Agosto a Piazza Affari. Saipem vola, Stellantis perde metà del valore nel 2026

Stefano Vozza

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Facciamo un recap delle performance di Borsa nell’ultimo mese d’estate segnato dalle ferie per milioni di investitori

Agosto a Piazza Affari. Saipem vola, Stellantis perde metà del valore nel 2026

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Tra un evento e un altro, tra mille impegni e faccende siamo giunti ai due terzi del 2026. Il tempo di riprendere confidenza con la routine di tutti i giorni e sarà autunno prima e poi, una lunga maratona pre-festività di fine anno.
In Borsa i calcoli si fanno sul medio-lungo termine, ma anche il timeframe mensile si presta bene ai check-up di breve. Vediamo quindi com’è andato agosto per i principali 40 titoli del FTSE Mib. Anticipiamo solo che c’è stato un 9,00% in 1 mese e 90% in 1 anno per il titolo di Borsa che a Milano molti stanno comprando. Si tratta di Saipem.

Uno sguardo ai mercati azionari mondiali

Partiamo da una panoramica delle performance sui principali mercati azionari mondiali (fonte: JustETF). Sulla distanza YTD il FTSE All-World segna un +15,73%, un valore che al netto di inevitabili scostamenti rispecchia il trend tanto tra i mercati sviluppati che emergenti.

A livello settoriale, invece, tra i peggiori performer mondiali ’26 troviamo in primis i beni voluttuari (–0,81%) e le TLC (–2,69%). Peggio fanno i comparti dei servizi di pubblica utilità (–6,66%), dei beni di prima necessità (–8,73%) e la salute (–8,96%). I best performer da inizio anno spaziano dal +14,06% del settore finanza al +38,91% dell’energia. Nel mezzo incontriamo il +15,92% dell’industria, il +22,70% delle materie prime e il +26,64% del settore informatica.

I peggiori titoli di agosto e da inizio anno a Piazza Affari

Veniamo a Piazza Affari e soffermiamoci sul timeframe mensile e annuale (fonte: Investing). Il FTSE Mib (52.612 punti) si distingue per il buon trend YTD tra le economie più sviluppate a +17,06% mentre segna +26,09% e +83,64% sulle distanze 1Y e 3Y.

Su base mensile, ad agosto non ci sono stati crolli traumatici tipo quelli in doppia cifra. Il “peggiore” è stato Fincantieri con il suo –7,86%, mentre meno peggio hanno fatto Leonardo (–6,17%) ed STMicroelectronics (–5,80%). Poi tutti gli altri cali sono rimasti contenuti entro il 5%, tipo Stellantis a –4,15%, Tenaris e Monclear a –4,05%, Enel a –3,86% ed Invit a –3,74%. Si tratta di ribassi assolutamente ordinari, “trascurabili” considerato il timeframe mensile e l’asset per natura ad elevatissima volatilità.
Non altrettanto possiamo dire sulla distanza a 8 mesi (YTD), dove sul –49,73% di Stellantis c’è poco da dire, anche perché fa –71,69% sul 3Y.

Rispetto ai massimi del ’24 il titolo ha perso più dell’80%, una debacle senza attenuanti frutto di più cause messe assieme. In primis è una questione di settore auto europeo in profonda crisi, complice il difficoltoso (o fallimentare?) passaggio all’elettrico e una concorrenza asfissiante dei marchi cinesi che logora i margini. A ciò si aggiungono le cause prettamente aziendali, tipo il free cash flow STL decisamente negativo e un flusso di risultati in miglioramento sì, ma con qualità discutibili.

Andando oltre incontriamo 8 titoli con il segno rosso davanti. Si tratta di Fincantieri (–25,21%), Inwit (–21,56%), Buzzi Unicem (–21,04%), Monclear (–14,22%), Amplifon (–11,89%), Cucinelli (–10,77%), Italgas (–7,86%) ed Hera (–5,17%). Molti di essi sono in perdita anche a 3Y e, soprattutto, colpisce il fatto che nessuno appartenga all’universo finance in senso lato. Quando il listino milanese vola, i cavalli vincenti sono per la maggior parte tra i titoli bancari, finanziari e assicurativi. In questo caso, tutti su tutti.

9,00% in 1 mese e 90% in 1 anno per il titolo di Borsa che a Milano molti stanno comprando

Di contro il colere verde, quello dei rialzi, domina il mese appena archiviato e il recente passato, fossero gli 8 mesi del ’26 come il timeframe a 1 o 3 anni.

Ad agosto molte azioni si sono fermate entro il +5% di crescita sull’ultimo valore di luglio. A titolo di esempio, è stato il caso di Banca MPS (+0,03%), Hera (+0,53%), Avio (+1,34%), Nexi (+3,80%), Unipol (+4,25%). Solo 7 titoli su 40, invece, sono saliti oltre il 5% a partire da Azimut e Diasorin che si sono fermati, nell’ordine, a +5,50% e a +5,59%. Meglio è andata a chi “scommesso” su Poste Italiane (+6,03%), Telecom (+6,57%), Ferrari (+7,17%), Lottomatica (+8,26%) e, regina del mese, Saipem a +9,00%.

Quest’ultima a dire il vero sta facendo benissimo da tempo, visti i rialzi YTD, a 1Y e a 3Y pari, nell’ordine, a +88,25%, +89,50% e a +204,13%. Tuttavia, la best performer da inizio anno è STMicroelectronics, che segna guadagni pari a +91,46% e +86,56% sull’YTD e 1Y, mentre fa –1,14% sul 3Y.

Ora ritorniamo al timeframe YTD, cioè da gennaio ad oggi, e vediamo quali altri titoli occupano le migliori posizioni dopo STM e Saipem. È il caso anzitutto di Mediobanca (+57,77%), Telecom (+52,51%), Tenaris (+44,94%), Eni (+44,39%) e Prysmian (+39,15%). Andando oltre ci sono Unipol (+37,19%), Poste (+29,38%), Banca MPS (+26,75%), Generali (+24,67%), Mediolanum (+23,53%), Banco BPM (+23,50%) e Banca BPER (+22,88%). Come volevasi dimostrare, molte delle aziende in buona salute appartengono all’universo finance.

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