La propaganda del governo Meloni tutta tesa a far cadere nella rete del debito i piccoli risparmiatori con il BTP Valore. E c’è anche l’inganno della casa sacra.
La settima edizione del BTP Valore, terminata venerdì 6 marzo 2026, si è conclusa con successo, anche se la raccolta non ha raggiunto i valori record della storia.
Gli investitori retail hanno comunque risposto con entusiasmo all’ennesima chiamata alle armi lanciata dal governo Meloni per convincere gli italiani a sottoscrivere fette crescenti, nuove di zecca, di debito pubblico italiano. Una strategia che è finita tuttavia da tempo nel mirino di diversi economisti e analisti.
Apertamente critico nei confronti dell’idea di nazionalizzare il debito pubblico dell’Italia è l’economista e professore alla Bocconi Carlo Alberto Carnevale-Maffè.
Partendo dai risultati relativi alla settima edizione del BTP Valore, non si può negare il fatto che la strategia della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni - imperniata su BTP Valore sponsorizzati in passato perfino come Titoli da crociera e/o anche come lacca per gonfiare i risparmi degli italiani - stia funzionando.
Stavolta, il Tesoro ha raccolto più di 16 miliardi di euro, annunciando al contempo una grande novità: la revisione al rialzo dei tassi minimi garantiti.
In sintesi, i tassi definitivi sono più ricchi di quelli che erano stati annunciati venerdì scorso, prima che prendesse il via l’emissione.
L’economista Carnevale-Maffè a Money.it: BTP Valore “rifilati agli italiani in modo manipolatorio”
Puntualmente, così come in ogni edizione che si rispetti, i BTP Valore sono stati inaugurati con annunci in pompa magna e rifilati ai piccoli risparmiatori come se fossero una sorta di Santo Graal degli investimenti.
Tuttavia, l’entusiasmo e gli spot con cui il governo Meloni ha sempre promosso il debito pubblico dell’Italia, non hanno trovato mai d’accordo l’economista Carlo Alberto Carnevale-Maffè che, in una intervista rilasciata a Money.it, ha commentato anche altre note stonate della politica economica dell’esecutivo: come quella, a suo avviso, dell’oro alla Patria e l’altra, rappresentato dal mito della “ casa sacra ”.
Tutti slogan e “ idee populiste ”, ha fatto notare il professore alla Bocconi, che vengono di solito propinati agli italiani dal governo Meloni in modo “disfunzionale” e “manipolatorio”, con tanto di “mistificazioni” e anche di evviva (come i numerosi che riguardano lo spread BTP-Bund a 10 anni). Spread BTP-Bund che non rivestono più l’importanza del passato, in un contesto in cui gli ex Paesi virtuosi della crisi dei debiti sovrani come la Germania in primis dei Bund e la Francia hanno abdicato al rigore adottato in precedenza nella gestione delle casse dei rispettivi Stati.
L’Italia in tempi di guerra alle prese con PIL da zero virgola e nuovi timori per i BTP
Ma questi evviva, anche per lo spread, si stanno da un po’ affievolendo, visto che l’Italia di Meloni – dopo un presunto miracolo economico che in realtà non si è mai palesato – è tornata a scivolare nelle retrovie della classifica europea di crescita del PIL, con un ritmo di espansione economica - atteso dalle principali istituzioni - pari allo zero virgola.
(Un classico, si potrebbe dire), che impallidisce rispetto alle previsioni formulate non solo per la Spagna, ma anche per la Germania e la Francia: queste ultime due, le stesse che Meloni si vantava di aver battuto.
Le brutte notizie non finiscono qui in quanto il governo Meloni, mentre infuria la guerra in Medio Oriente, di recente ha dovuto ingoiare anche il rospo dei dati comunicati dall’Istat, per ora preliminari, relativi ai conti pubblici del 2025.
Da quei numeri è emerso un calo del rapporto del deficit-PIL, ma non ai livelli sperati dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti: il che significa che l’Italia ora rischia di non uscire quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo lanciata dalla Commissione europea nel 2024.
