Accordo tra Meloni, Salvini e Berlusconi: il centrodestra sempre più coeso

Vincenzo Caccioppoli

28 Luglio 2022 - 12:14

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Il centrosinistra non riesce a stabilire una linea programmatica per la campagna elettorale, mentre il centrodestra trova un punto di incontro sulla scelta del premier.

Accordo tra Meloni, Salvini e Berlusconi: il centrodestra sempre più coeso

Ieri 27 luglio i leader dei principali partiti che formano la coalizione del centrodestra si sono riuniti alla Camera dei Deputati per stabilire una linea comune per le imminenti elezioni politiche, previste per il 25 settembre 2022. Né Salvini, né Berlusconi, né la Meloni hanno mandato all’aria un’alleanza che sembra possa conquistare il governo del Paese per i prossimi cinque anni, per una questione di leadership o di collegi uninominali.

Nessuno poteva pensare a una piega divisiva da chi, nelle occasioni che contano davvero, ha sempre mostrato, dal 1994 in avanti, una compattezza e una coesione che sono state quasi sempre il vero segno distintivo del centrodestra e che la sinistra non può vantare.

Difatti, dalla macchina di Occhetto fino al “campo largo” di adesso, il centrosinistra ha sempre cercato di trovare la quadra con partiti spesso molto distanti tra loro. Solo quando è riuscito con Prodi come premier a creare un disegno programmatico comune con i partiti di estrema sinistra e Rifondazione di Bertinotti, ha prevalso ed è andato al governo, anche se per un soffio.

«Noi siamo diversi perché abbiamo idee e programmi comuni e non possiamo che trovarci compatti per andare alle elezioni nazionali. A sinistra siamo davvero alla ammucchiata che ha il solo obiettivo di contrastare noi, come ha detto anche Enrico Letta. Ma lei mi spiega come fanno a governare in caso di vittoria, Calenda con Fratoianni?», dice un deputato di Fdi.

Dopo l’accordo raggiunto nella serata di ieri tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che concede a chi ottiene più voti nella coalizione il diritto di indicare il premier, come voleva la Meloni ma anche, come ha detto lo stesso Salvini, secondo le regole di buon senso e di democrazia, è innegabile che il centrodestra andrà alle elezioni più coeso che mai. La grande lite, la rottura, non si è verificata affatto. Anzi, chi era al vertice ha parlato di un incontro molto tranquillo e conviviale, in cui non si respirava quell’aria di tensione che i retroscenisti raccontano nella coalizione di centrodestra.

Letta ha subito commentato che Lega e Forza Italia si sarebbero consegnati alla Meloni, ed è questa sorta di demonizzazione dell’avversario, iniziata con Berlusconi e proseguita con Salvini, che continua a essere il collante di un centrosinistra sempre più in balia degli eventi e non in grado di costruire una linea programmatica sulla quale far convergere chi vi si riflette.

Meloni, Salvini e Berlusconi, incuranti delle accuse lanciate sul pericolo di un governo di centrodestra ravvisato anche, a loro dire dalla comunità internazionale, mirano al sodo e, consapevoli che solo uniti si vince, chiudono in serata un accordo che ora permette loro di concentrarsi sui programmi e sull’eventuale squadra di governo.

Certo, qualche piccolo problema rimane ancora sul tavolo, legato comunque alla naturale volontà di ogni partito di portare acqua al proprio mulino. Forza Italia e Lega devono scontare, rispetto a cinque anni, una situazione completamente capovolta a loro sfavore, in relazione a Meloni, sempre più forte nei sondaggi, ma la compattezza volta al risultato finale sarà assicurata per tutta la campagna elettorale, mentre il centrosinistra ancora è alle prese con i distinguo per la presenza di un partito, o di un esponente politico scomodo per qualcuno.

Difficile immaginare che possano coesistere per poi governare partiti così distanti da loro come Leu e Calenda, i Verdi e Italia Viva, ma anche all’interno dello stesso Pd, che dovrebbe essere l’asse portante della coalizione, sono molti quelli che mal sopportano l’idea di tornare insieme a Renzi, o appoggiare Calenda. L’unica carta rimasta da giocare al centrosinistra sembra essere la supposta paura da parte delle cancellerie europee o degli Usa che possa andare al governo il centrodestra con Giorgia Meloni come premier.

Si vedrà l’evolversi della situazione, ma certo è che ieri sera il centrodestra ha sicuramente posto le basi per una più serena campagna elettorale, senza doversi eccessivamente preoccupare di quello che faranno gli avversari.

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