Altro che PIL Italia. In Europa è soprattutto quest’altra economia a pagare la guerra

Laura Naka Antonelli

13 Maggio 2026 - 17:56

Il PIL di questa economia europea per ora sta facendo peggio dell’Italia. Non solo: attenti all’inflazione e a come si stanno muovendo le aziende sui prezzi.

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PIL Italia da zero virgola? Sì, ma meglio del PIL della Francia, di cui si sta parlando in queste ultime ore soprattutto a causa del bagno di realtà arrivato con alcune pessime notizie.

Ieri l’Istat ha reso noto che il PIL italiano è cresciuto nel primo trimestre 2026 dello 0,2% su base trimestrale, portando avanti il percorso di espansione iniziato nel secondo semestre 2025.

PIL Italia da zeo virgola, ma la Francia fa peggio

Il PIL dell’Italia è riuscito dunque a crescere, sebbene a un ritmo decisamente debole e in un contesto, ha fatto notare l’Istat, in cui il ciclo economico internazionale è stato caratterizzato da “un marcato dinamismo della regione asiatica”, da “una buona performance degli Stati Uniti” e da “ una persistente debolezza in Europa ”.

Per quanto riguarda l’inflazione, l’Istituto Nazionale di Statistica ha annunciato che nel mese di aprile, a conferma dell’effetto dello shock energetico sull’inflazione, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è aumentato in Italia del 2,9% su base annua, riportando un’accelerazione significativa rispetto al +1,6% di marzo e avvicinandosi alla media dell’area euro (+3,0% ad aprile; +2,6% a marzo).

Quella media che si è confermata già un campanello d’allarme per i cittadini e ovviamente per la BCE, guardiana dell’inflazione dell’Eurozona.

Non per niente, sulla questione tassi, molti economisti hanno le idee già chiare su cosa sta per accadere.

Detto questo, almeno per ora, la Francia sembra far paura più dell’Italia, stando almeno ai risultati del sondaggio della Banca di Francia pubblicati oggi, mercoledì 13 maggio 2026.

I risultati rendono ancora più fosco il quadro già deprimente emerso giorni fa, quando si è appreso che nei primi tre mesi del 2026 il PIL della Francia ha segnato una crescita pari a zero, in discesa rispetto al +0,2% dell’ultimo trimestre del 2025 e al di sotto delle previsioni degli analisti, sulla scia di spese per consumi in calo dello 0,1%, investimenti in discesa dello 0,4%, esportazioni scivolate del 3,8%.

Il report della Banca di Francia diffuso oggi ha alimentato ulteriormente la paura di una forte frenata dell’economia transalpina, a causa delle conseguenze della guerra USA-Iran.

Dal sondaggio, a cui hanno partecipato 8.500 leader di aziende francesi, si è appreso che ad aprile l’attività edilizia e dell’industria francesi hanno rallentato il passo. Non solo: i manager hanno avvertito che un indebolimento potrebbe avvenire anche a maggio.

Si è inoltre allargato il divario tra le aziende che hanno tagliato i prezzi e quelle che li hanno alzati, come mostra il grafico.

Sondaggio Banca di Francia. Aumenta il numero di aziende che alzano i prezzi Sondaggio Banca di Francia. Aumenta il numero di aziende che alzano i prezzi Francia alle prese con stagnazione e inflazione. L'ultimo sondaggio della Banca di Francia mette in evidenza come stia aumentando il divario tra le aziende che aumentano i prezzi e quelle che li tagliano. (Fonti: Bloomberg, Bank of France).

Alert stagflazione Francia, anche se Lagarde (BCE) nega situazione stagflazione

Ancora, tra le aziende le aspettative di aumenti dei prezzi sono schizzate al record dal giugno del 2022, dunque dal periodo immediatamente successivo all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia il 24 febbraio di quell’anno.

Vero che la banca centrale francese ha rassicurato sul fatto che il livello non è preoccupante come lo fu quattro anni fa, così come è vero che gli imprenditori francesi hanno segnalato che stanno assorbendo l’aumento dei costi attraverso margini più bassi.

Detto questo, visti i tempi di guerra e l’ansia per l’inflazione (e dunque anche per i tassi BCE) che aumenta, di Francia come di economia europea già vittima illustre della guerra USA-Iran si è iniziato a parlare già da un po’, in riferimento al rischio concreto di una stagflazione. Stagflazione che la Presidente della BCE Christine Lagarde continua a negare, in quanto a suo avviso la situazione attuale non sarebbe paragonabile a quella degli anni ’70.

Eppure la Francia (e non solo), continua a inviare proprio questo segnale di pericolo. Lo stesso sondaggio ha rivelato che, anche nel settore dei servizi, gli imprenditori hanno indicato una situazione di stagnazione nel mese di aprile, prevedendo una contrazione a maggio.

Nel frattempo Xavier Debrun, capo economista della Banca di Francia, ha così commentato:

“La resilienza dell’economia francese sta iniziando a essere messa alla prova. Dall’inizio di quest’anno il nostro messaggio era che l’economia francese fosse notevolmente resiliente. Oggi stiamo vedendo i primi segnali dello shock”.

Tasso disoccupazione Francia sfonda l’8% per la prima volta dal 2021

Come se non bastasse, oggi dal fronte macroeconomico della Francia è arrivato un altro dato preoccupante.

Nel primo trimestre del 2026, il tasso di disoccupazione è salito all’8,1%, sfondando la soglia dell’8% per la prima volta in cinque anni, ovvero dal 2021.

Il dato è stato peggiore delle attese degli economisti: il consensus degli esperti interpellato da Bloomberg aveva previsto infatti un lieve calo del tasso di disoccupazione dal 7,9% dell’ultimo trimestre del 2025 al 7,8%.

Il governatore della Banca di Francia (ancora per poco) Francois Villeroy de Galhau ha cercato tuttavia di indorare la pillola: “I dati sulla disoccupazione mostrano un lieve aumento, che riflette l’indebolimento”. Ma è necessario ricordare, ha aggiunto, “ i progressi di lungo termine compiuti dall’economia francese ”.

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