La paura degli italiani a investire in Borsa sta costando all’Italia miliardi di euro. Il monito rivolto a un Paese che non riesce a fare il salto di qualità.
Una strategia di investimento, quella degli italiani in preda all’ossessione per la casa e timorosi di acquistare azioni, che viene definita, praticamente, del tutto sbagliata.
Da un articolo di Bloomberg arriva l’ennesimo monito all’Italia e al modo di investire degli italiani:
“A prescindere da quanto accade sui mercati finanziari o da cosa consigliano di fare i professionisti in investimenti, c’è un principio che vale per la maggior parte delle famiglie italiane quando si tratta di risparmi: bisognare essere proprietari di una casa”.
L’alert, la paura degli italiani di acquistare azioni sta costando al Paese miliardi
Agli italiani poco importa insomma che ci siano in giro opportunità più ghiotte. Un vero peccato, visto che rimanere arroccati su questa logica di investimento paga poco, presentando al contempo costi di opportunità decisamente elevati.
Il titolo dell’articolo “Italians’ Fear of Buying Stocks Is Costing the Country Billions” dice tutto: “ La paura di comprare azioni sta costando al Paese miliardi ”.
Di fatto, “gli italiani si sono persi il boom globale dei mercati azionari degli ultimi 15 anni e hanno invece preferito investire nel settore immobiliare, che ha raggiunto il suo picco nel 2007”, scrive Migliaccio, rimarcando come a perderci sia tutta l’economia del Paese.
La paura delle azioni e la preferenza per il mercato immobiliare sono confermate dal fatto che il 54% circa della ricchezza degli italiani è investito in immobili, a fronte del 15% investito nelle azioni.
E il punto è che, “sebbene un sistema fiscale favorevole e abitudini radicate dal dopoguerra contribuiscano in larga misura a spiegare questo fenomeno, non si tratta più della soluzione più redditizia ”.
Il consiglio agli italiani: sbloccate questa enorme massa di risparmi. Lo ha detto anche Draghi
Gli italiani sono chiamati dunque a fare un salto di qualità:
“Sbloccare questa enorme massa di risparmi e indirizzarne una parte verso investimenti più produttivi - inclusi quelli relativamente sicuri come i fondi pensione- può contribuire a stimolare innovazione e crescita e a rafforzare l’economia italiana, secondo analisti, economisti e anche secondo il rapporto Draghi sulla competitività europea”.
Tra l’altro sono anni che le istituzioni europee lanciano appelli a tutti i risparmiatori europei, affinché mettano a frutto i loro soldi.
La Presidente della BCE Christine Lagarde rimproverò per esempio alla fine del 2024 l’attitudine a tenere troppo contante, a suo avviso, parcheggiato nei forzieri delle banche, nel migliore dei casi investito in strumenti finanziari troppo liquidi, mettendo in evidenza, oltre al danno, la grande beffa: “La prima conseguenza”, disse, “è che le famiglie europee sono molto meno ricche di quanto potrebbero essere ”.
La partecipazione degli italiani al mercato azionario è pari ad appena il 7% circa
Nel caso dell’Italia, l’articolo di Bloomberg ha sfornato altre cifre, indicando quanto grande sia la paura a puntare sulle azioni, al punto che la partecipazione degli italiani al mercato azionario è pari ad appena il 7% circa della popolazione, tra le più basse delle economie avanzate. Una percentuale che impallidisce rispetto a quella di Stati Uniti (circa il 55%), Regno Unito (circa il 33%) e altri Paesi europei (15%-22%).
Il potenziale sprecato è altissimo, se si considera che la ricchezza netta delle famiglie italiane, alla fine del 2024, si attestava all’incirca a 11,7 trilioni.
Ma come si spiega questa reticenza a puntare sulle azioni? Il motivo che impedisce di fare lo scatto in avanti e investire in Borsa viene considerato culturale, individuato in un’avversione storica verso la volatilità del mercato azionario, e nella preferenza per la sicurezza, ovvero per gli asset che si sono possono guardare e toccare, come la casa, per l’appunto.
Le azioni vengono considerate non come pezzi di aziende e di capitali, ma come qualcosa di astratto.
Questo comportamento contrasta con l’allocazione verso le azioni decisamente più alta negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nell’Europa del Nord, dove le famiglie guadagnano di più dalla crescita del mercato e dalla redditività delle società.
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Carnevale-Maffè: “Noi (i soldi) li mettiamo sotto il materasso, nel conto corrente e nel mattone della villetta della nonna”
Del fenomeno ha già parlato a Money.it, l’economista Carlo Alberto Carnevale-Maffè, riferendosi al mito della “casa sacra”, che viene propinato dallo stesso governo Meloni.
La verità, invece, è che “ la casa non è sacra. La casa è una macchina per abitare”, il che implica che, “se gestita in maniera professionale è efficiente, razionale e sostenibile, dunque produttiva. Se invece è iperframmentata, ancora una volta stiamo dando il segnale di insicurezza, di instabilità”.
Ancora:
“Il capitale finanziario degli italiani va messo a frutto. Noi dobbiamo fare la parabola dei talenti di San Matteo, in cui prima o poi il padrone della vigna chiede conto ai servi di che cosa hanno fatto dei talenti ricevuti. E invece cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo? Noi (i soldi) li abbiamo messi sotto il materasso, nel conto corrente e nel mattone della villetta della nonna”.
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