Astaldi: via libera dal Cda all’aumento di capitale da 300 milioni

Il gruppo italiano ha siglato una partnership strategica con Ihi Corporation che permetterà ai giapponesi di acquisire il 18% del capitale della società

Astaldi: via libera dal Cda all'aumento di capitale da 300 milioni

Tutto procede come previsto: il Consiglio di amministrazione di Astaldi ha dato il via libera all’aumento di capitale da 300 milioni, annunciando anche un accordo strategico con il gruppo giapponese Ihi, già partner della quotata italiana, che diventerà socio con una quota del 18%.

Nel corso della riunione di ieri, il Cda ha inoltre approvato il piano industriale 2018-2022 che prevede di raggiungere ricavi superiori ai 4,2 miliardi.

La notizia viene apprezzata dai mercati: il titolo Astaldi intorno alle 12 di oggi guadagna il 2,12% e viene scambiato a 2,79 euro.

L’aumento di capitale

Il Cda ha dunque dato il via libera all’atteso aumento di capitale da 300 milioni che ora dovrà passare al vaglio dell’assemblea dei soci per l’ok definitivo, che potrebbe arrivare entro la fine del prossimo mese di giugno al fine di avviare l’operazione entro il terzo trimestre 2018.

Come trapelato nelle scorse settimane – si legge in una dettagliata diffusa dal gruppo italiano - Astaldi, Ihi Corporation e Ihi Infrastructure Systems Co., società controllata di Ihi Corporation, hanno siglato un accordo strategico di carattere industriale

“finalizzato a valorizzare le rispettive competenze e potenzialità attraverso sinergie anche di natura commerciale”.

Inoltre, è stato sottoscritto anche un accordo di investimento tra il gruppo italiano, i suoi azionisti di riferimento Finast e Finetupar International e Ihi Corporation che permetterà ai giapponesi di ottenere

“una partecipazione di minoranza significativa della società pari a circa il 18% del capitale sociale e a circa il 13% dei diritti di voto complessivi di Astaldi”.

A operazione avvenuta, in virtù di tale accordo, il controllo del gruppo italiano resterà in mano a Finast, direttamente e tramite la sua controllata Finetupar, “mantenendo circa il 50,2% degli stessi diritti di voto”.

Nell’ambito dell’operazione, J.P. Morgan Securities Plc agirà in qualità di Sole Global Coordinator.

I rapporti tra Astaldi e Ihi Corporation

La collaborazione tra Astaldi e Ihi Corporation, che vanta una lunga esperienza nel settore delle costruzione e delle infrastrutture, è ormai consolidata, avendo i due gruppi già collaborato in passato alla realizzazione di importanti opere.

Ecco perché, la società italiana precisa che:

“Alla luce di queste positive esperienze Astaldi e Ihi hanno quindi deciso di rafforzare le loro relazioni sottoscrivendo un accordo strategico finalizzato a sfruttare al meglio i rispettivi punti di forza commerciali e le rispettive competenze industriali complementari, sia in termini di posizionamento geografico che di know-how tecnologico, e conseguentemente potenziare la presenza competitiva di Astaldi e Ihi sul mercato delle infrastrutture a livello globale. Attraverso l’accordo strategico Astaldi e Ihi consolideranno la loro capacità integrata per la realizzazione di grandi infrastrutture onde offrire la migliore risposta alle esigenze del mercato”.

Il piano industriale 2018-2022

Il Cda di Astaldi, ieri 15 maggio, ha approvato anche il piano industriale 2018-2022, una manovra finanziaria da oltre 2 miliardi in cui è inserito anche l’aumento di capitale da 300 milioni.

Il nuovo piano prevede, in particolare, “una revisione completa della sua struttura patrimoniale e finanziaria”, ma anche una crescita sostenibile e in aree a medio e basso rischio.

In questo contesto, l’accordo con Ihi faciliterà ad Astaldi l’accesso ai mercati asiatici, spingendo verso quelli ritenuti più strategici.

Sul piano dei numeri, Astaldi, nel nuovo piano industriale, prevede che entro il 2022 riuscirà a ottenere ricavi superiori a 4,2 miliardi, riducendo il debito lordo sotto il miliardo di euro e l’indebitamento finanziario netto a meno di 200 milioni.

Infine, per i prossimi 18 mesi il gruppo italiano si attende il rinnovo l’allungamento delle linee di credito in essere per oltre 350 milioni di euro. Previsti, inoltre, il rifinanziamento del bond da 750 milioni di euro in scadenza nel 2020 e la cessione di asset per un valore complessivo di 790 milioni.

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