Azioni al bivio. Questo titolo può salire del 115% o crollare

Claudia Cervi

7 Settembre 2025 - 07:52

Questo titolo fa discutere: potrebbe essere il titolo dell’anno (e raddoppiare il suo valore) oppure trasformarsi in un incubo per gli investitori. Ecco perché.

Azioni al bivio. Questo titolo può salire del 115% o crollare

Wall Street resta in bilico tra uno stato di euforia e di prudenza. L’S&P 500 è tornato a quota 6.500 punti, a un passo dal nuovo massimo storico, ma con il fiato sospeso: per evitare la trappola del doppio massimo dovrà superare i 6.508 punti. Il Nasdaq 100, reduce da settimane di volatilità, si gioca tutto attorno ai 23.750 punti, livello chiave per scongiurare la formazione di un testa e spalle ribassista che incombe dai top di fine luglio. Perfino Nvidia, il colosso dei semiconduttori che ha incarnato la corsa all’intelligenza artificiale, non è immune alla pressione tecnica: il titolo deve restare sopra i 169 dollari per non trasformare i massimi di 184,48 in un pericoloso spartiacque.

In questo contesto, fatto di numeri da record e di trappole grafiche pronte a scattare, le grandi banche d’affari continuano a lanciare messaggi di fiducia. Bank of America ha appena ribadito i suoi target a 220 dollari per Nvidia, ipotizzando un ulteriore rialzo del 28% grazie a una situazione finanziaria definita “solida come una roccia”.

Ma attenzione ad altre azioni al bivio. Perché tra i titoli tecnologici emergenti c’è un’azienda che, secondo gli analisti, potrebbe salire del 115% o crollare rovinosamente.

CoreWeave, perché può salire del 115%

Da sconosciuta startup a protagonista della corsa globale all’intelligenza artificiale. CoreWeave ha costruito la sua fortuna puntando tutto sull’idea di diventare il cloud “su misura” per l’AI. Nei suoi data center non ci sono server generici, ma intere batterie di GPU Nvidia, la tecnologia più richiesta al mondo per addestrare modelli e gestire calcoli complessi. Questa scelta l’ha trasformata in un alleato strategico per aziende come OpenAI e colossi del digitale che cercano prestazioni immediate e scalabilità. Non è un caso che Nvidia abbia riversato oltre il 90% del suo portafoglio di investimenti proprio su CoreWeave, un voto di fiducia sulle potenzialità del progetto. I numeri parlano da soli: nel secondo trimestre i ricavi sono più che triplicati e la crescita, secondo alcune stime di Wall Street, potrebbe proseguire a ritmi del 120% l’anno fino al 2026.

Ma il vero vantaggio competitivo non si misura solo nei bilanci. CoreWeave è spesso la prima a portare sul mercato i nuovi chip Nvidia, guadagnandosi una corsia preferenziale che rivali come Amazon, Microsoft e Google guardano con attenzione. È una posizione rara, che le ha permesso di costruire un brand riconosciuto nel mondo AI in tempi record.

Attenzione a debiti e volatilità

Dietro a questo potenziale entusiasmante, però, c’è un lato oscuro. Crescere a questa velocità costa, e CoreWeave ha fatto ricorso a un debito consistente per finanziare data center sempre più grandi e potenti. Gli interessi pesano già sui conti e il margine operativo, pur positivo, viene eroso non appena si considerano le spese finanziarie. Nel trimestre più recente l’azienda ha generato utili operativi per 200 milioni di dollari, ma la perdita netta, dopo aver contato gli oneri sul debito, ha superato i 130 milioni.

A questo si aggiunge l’acquisizione di Core Scientific, fornitore di infrastrutture che dovrebbe tagliare costi per miliardi e garantire risparmi futuri. Un’operazione delicata e ambiziosa, che però comporta il rischio di diluire gli attuali azionisti e che ha già sollevato più di un dubbio a Wall Street. Il risultato è un titolo volatile.

Grafico azioni Corewware Grafico azioni Corewware Fonte Tradingview

A giugno il titolo è crollato del 44%, dopo aver toccato un nuovo massimo a 187 dollari, poi ad agosto è rimbalzato del 46%, salvo poi cancellare i guadagni lasciando sul campo un altro 42%. Questa altalena racconta molto bene la natura del titolo, in bilico tra una potenziale rivoluzione tecnologica e la fragilità di un modello di business ad altissima intensità di capitale.

Ora i prezzi si muovo a ridosso dei primi supporti a 86 dollari, pari al 61,8% di ritracciamento (Fibonacci) del rialzo dai minimi di aprile 2025. La tenuta di questo supporto potrebbe invece creare le basi per un rimbalzo verso 150 dollari e fino ai record di giugno a 187 dollari, con un upside del 115%. Al contrario, la violazione degli 86 dollari spianerebbe la strada al ritorno sui bottom di aprile a 33,50 dollari. In tal caso rischia di perdere oltre il 60%.

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