Assegno d’inclusione, ad aprile slitta il pagamento

Simone Micocci

2 Aprile 2026 - 15:45

Assegno d’inclusione, il pagamento di aprile slitta di qualche giorno. Ecco cosa devono sapere le famiglie.

Assegno d’inclusione, ad aprile slitta il pagamento

Le festività di aprile fanno slittare il pagamento dell’Assegno di inclusione, in quanto gli uffici Inps dovrebbero restare chiusi in prossimità delle feste e pertanto non riusciranno a completare le lavorazioni in tempo per il 27 del mese, giornata solitamente indicata come quella di arrivo della ricarica mensile.

Va detto che non si tratta della versione ufficiale dell’Inps che nel suo calendario non spiega la ragione per cui l’Assegno di inclusione arriverà in ritardo questo mese, fatto sta che la prossimità della festività del 25 aprile potrebbe essere un elemento che può aver motivato questo slittamento.

Fermo restando poi che stiamo commentando la data indicata dall’Istituto nei mesi scorsi che di fatto non rappresenta un’indicazione perentoria, in quanto già nei mesi scorsi è successo che l’Inps anticipasse di qualche giorno il pagamento dell’Assegno di inclusione.

La speranza delle famiglie che ne beneficiano è che succeda lo stesso anche ad aprile, così da non dover necessariamente attendere la fine del mese per ricevere il pagamento.

Quando arriva l’Assegno di inclusione ad aprile

Come anticipato, slitta di qualche giorno il pagamento dell’Assegno di inclusione di aprile. Facciamo però un passo indietro: cosa succede a chi ne ha fatto domanda a marzo? In quel caso bisogna guardare alla consegna della carta Adi da parte degli uffici postali, prevista come al solito il giorno 15, un mercoledì.

Ricordiamo che nel caso di rinnovo a seguito della scadenza delle 18 mensilità il primo pagamento prevede un importo dimezzato rispetto alla quota risultante dal calcolo Inps.

Il problema riguarda invece coloro che già nel mese scorso risultavano percettori, per i quali quindi è attesa la ricarica mensile. Solitamente questo pagamento avviene tra il giorno 26 e il 27, tuttavia le informazioni ufficiali Inps rimandano a martedì 28 aprile. Un giorno dopo quindi rispetto al solito programma: la “colpa” potrebbe essere per il fatto che essendoci in mezzo la giornata del 25 aprile l’Inps si è voluto prendere del tempo in più per effettuare le lavorazioni, ossia quella procedura con cui si accerta che le famiglie siano ancora in regola con i requisiti previsti dalla normativa.

Per questo motivo il pagamento, almeno secondo le informazioni attuali, dovrebbe slittare di una giornata: nulla di così rilevante, ma per le famiglie che si trovano in una situazione economica di difficoltà anche un giorno può essere molto importante.

Via libera al nuovo Isee corrente

C’è poi una novità importante che può incidere direttamente sull’importo dell’Assegno di inclusione: da martedì 1° aprile 2026 è possibile aggiornare l’Isee con la versione “corrente”, uno strumento che consente di fotografare una situazione economica più recente rispetto a quella ordinaria.

Come noto, l’Isee tradizionale prende in considerazione redditi e patrimoni riferiti a due anni prima, il che significa che spesso non riflette eventuali difficoltà economiche più recenti. Proprio per questo esiste l’Isee corrente, che permette di aggiornare i dati tenendo conto di un peggioramento della condizione economica del nucleo familiare.

Nel dettaglio, l’aggiornamento dei redditi può essere richiesto in qualsiasi momento dell’anno, mentre per i patrimoni bisogna attendere proprio il 1° aprile. Da questa data, quindi, le famiglie che hanno subito una riduzione significativa del patrimonio - superiore al 20% - possono richiedere una nuova attestazione più favorevole.

Perché è così importante? Perché un Isee più basso può tradursi in un aumento dell’importo delle prestazioni collegate, come ad esempio l’Assegno unico, oppure può consentire di rientrare tra i beneficiari dello stesso Assegno di inclusione.

Ricordiamo che l’Isee corrente può essere richiesto direttamente online attraverso l’area personale MyInps, oppure rivolgendosi a un patronato con la documentazione aggiornata. Va però ricordato che questa versione ha una validità limitata, generalmente di sei mesi, e sostituisce temporaneamente quella ordinaria.

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