Mercati, JP Morgan vede opportunità nelle correzioni. Leonardo e Saipem tra le 38 top pick europee

Gerardo Marciano

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Leonardo e Saipem tra le 38 top pick europee di JP Morgan. Target, raccomandazioni degli ultimi due mesi e analisi tecnica: cosa sostiene le valutazioni e quali rischi restano?

Mercati, JP Morgan vede opportunità nelle correzioni. Leonardo e Saipem tra le 38 top pick europee

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Dopo mesi di rialzi, il dubbio che attraversa le Borse non riguarda soltanto quanto possano ancora salire gli indici. La domanda è se una correzione debba essere interpretata come il segnale di un cambiamento di scenario oppure come una fase fisiologica di un mercato che conserva margini di crescita. La risposta dipende soprattutto da ciò che accade agli utili delle società.

Il tema assume particolare rilievo in Europa, dove le valutazioni e le prospettive dei diversi settori non si muovono necessariamente nella stessa direzione. Una flessione delle quotazioni può modificare rapidamente il rapporto tra prezzo e profitti attesi, ma non tutte le aziende presentano la stessa capacità di sostenere la crescita. È su questa differenza che si concentra l’attenzione degli investitori.

Anche Piazza Affari offre un esempio interessante. Due società appartenenti a comparti industriali molto diversi sono entrate in una selezione europea che riporta al centro il rapporto tra aspettative, risultati e prezzi di Borsa. Per comprenderne il significato, però, occorre andare oltre il nome della banca che le ha selezionate e confrontare le valutazioni degli analisti con l’andamento effettivo dei titoli.

La tesi di JP Morgan: i ribassi non cancellano necessariamente il rialzo

Il team di strategist di JP Morgan guidato da Mislav Matejka mantiene una visione costruttiva sui mercati azionari. Il ragionamento è che, finché gli utili aziendali continuano a crescere, una fase di debolezza dei prezzi può rendere più interessanti le valutazioni. Non si tratta di sostenere che ogni ribasso sia destinato a essere recuperato, ma di distinguere una correzione dei multipli da un deterioramento delle prospettive economiche.

Il contesto considerato dalla banca comprende il rialzo dei rendimenti obbligazionari, i rischi geopolitici e le pressioni inflazionistiche. JP Morgan ritiene tuttavia che il miglioramento delle revisioni degli utili e la tenuta dell’attività economica possano continuare a sostenere le azioni. La banca sottolinea inoltre che le pressioni sui prezzi sono in parte legate ai movimenti del petrolio, mentre la crescita salariale rallenta in molti Paesi. È una situazione che gli strategist distinguono da quella del 2022, quando l’inflazione impose alle banche centrali una stretta monetaria particolarmente intensa.

Sul piano geografico, la ricerca considera possibile una prosecuzione della sovraperformance dei mercati non statunitensi. Dopo un 2025 favorevole alle azioni al di fuori degli Stati Uniti, anche il 2026 potrebbe vedere una rotazione relativa verso altre aree. Per l’Europa gli obiettivi indicati sono 680 punti per lo Stoxx 600 e 6.800 punti per l’Euro Stoxx 50 a fine 2026, corrispondenti rispettivamente a un potenziale del 5% e del 7% rispetto ai livelli utilizzati nella ricerca. Sono scenari previsionali, non rendimenti garantiti.

La selezione delle 38 top pick europee comprende società di settori differenti, dalla tecnologia alla difesa, dall’energia alle banche e ai consumi. Tra i nomi figurano ASML, AstraZeneca, Barclays, Danone, Inditex, Shell, Siemens Energy, UBS e Unilever. Le due italiane sono Leonardo e Saipem.

Leonardo: crescita attesa degli utili e target degli analisti

Leonardo entra nella selezione con una crescita attesa dell’utile per azione nel 2026 del 52% e un rendimento del dividendo indicato dell’1%. Il dato sull’EPS è una stima e non equivale a un rendimento atteso del titolo. La sua importanza consiste nel mostrare quanto la valutazione dipenda dalla capacità della società di trasformare le prospettive industriali in risultati economici.

