A Piazza Affari lo spread affossa le banche, cosa dice l’analisi del FTSE Italia Banks?

Lo spread nuovamente sopra i 300 punti base e le crescenti tensioni tra Italia e Unione Europea sulla questione del rapporto deficit/pil spaventa gli operatori che reagiscono punendo il comparto bancario italiano

A Piazza Affari lo spread affossa le banche, cosa dice l'analisi del FTSE Italia Banks?

Inizia male l’ottava per l’indice FTSE Italia Banks, che a poco più di due ore dall’apertura delle contrattazioni lascia sul terreno quasi il 4%. A pesare sugli istituti di credito del Belpaese è lo spread tra Btp e Bund, di nuovo sopra i 300 punti.

Un differenziale tra decennale italiano e tedesco in aumento pesa sulle banche del Belpaese, che detengono un portafoglio ricco di titoli di stato italiani. Un prezzo di questi ultimi in diminuzione causa quindi un indebolimento della struttura patrimoniale degli istituti: di conseguenza, le banche potrebbero trovarsi ad avere meno disponibilità a concedere prestiti e mutui aumentando così i tassi di finanziamento per le aziende, con un incremento della possibilità di default dei prestiti concessi. Le questioni politiche indeboliscono anche la fiducia degli operatori sul nostro Paese, che reagiscono con le vendite.

Tutto ciò si rispecchia anche nell’analisi delle posizioni nette corte, dove già dai dati dello scorso venerdì si notava un forte incremento dell’esposizione ribassista sul comparto bancario italiano da parte dei fondi istituzionali.


FTSE Italia Banks, grafico giornaliero. Fonte Bloomberg

Dal punto di vista grafico si nota come i corsi siano inseriti in un forte downtrend: nella seduta odierna si sta configurando infatti una candela di forza del fronte ribassista che non sembra intenzionato a mollare la presa.

Il quadro tecnico ha subito un netto peggioramento quando, il 17 maggio scorso, è stata rotta la linea di tendenza che collega i minimi del 6 luglio a quelli del 28 novembre 2016.

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Le incertezze sul piano politico, riferite in particolar modo alla questione Def e rapporto deficit/pil ha fatto spaventare gli investitori istituzionali, che dallo scorso 28 settembre hanno spinto l’indice bancario italiano verso i nuovi minimi annuali di 8.500 punti, raggiunti nella seduta odierna. I corsi potrebbero ora effettuare un veloce rimbalzo che darebbe la possibilità per adottare delle strategie operative in linea con la tendenza principale.

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