Un segnale non proprio di buon auspicio per i BTP, in generale, che scontano anche la prospettiva di un rialzo dell’inflazione oltre i desiderata della BCE, e dunque lo spettro di tassi più alti, nel caso di scatti sostenuti nel tempo dei prezzi del petrolio e del gas. Scatti che secondo lo stesso ministro dell’Energia del Qatar - Paese che ha tra l’altro interrotto l’offerta di gas naturale, a seguito degli attacchi dell’Iran - potrebbero portare le quotazioni dei prezzi del petrolio, e anche in breve tempo, a schizzare fino a $150 al barile. E occhio alle previsioni per il trend dei prezzi del gas in Europa.
Eppure, a dispetto dei timori per un futuro che sembra ora ancora più incerto, gli italiani non hanno mostrato grandi esitazioni a fare incetta del nuovo BTP Valore. Il contrario.
Carnevale-Maffè su BTP Valore & Co. “Crociere sul Titanic, altro che sul Mediteranneo”
I risultati annunciati venerdì scorso 6 marzo 2026 dal MEF confermano che gli italiani hanno continuato a fare shopping dei Titoli di Stato emessi dal Tesoro con grande entusiasmo, tra l’altro anche in tempi in cui le tensioni geopolitiche sono state interessate da una forte escalation, a causa della guerra in Iran.
Non è stata la prima volta che, ribattezzati BTP People, tanti italiani inebriati di entusiasmo patriottico hanno accolto con una sorta di euforia l’appello della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a riempire i loro portafogli con i BTP Valore: una propensione che l’economista Carlo Alberto Carnevale-Maffè non ha, tuttavia, mai condiviso, come ha riferito a Money.it, nel commentare il piano di nazionalizzazione del debito pubblico o, in termini più populistici - di BTP al popolo.
Intanto, “la nazionalizzazione del debito è un’operazione miope, perché sottrae capitali privati a investimenti in Italia che invece andrebbero indirizzati ad appannaggio di investimenti produttivi ”, ha spiegato l’economista.
Le critiche non si sono fermate qui, in quanto Carnevale-Maffè ha fatto sorgere il dubbio che il governo Meloni stia facendo leva sulla piaga dell’analfabetismo finanziario, pur di convincere gli italiani ad acquistare i BTP Valore.
“L’obiettivo del governo dovrebbe essere l’educazione finanziaria e non lo spaccio, manipolatorio, con promesse di crociere sul Mediterraneo, che invece sono sul Titanic”.
Tra l’altro, occhio al rischio che corrono non solo i BTP ma tutti i bond dell’area euro, in vista di ciò che la BCE di Christine Lagarde potrebbe decidere di fare.
“Nazionalizzazione debito? Come se il governo assumesse un rischio di default”
L’economista Carlo Alberto Carnevale-Maffè ha rimarcato che il piano di BTP alla Patria viene avallato dal governo Meloni con ragioni del tutto “disfunzionali”, che finiscono per lanciare ai mercati non un segnale di forza, ma di debolezza.
“È un’operazione di manipolazione. Il governo emetta il suo debito e lo offra agli investitori istituzionali. Pensare di mettere il debito pubblico - che è un asset class comunque rischioso - nei portafogli degli italiani, disintermediando la consulenza finanziaria, è un’operazione diseducativa. Non bisogna vendere caramelle ai bambini drogandole con tassi di prelievo fiscale che sono la metà di quelli del capitale investito in logica produttiva. E le ragioni sono del tutto disfunzionali, perché in questo modo viene assunto implicitamente il rischio di un default. Nel dire di desiderare che il debito italiano sia in mano agli italiani, io sto sostanzialmente ammettendo un rischio di default e sto ammettendo di essere pronto a fare un’operazione di repressione finanziaria”.
D’altronde, ha continuato l’economista, “quand’è che vuoi piazzare il debito ai tuoi cittadini? Quando sai che i tuoi investitori internazionali potrebbero abbandonarti. E perché ti abbandonano? Perché vai in default .”
Insomma, “bella promessa”, ha ironizzato Carnevale-Maffé - “Le premesse logiche di questo ragionamento sono del tutto contraddittorie e sono di fatto una dichiarazione di debolezza, non di forza ”.
leggi anche
Questo titolo italiano rende più del BTP con i dividendi. €10.000 possono diventare €16.300
Carnevale-Maffè, il paradosso. Ecco perché i BTP sono più appetibili agli occhi degli investitori esteri
Il professore Carlo Alberto Carnevale-Maffè ha dato invece la sua benedizione all’ l’offerta di debito pubblico agli investitori istituzionali.