Le raccomandazioni pubblicate negli ultimi due mesi mostrano un orientamento prevalentemente positivo, ma con differenze significative nei prezzi obiettivo.

DataBrokerGiudizioTargetPrecedente
10 luglio Jefferies da Hold a Buy 68 € 62 €
3 agosto Equita Buy confermato 69 € 67 €
4 agosto Intesa Sanpaolo Neutral 62,30 € —
6 agosto JP Morgan Overweight confermato 73 € 70 €

Per confrontare queste valutazioni senza utilizzare quotazioni di giornate diverse, si può prendere come riferimento la chiusura di Leonardo dell’8 settembre 2026, pari a 50,67 euro. Su questa base, il target di JP Morgan a 73 euro implica uno scostamento positivo del 44,1%, quello di Equita a 69 euro del 36,2%, quello di Jefferies a 68 euro del 34,2% e quello di Intesa Sanpaolo a 62,30 euro del 23,0%. Le percentuali sono calcolate rispetto alla stessa chiusura e non rappresentano il potenziale indicato dai broker alla data originaria delle rispettive raccomandazioni.

La distanza tra i target evidenzia il peso delle ipotesi utilizzate nelle valutazioni. Un prezzo obiettivo più elevato può riflettere aspettative differenti sugli utili futuri, sui margini o sui multipli attribuiti al settore. Non significa, però, che il titolo debba necessariamente raggiungerlo. Anche un giudizio Neutral può accompagnarsi a un target superiore alla quotazione corrente, perché rating e prezzo obiettivo rispondono a criteri di valutazione non sempre identici.

Leonardo, il quadro tecnico: il breve periodo resta delicato

La fotografia tecnica dell’8 settembre mostra Leonardo a 50,67 euro, dopo una fase di debolezza che ha riportato l’attenzione sull’area dei 50 euro. I livelli elaborati per la seduta individuano un primo supporto a 50,12 euro e un secondo a 49,56 euro, mentre le resistenze si collocano a 51,31 e 52,50 euro. Si tratta di livelli tecnici riferiti a quella specifica fotografia di mercato, non di prezzi obiettivo degli analisti.

Il confronto con le medie mobili segnala un quadro meno favorevole sul medio periodo rispetto alla crescita degli utili attesa. Nella rilevazione dell’8 settembre, le medie semplici a 100 e 200 periodi erano rispettivamente a 52,209 e 55,424 euro, sopra la quotazione di riferimento. Le medie più brevi, invece, erano collocate intorno a 50,2-50,6 euro. Questo indica una fase nella quale il recupero di breve non aveva ancora eliminato le resistenze presenti su orizzonti più ampi.

Il punto da osservare è quindi la capacità del titolo di stabilizzarsi sopra i supporti e recuperare progressivamente le aree di resistenza. Una discesa sotto i livelli inferiori segnalerebbe un’ulteriore perdita di forza, mentre il superamento delle resistenze migliorerebbe il quadro di breve. Nessuno di questi eventi, preso isolatamente, sarebbe sufficiente a confermare o smentire le previsioni sugli utili.

Saipem: target elevati, ma revisioni non tutte positive

Saipem presenta un profilo differente. Nella selezione di JP Morgan la crescita attesa dell’EPS 2026 è del 9%, mentre il rendimento del dividendo indicato è del 3,7%. Rispetto a Leonardo, dunque, la stima di crescita degli utili è più contenuta e il rendimento della cedola più elevato. Anche in questo caso, il dividend yield è una previsione basata sulle ipotesi utilizzate nella ricerca e non costituisce una remunerazione certa.

Le raccomandazioni dell’ultimo bimestre sono particolarmente interessanti perché mostrano come un giudizio positivo possa convivere con una revisione al ribasso del target.

