra andamento relativo delle quotazioni e direzione delle aspettative sugli utili.

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