Dovrebbero essere loro, ha ribadito, i veri acquirenti di fette di debito pubblico italiano, cosa che sta tra l’altro avvenendo, visto che “il debito pubblico italiano sta diventando più appetibile per gli investitori esteri ”.
Ironia della sorte, “proprio perché paradossalmente il governo è meno populista di quanto avrebbe voluto o dichiarato al suo insediamento” (almeno nei confronti degli investitori stranieri).
A ciò si aggiunge “il fatto che le agenzie hanno migliorato un pochino il nostro rating e che le opinioni di tutti sono che l’Italia si è stabilizzata”: elementi che rendono “il debito pubblico italiano interessante per gli investitori istituzionali, che sono quelli veramente titolati a comprarlo ”.
Non i BTP People e potenziali tali visto che, per Carnevale-Maffè con il BTP Valore il governo Meloni non fa altro che rifilare agli italiani un “asset class comunque, con una operazione rischiosa per il portafoglio, in più disintermediando la consulenza finanziaria”.
E invece la chiamata alle armi continua, e il popolo chiamato alle armi risponde.
La verità ci viene consegnata dai numeri, che hanno fatto gongolare più volte Meloni e il ministro Giorgetti.
Diversi, infatti, i miliardi che le casse dello Stato italiano hanno incassato, soltanto nel 2025, grazie al piano di Meloni, che ha visto il Tesoro piazzare al popolo la novità del BTP Più; il nuovo BTP Italia (quest’ultimo, va precisato, rivolto anche agli investitori istituzionali ) e la sesta edizione del BTP Valore, emessa lo scorso ottobre.
Nuovo BTP Valore, il primo del 2026. Le caratteristiche del BTP tanto voluto da Meloni
Si è conclusa venerdì 6 marzo 2026, la settima edizione del BTP Valore, partita lunedì 2 marzo 2026.
Anche stavolta, la grande scommessa lanciata dal governo Meloni nell’emettere Titoli di Stato rivolti esclusivamente alla platea dei piccoli risparmiatori e investitori retail, ha pagato bene.
Stavolta il BTP Valore ha preso la forma di un Titolo di Stato a 6 anni, con scadenza al 10 marzo 2032, con un premio fedeltà pari allo 0,8%, di cui beneficeranno, come nel caso di tutti i premi fedeltà assicurati nelle precedenti edizioni, solo i risparmiatori che hanno acquistato il bond nei giorni del collocamento da parrte del MEF e che li deterranno fino alla scadenza.
Tra le altre caratteristiche, le cedole crescenti nel tempo, secondo il meccanismo di step up pari a “+2+2+2”.
Nei giorni del collocamento, il codice ISIN di questo BTP Valore è stato IT0005696320.
La data di godimento/regolamento e il primo giorno di negoziazione libera su MOT è stata fissata al 10 marzo 2026. L’ottima notizia per chi ha sottoscritto il nuovo BTP di Meloni è stata la decisione del Tesoro di ritoccare al rialzo i tassi minimi garantiti. Ma la domanda rimane: i piccoli risparmiatori italiani sanno davvero investire? Il professore della Bocconi dà a questa domanda una risposta negativa.
Non solo BTP, l’altro errore di investimento commesso dagli italiani
Oltre a criticare la ragion d’essere del BTP Valore, Carnevale-Maffè ha fatto notare che gli italiani investono male non solo nelle vesti di BTP People, ma anche scommettendo su un altro asset altrettando preciso.
Un altro investimento sbagliato, ha osservato l’economista, “è quello inefficiente che avviene puntando sugli immobili ”, anche in questo sulla scia di un altro slogan del governo italiano: quello secondo cui la casa sarebbe sacra quando di sacro, invece, non c’è assolutamente nulla, soprattutto se non si tiene in considerazione una regola ben precisa.
Quale? Esattamente quella che stabilisce quando un investimento nel mercato immobiliare ha senso e quando, invece, diventa un’altra palla al piede per l’economia, e per gli stessi risparmi degli italiani:
“Un conto è un condominio che è in mano a un’azienda di real estate che lo possiede tutto, che lo ristruttura tutto e che, di conseguenza, lo migliora. Un altro è il caso di 60 condomini di cui tre quarti ultraottantenni: in questa situazione il condominio deperisce e non e non va da nessuna parte ”.
