Aumento IVA: i rischi della crisi di Governo e i nodi della Legge di Bilancio 2020

L’aumento IVA è uno dei rischi della crisi di Governo. Se la Legge di Bilancio 2020 non venisse approvata scatterebbero ufficialmente le clausole di salvaguardia, che valgono ben 23 miliardi di euro di maggiori entrate per lo Stato.

Aumento IVA: i rischi della crisi di Governo e i nodi della Legge di Bilancio 2020

L’aumento dell’IVA è uno dei rischi collegati alla crisi di Governo. Qualora la Legge di Bilancio 2020 non venisse approvata, la conseguenza immediata sarebbe l’attivazione delle clausole di salvaguardia, con l’incremento delle aliquote dell’imposta sui consumi.

I nodi irrisolti che verranno fuori dalla crisi di Governo sono tanti. Le sfide che si dovranno affrontare sono complicate e il rischio è che tutto ciò che è stato fatto finora rimanga a metà, insoluto.

Senza dubbio tra le priorità c’è proteggere i conti pubblici. Il rischio più grande è lo spaventoso aumento dell’IVA: senza misure alternative, dal 1° gennaio 2020 scatterebbero i 23 miliardi di aumenti Iva previsti a legislazione vigente.

Sono varie le ipotesi in campo per cercare di non lasciare l’Italia nel caos: si parla di anticipare la manovra prima del voto, o di fare una Legge di Bilancio ridotta e gestita da un governo di tecnici.

Una cosa è certa: questa crisi arriva nel bel mezzo della nuova Legge di Bilancio e non è certo il momento migliore per far cadere il Governo.

La fine del Governo si tradurrà in aumento dell’IVA e non solo: è inverosimile la realizzazione del cavallo di battaglia della Lega (flat tax) e di quello del Movimento 5 Stelle (riduzione del cuneo fiscale, visto che la proposta di salario minimo è stata già bocciata dai sindacati che hanno partecipato all’incontro col vicepremier leghista del 6 agosto 2019).

Crisi di Governo: perché se non si approva Legge di Bilancio aumenta l’IVA

La prima cosa da evitare è l’aumento dell’IVA.

Il rischio è che anche nel caso in cui il nuovo Governo entrasse in carica in autunno, tra ottobre e novembre, le settimane a disposizione per scegliere quali spese tagliare per evitare l’aumento dell’IVA ordinaria dal 22 al 25,2% e quella agevolata dal 10 al 13% non sarebbero abbastanza.

Per quanto riguarda la Legge di Bilancio 2020, il Ministro dell’Interno aveva dichiarato, in occasione dell’incontro con i sindacati del 15 luglio 2019, che sarebbe stata pronta ad agosto, in netto anticipo rispetto alla scadenza tradizionale di metà ottobre.

La Legge di Bilancio 2020, comunque, non è pronta. Con la prospettiva della crisi di Governo si aprono due scenari: o un esecutivo di tecnici che termina la Legge di Bilancio e la approva entro fine anno, o si sciolgono le Camere e si va al voto.

Nel caso si verificasse il secondo scenario, quindi le elezioni anticipate, sarebbe impossibile approvare la Legge di Bilancio entro il termine del 20 ottobre e la conseguenza diretta è l’applicazione dell’esercizio provvisorio, la fattispecie prospettata dall’articolo 81 della Costituzione.

L’esercizio provvisorio è un provvedimento che vincola il Governo per un massimo di 4 mesi a gestire da solo mese per mese l’ordinaria amministrazione (riscuotere le entrate e pagare stipendi, pensioni, debiti).

La prima conseguenza diretta e immediata dell’esercizio provvisorio sarebbe l’aumento dell’IVA, vista l’impossibilità tecnica di varare la Legge di Bilancio 2020 e le misure alternative per scongiurarlo.

Crisi di Governo e aumento IVA, la decisione di Bruxelles e le scadenze da rispettare

In caso di elezioni anticipate, Bruxelles potrebbe anche decidere di concedere più tempo all’Italia per la presentazione della bozza della Legge di Bilancio 2020.

La bozza per la manovra economica andrebbe presentata, in teoria, entro metà ottobre, mentre il disegno di legge vero e proprio va presentato alle Camere entro il 20 dello stesso mese.

Un’altra scadenza da tenere in mente è la nota di aggiornamento al DEF, da consegnare entro il 27 settembre.

Inoltre, andrebbe anche approvato dalle Camere l’assestamento di bilancio, il disegno di legge che insieme al Decreto Salva-conti ha consentito all’Italia di evitare la procedura di infrazione europea con una maxi-correzione da quasi 8 miliardi.

Quello che emerge dalla situazione attuale è chiaro: è dall’approvazione della Legge di Bilancio che dipende il Governo, e non il contrario.

Insomma, si prospetta una situazione fiscalmente disastrosa e si attendono con particolare preoccupazione gli ulteriori sviluppi.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa dell’8 agosto 2019, ha ribadito la sua profonda convinzione nell’integrità e nell’impegno di questo Governo, con la promessa di rendere questa crisi il più trasparente possibile. La parola passa ora al Parlamento.

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