DataBrokerGiudizioTargetPrecedente
10 luglio JP Morgan Overweight confermato 5,95 € 5,89 €
29 luglio UBS Buy confermato 4,60 € 4,90 €
luglio Berenberg Buy confermato 5,05 € 5,25 €
luglio Kepler Cheuvreux Buy confermato 4,80 € 5,00 €
luglio RBC Capital Hold confermato 5,00 € —

La distinzione è sostanziale. La conferma di Buy non significa che le aspettative siano rimaste immutate: una riduzione del prezzo obiettivo indica che il broker ha rivisto almeno una parte delle ipotesi di valutazione. Nel caso di Saipem, le revisioni di fine luglio sono arrivate dopo la pubblicazione dei risultati semestrali, in un momento in cui il mercato era chiamato a confrontare la crescita attesa con l’esecuzione dei progetti e le prospettive del gruppo.

Utilizzando come base comune la chiusura dell’8 settembre, pari a 4,363 euro, il target di JP Morgan a 5,95 euro corrisponde a uno scostamento positivo del 36,4%. Il prezzo obiettivo di Berenberg a 5,05 euro implica il 15,7%, quello di RBC a 5 euro il 14,6%, quello di Kepler a 4,80 euro il 10,0% e quello di UBS a 4,60 euro il 5,4%. Anche queste percentuali sono confronti aritmetici con la quotazione dell’8 settembre, non previsioni di rendimento né percentuali necessariamente pubblicate dai singoli analisti.

Saipem, i livelli tecnici e la fase di consolidamento

Sul piano tecnico, Saipem ha chiuso l’8 settembre a 4,363 euro. La rilevazione delle medie mobili mostrava una prevalenza di segnali negativi, con 11 indicazioni di vendita e una di acquisto. La media semplice a 50 periodi era a 4,4027 euro, quella a 100 a 4,4545 euro e quella a 200 a 4,4814 euro. La quotazione si trovava quindi sotto questi riferimenti, segnalando una fase di debolezza nel breve e medio periodo.

I pivot classici della stessa rilevazione collocavano i primi supporti a 4,34 e 4,325 euro, con un’ulteriore area a 4,295 euro. Le resistenze immediate erano a 4,385 e 4,415 euro, seguite da 4,43 euro. Su un orizzonte più ampio, l’area di 4,60-4,64 euro rappresentava una fascia di resistenza osservata nelle analisi di mercato, mentre 4,20 euro costituiva un riferimento inferiore per valutare l’eventuale deterioramento del consolidamento.

Il quadro descrive un titolo che, pur conservando valutazioni positive da parte di diversi broker, non mostrava ancora una conferma tecnica di ripresa. Il recupero delle medie mobili e delle resistenze sarebbe un segnale di miglioramento della struttura dei prezzi; la perdita dei supporti, al contrario, indicherebbe la prosecuzione della fase debole. È una lettura probabilistica del mercato, non una previsione certa.

Due storie industriali, un’unica domanda sulle valutazioni

Leonardo e Saipem condividono l’inclusione nella lista europea di JP Morgan, ma non devono essere considerate due investimenti equivalenti. Leonardo presenta una crescita degli utili attesa più elevata e target recentemente aumentati da diversi broker. Saipem mostra un rendimento del dividendo indicato superiore, ma anche revisioni al ribasso di alcuni prezzi obiettivo dopo la semestrale. In entrambi i casi, le quotazioni dell’8 settembre risultavano inferiori ai principali target considerati, mentre il quadro tecnico segnalava elementi di debolezza.

La tesi generale della banca può essere riassunta in un principio: un prezzo più basso diventa interessante sul piano delle valutazioni soltanto se le prospettive economiche che lo sostengono restano credibili. Per questo, l’analisi non può fermarsi alla distanza dal target price. Occorre verificare se le stime sugli utili vengono confermate, se i risultati aziendali sostengono le aspettative e se il mercato sta correggendo soltanto i multipli oppure sta anticipando un peggioramento dei fondamentali.

Per leggere correttamente le prossime sedute è utile mantenere separati i risultati e le prospettive delle società, le revisioni dei prezzi obiettivo e l’evoluzione dei livelli tecnici. Il confronto tra questi fattori permette di comprendere meglio il rapporto tra rischio e valutazione, senza attribuire a una singola raccomandazione o a un supporto grafico il valore di una garanzia.

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