“Frammentazione proprietà immobiliare altro grave problema. Ma Meloni dice che la casa è sacra”
Insomma, l’altro grave per l’Italia è proprio questo, secondo Carnevale-Maffè: “ la frammentazione della proprietà immobiliare ”.
E il governo Meloni invece che fa? Ebbene, “il governo dice l’esatto contrario, dice che la casa è sacra ”, quando invece “ la casa non è sacra. La casa è una macchina per abitare”, il che implica che, “ se gestita in maniera professionale è efficiente, razionale e sostenibile, dunque produttiva. Se invece è iperframmentata, ancora una volta stiamo dando il segnale di insicurezza, di instabilità”.
Quindi? Quindi la verità è che dovrebbe essere intanto il governo italiano a investire, in primis, “ in educazione finanziaria, nelle scuole, nelle imprese, senza cercare di fare il piazzista degli strumenti finanziari, che è una roba veramente inaccettabile”, ha continuato l’esperto.
E “non tanto perché disintermedia le banche o i consulenti finanziari che, francamente, non hanno bisogno di essere tutelati, visto che l’intermediazione finanziaria in Italia è tra le più inefficienti d’Europa, come sappiamo, (e questi sono dati a livello europeo)”. Ma per un’altra ragione, anch’essa precisa.
“Governo punti sull’educazione finanziaria per evitare che si perpetui il principio dell’oro alla Patria”
Per Carnevale-Maffè, il governo dovrebbe puntare sull’educazione finanziaria per evitare che “ si perpetui il principio del ’date l’oro alla Patria’, dell’oro degli italiani, ovvero tutte queste idee populiste che non hanno alcun senso”. Tanto che anche l’ex direttore di Bankitalia Salvatore Rossi ha lanciato un chiaro allarme.
A proposito di oro di Bankitalia alla Patria, dossier che ha fatto scendere in campo anche la BCE, l’economista ha ricordato che “ l’oro non è degli italiani. L’oro è dell’Eurosistema, appartiene al sistema monetario, non al sistema fiscale. Bisogna capirle queste cose ”.
Ma, ha continuato il professore della Bocconi, “il fatto che si facciano ordini del giorno, addirittura leggi del tutto prive di senso legale e di efficacia, ci dimostra che fuori hanno la faccia affidabile del conservatore prudente, ma che dentro rimangono populisti, diciamo spacciatori di bufale per il popolo .”
leggi anche
Dal mondo delle banche la verità sullo spread e sui BTP che “sbugiarda” gli evviva di Meloni
Carnevale-Maffè: italiani “confusi e felici”, impantanati nell’analfabetismo finanziario
Il risultato è che, come ha fatto già notare Carnevale-Maffé, “ gli italiani sono confusi e felici ”, impantanati in un limbo di analfabetismo finanziario, che l’economista ricorda essere stato certificato in modo oggettivo da diverse istituzioni, tra cui l’OCSE e il Fondo Monetario Internazionale.
Ancora e sempre “Zero Virgola”.
Italia e Giappone ultimi per crescita, dice il @IMFNews. Ma a noi, confusi e felici, va bene così. https://t.co/eUAJT6y9Va
— C.A. Carnevale-Maffè (@carloalberto) January 19, 2026
Basta la tabella dell’OCSE a far capire il livello di alfabetizzazione finanziaria delll’Italia, a dir poco imbarazzante (53 punti, in una scala tra 0 e 100), ovvero il punteggio più basso nell’intera Europa.
Una cifra da fare accapponare la pelle, che vede gli italiani protagonisti di un testa a testa a dir poco deprimente con Paesi, sottolinea l’economista, come il Perù e l’Albania.
“Giorgetti bravo ragioniere, ma tenere sotto controllo il debito pubblico non è sufficiente”
Pur criticando chi è convinto di aver fatto l’affare del secolo nell’acquistare il BTP Valore, l’economista Carlo Alberto Carnevale-Maffè ha comunque riconosciuto qualche merito al governo Meloni, e in particolare al titolare del MEF Giancarlo Giorgetti.
