Argento verso i 100 dollari? I veri driver della crescita sono questi

Redazione Money Premium

20 Ottobre 2025 - 06:45

Tra domanda industriale record e ricerca di beni rifugio, gli analisti vedono un possibile raddoppio entro il 2026.

Argento verso i 100 dollari? I veri driver della crescita sono questi

Nel 2025 il mercato dell’argento ha vissuto un’accelerazione senza precedenti. Il prezzo spot ha superato la barriera dei 50 dollari l’oncia, un livello mai toccato dal 2011, segnando un guadagno di oltre il 78% da inizio anno.

Per confronto, l’oro ha registrato un incremento di circa il 50% nello stesso periodo.

Gli analisti collegano questa impennata al ritorno dell’interesse per i beni rifugio, in un contesto di forte volatilità dei mercati, debolezza azionaria e politiche monetarie espansive. Paul Syms, di Invesco, spiega che il rally dell’oro ha aperto la strada all’argento: quando il rapporto oro/argento supera i 100 punti, il mercato tende a riequilibrarsi rapidamente.

Il rapporto oro/argento misura quante once di argento servono per acquistare un’oncia d’oro. Negli ultimi vent’anni ha oscillato tra 40 e 100, ma ogni volta che ha superato la soglia dei 100x si è assistito a un forte rialzo del prezzo dell’argento.

A differenza dell’oro, l’argento ha un doppio ruolo: è sia un bene rifugio sia una materia prima industriale. Oggi è considerato indispensabile nella catena di fornitura tecnologica globale. È utilizzato nella produzione di componenti elettronici, microchip, sensori, batterie e interruttori, ma anche nei moduli per pannelli solari, nelle applicazioni automobilistiche e nei semiconduttori che alimentano l’industria dell’intelligenza artificiale. Paul Williams, direttore di Solomon Global, sottolinea che la domanda industriale è in costante aumento, mentre la produzione non riesce a tenere il passo: “L’argento è al cuore della transizione energetica globale. La domanda cresce, ma l’offerta resta rigida, e questo spinge inevitabilmente i prezzi verso l’alto”.

Nel 2025 la domanda mondiale di argento è stimata oltre 1,2 miliardi di once, un record assoluto. La produzione mineraria si aggira intorno a 1 miliardo di once, in calo rispetto al 2024. Ne deriva un deficit strutturale di circa 200 milioni di once, una delle principali cause del rialzo dei prezzi.

La prospettiva di un argento a 100 dollari l’oncia entro il 2026 non è più fantascienza. Philippe Gijsels, chief strategist di BNP Paribas Fortis, ritiene che l’attuale trend rialzista sia solo agli inizi: “I grandi numeri attraggono come calamite. Dopo i 50 dollari, la soglia dei 100 è il prossimo obiettivo psicologico. Prima, però, potremmo assistere a una fase di consolidamento o a una breve correzione”. Molti analisti condividono la stessa visione. Anche con una pausa tecnica, le condizioni macroeconomiche – inflazione, politiche monetarie accomodanti e crescita del settore green – continuano a sostenere i metalli preziosi.

Nonostante il record raggiunto, molti esperti considerano l’argento ancora sottovalutato. Il suo prezzo resta di gran lunga inferiore al potenziale teorico, specie se rapportato all’oro. Gli ETF legati all’argento hanno registrato afflussi in crescita del 38% nel primo semestre del 2025, segno di un crescente interesse degli investitori. Intanto le aziende minerarie segnalano ritardi negli investimenti in nuovi giacimenti, aggravando ulteriormente il deficit di offerta previsto per i prossimi anni.

In un mondo segnato da inflazione persistente, incertezze geopolitiche e politiche monetarie espansive, l’argento torna a essere percepito come uno scudo contro l’instabilità. Philippe Gijsels sintetizza così questa tendenza: “Chi ha capito che viviamo in un’era di volatilità e denaro facile sa che deve detenere asset tangibili. Tra questi, l’argento è uno dei più promettenti.”

Con una combinazione di domanda industriale, transizione energetica e fame di beni rifugio, l’argento è passato da comprimario dell’oro a protagonista dei mercati globali. Se le previsioni degli esperti si realizzeranno, potremmo trovarci solo all’inizio di una delle più spettacolari bull run della storia dei metalli preziosi, con un obiettivo ormai chiaro: 100 dollari l’oncia.

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