Astaldi, salvataggio a rischio: obbligazionisti scontenti

Cresce il malumore degli investitori possessori di bond nell’ambito del salvataggio della società Astaldi

Astaldi, salvataggio a rischio: obbligazionisti scontenti

È caos in casa Astaldi con la possibilità che possa essere messo a rischio anche il salvataggio sul quale si sta lavorando. Il problema? I titolari dei bond, ben 350 investitori, non sono d’accordo con la proposta concordataria presentata: non soddisfatti di come si stanno svolgendo le operazioni hanno richiesto al legale Alessio Di Amato di scrivere alla società per contestarla.

Astaldi e obbligazionisti: botta e risposta serrato

Il gruppo ha messo a disposizione 75 milioni d’investimento nominale: l’azione legale, è stato spiegato nella missiva, è stata intrapresa per curare i propri interessi e non perdere il proprio denaro a causa di “una serie di vizi sia procedurali che di sostanza”. Una proposta che, tra l’altro, da parte del comitato d’investitori viene considerata meno generosa di quello che era stato inizialmente prospettato.

Un momento delicato questo per la Astaldi che deve portare a compimento un salvataggio importante e che si ritrova a dover combattere una nuova battaglia con parte dei creditori chirografari scontenti dell’andamento delle procedure.

La società dal canto suo non è rimasta a guardare e ha rispedito le accuse al mittente spiegando in un comunicato come la procedura concordataria si stia svolgendo in modo conforme alla normativa applicabile “anche per quello che riguarda il coinvolgimento degli obbligazionisti e in ottemperanza ai regolamenti che governano le due emissioni obbligazionarie”.

Cosa contesta il comitato d’investitori ad Astaldi

Il cda di Astaldi ha inoltre sottolineato che l’offerta prevista per i creditori chirografari, tra i quali vi sono anche i possessori di bond, prevede l’attribuzione di strumenti finanziari partecipativi e di azioni e non comprende “percentuali minime di soddisfacimento del credito” e che sarà valutata l’opportunità di azioni legali nei confronti di chi diffonde notizie non esatte.

Il Comitato ritiene che la valutazione presentata di un recovery value che si aggira intorno al 38% sia molto distante da quelle che sono le possibilità di incasso reali stimate tra il 20-25% nell’ottobre del 2019 e che sarebbero scese ora al 18%. Su un credito vantato di 3,43 miliardi di euro gli obbligazionisti si ritroverebbero a perdere circa 2,8 miliardi con in più l’aggravante del fatto di non poter contare, come gli altri creditori chirografari, su un vantaggio operativo più forte rappresentato dalla continuità aziendale.

Nelle stime eseguite dal Comitato vi sono poi delle perplessità aggiuntive riguardo la partecipazione azionaria che sarà dedicata ai creditori chirografari con la trasformazione dei prestiti in azioni. I possessori di bond hanno infatti sottolineato che il piano di salvataggio di Astaldi ipotizza che sarà pari a 559 milioni di euro basandosi su una valutazione del patrimonio netto calcolato dopo l’aumento di capitale e senza contare i debiti, mentre il Comitato prende in considerazione il solo valore nominale delle azioni per un totale di 99 milioni.

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