A suo avviso, infatti, il numero uno del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fatto “in maniera saggia, senza dichiararlo, la cosa che avrebbe fatto qualsiasi bravo commercialista, qualsiasi bravo ragioniere ”: ovvero, “tenere stretti i cordoni della borsa”, mostrandosi guardiano dei conti pubblici.
Questo suo approccio di prudenza fiscale, al mercato, non è sfuggito: “Il mercato glielo ha riconosciuto, (Giorgetti) ha fatto la cosa giusta”.
Tuttavia, da qui a dire che essere riusciti a evitare un’ulteriore emorragia dei conti pubblici sia di per sé un successo, ce ne passa.
Così il professore della Bocconi:
“Diciamo che oggi la coppia Giorgetti-Meloni costituisce la faccia affidabile di un’Italia che, prima delle elezioni, prometteva sfracelli finanziari e che, dopo le elezioni, si è trasformata in una prudente gestione dell’esistente. Se andiamo a vedere per esempio le politiche di bilancio, sono tutte orientate al mantenimento del debito sotto controllo. È un’operazione necessaria? Sì. È un’operazione sufficiente? No”.
E, purtroppo, è una operazione che viene sicuramente svilita dall’accanimento con cui questo governo vuole a tutti i costi far cadere gli italiani nella rete del debito pubblico, con operazioni di marketing che sono state in passato anche plateali, pur di convincere gli investitori retail a fare incetta dei Titoli di Stato, dunque dei BTP.
Come se vendere debito pubblico ai cittadini fosse un’occasione da urlo. Niente affatto, invece, secondo l’economista.
leggi anche
BTP Valore, è stato appena lanciato un attenti
BTP, anche no. In che in modo gli italiani dovrebbero investire?
Dunque, in che modo gli italiani dovrebbero e potrebbero investire?
Carlo Alberto Carnevale-Maffè ha risposto, ricordando “l’enorme massa di capitale di cui gli italiani dispongono”.
Qualcosa che anche Fabio Panetta, governatore di Bankitalia, ha segnalato spesso, rimarcando “la necessità che il capitale privato venga messo a lavorare”.
Lavorare per che cosa? La risposta del professore della Bocconi è netta:
“Lavorare per l’innovazione, per le tecnologie, per gli investimenti, invece che far finire i propri risparmi nei conti correnti, e quindi per essere erosi dall’inflazione, o nei BTP, quindi con il contentino del 3,4 percento di rendimento e, così facendo, senza effetti sulla produttività”.
Basta con soldi sotto il materasso, nel conto corrente e nel mattone della villetta della nonna
In termini pratici, “il capitale finanziario degli italiani va messo a frutto. Noi dobbiamo fare la parabola dei talenti di San Matteo, in cui prima o poi il padrone della vigna chiede conto ai servi di che cosa hanno fatto dei talenti ricevuti”.
E invece cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo? “Noi (i soldi) li abbiamo messi sotto il materasso, nel conto corrente e nel mattone della villetta della nonna ”, mentre le alternative più soddisfacenti sono numerose:
“Avremmo dovuto mettere e dovremmo mettere (i nostri capitali) in data center, in tecnologia dei materiali, in aerospace, in intelligenza artificiale, in ricerca di biogenetica e di farmaceutica ”.
Tra l’altro, tutte cose che gli italiani sanno fare, come dimostrano “ i dati della farmaceutica dell’anno scorso ”, che sono “ eccezionali ”, così come “ i dati della difesa ”.
Insomma, cose da fare, cose su cui puntare, secondo Carlo Alberto Carnevale-Maffè ce ne sono davvero tante, e sono tutte cose che l’Italia sa fare, tra l’altro bene. “ Basta volerle fare in maniera seria ”.
Ma l’Italia riuscirà a fare finalmente questo salto di qualità, soprattutto, a quanto pare, culturale?
Per ora, lo scoglio insormontabile per il Paese e per gli italiani è stato e rimane quello: non aver manifestato un vero scatto di volontà per migliorare la situazione, forse neanche per arricchire le loro conoscenze, tuttora decisamente risicate, su come e dove investire davvero.
Rimanendo, per l’appunto, “ confusi e felici ”: senza sapere, probabilmente, neanche il perché.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti