Aumenti in busta paga, arriva il piano del governo per alzare gli stipendi: chi ci guadagna e da quando

Stefano Rizzuti

4 Luglio 2022 - 12:27

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Il governo Draghi sta studiando un piano per contrastare l’inflazione aumentando i salari dei lavoratori. Ecco quando potrebbero cambiare le buste paga e in che modo.

Aumenti in busta paga, arriva il piano del governo per alzare gli stipendi: chi ci guadagna e da quando

Cresce l’inflazione, aumentano i prezzi delle bollette e il costo della spesa, ma i salari restano fermi. Per questo motivo il governo Draghi sta pensando a un piano da mettere in campo per contrastare gli effetti dell’inflazione, soprattutto per chi ha un reddito di più basso.

L’inflazione ha ormai raggiunto l’8% in Europa e la soluzione prospettata dall’esecutivo è quella di un intervento sulla busta paga. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, sta valutando di seguire una strada diversa da quella intrapresa finora, abbandonando i bonus - come quello da 200 euro una tantum - per qualcosa di più strutturale.

Secondo quanto sottolinea La Stampa, il problema principale riguarda le fasce più povere. L’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari (quasi il 10% il costo di quelli di consumo quotidiano) impatta inevitabilmente sui redditi più bassi. Inoltre il timore è che la curva dell’inflazione non si arresti per tutto il 2022 e per questo si sta valutando di intervenire sugli stipendi dei lavoratori italiani.

Il piano del governo per aumentare gli stipendi

Entro metà luglio Draghi dovrebbe incontrare le parti sociali. I sindacati e le associazioni che rappresentano le imprese chiedono un taglio immediato del cuneo fiscale, per vedere così un aumento in busta paga per i lavoratori. La maggioranza però è divisa: da una parte c’è chi, come il Pd, vuole che i vantaggi siano tutti per i lavoratori; dall’altra Lega e Forza Italia puntano sugli sgravi per le imprese.

Per quanto riguarda le parti sociali, la Cgil chiede di finanziare gli aumenti in busta paga tassando le rendite finanziarie. Dei suggerimenti utili potrebbero arrivare dalle istituzioni internazionali come Ocse e Fondo monetario internazionale, che consigliano di spostare parte del carico fiscale dai redditi da lavoro a quelli da capitale.

Quando potrebbero arrivare gli aumenti in busta paga

In ogni caso una decisione sul taglio del cuneo fiscale e sul conseguente aumento in busta paga non sembra poter arrivare prima dell’autunno. Probabilmente l’intervento decisivo dovrebbe arrivare con la prossima manovra. Nel frattempo Draghi punta anche a una soluzione immediata, seppur parziale, con un tetto al prezzo del gas. Anche su questo fronte, però, sembra che tutto slitti all’autunno: la decisione deve essere europea e l’accordo tra i 27 è ancora lontano.

Salari più alti o bonus, cosa farà subito il governo

Il governo pensa a un intervento immediato, una sorta di cuscinetto, per il mese di luglio. Una delle possibilità è quella di puntare sulle fasce di reddito più basse, magari cambiando i contratti. Ma prima sembra più probabile che si intervenga nuovamente contro il caro bollette: le maggiori entrate (per circa 10 miliardi) potrebbero essere messe da parte per il prossimo intervento sull’energia.

A luglio, invece, si potrebbe iniziare a capire come intervenire sul taglio del cuneo fiscale. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, propone anche di fare subito qualcosa per le buste paga, rendendo obbligatorio il contratto migliore in ogni settore: un’ipotesi che sembra però altamente improbabile.

Ancora più lontano il discorso sul salario minimo, per ora quantomeno rinviato. Nel frattempo l’unica quasi certezza è che si intervenga di nuovo contro il caro bollette e per rinnovare il taglio delle accise sui carburanti. Inoltre non viene accantonata l’ipotesi di un nuovo bonus - chissà se anche questo da 200 euro - per i redditi sotto i 35mila euro.