Abolizione bollo auto: bufala o realtà? Facciamo chiarezza

Bollo auto abolito? In rete circolano diverse notizie sull’abolizione della tassa automobilistica. La realtà è ben diversa e, pertanto, è bene fare chiarezza.

Abolizione bollo auto: bufala o realtà? Facciamo chiarezza

L’abolizione del bollo auto resta, per il momento, soltanto una speranza. Mentre in rete circolano diverse notizie circa la cancellazione della tassa automobilistica, è bene fare un po’ di chiarezza.

Non è certo la prima volta che si parla in maniera tutt’altro che chiara di bollo auto abolito e la cattiva informazione crea spesso confusione tra i contribuenti, anche per via delle diverse proposte di legge annunciate - ma mai realizzate - sull’addio ad una delle tasse più odiate dagli italiani.

Ad ultimo, era stato il Vice Premier, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ad avanzare la proposta di abolizione del bollo, misura possibile per via del calo dello spread.

Alla recente proposta del leader del M5S si lega la sentenza n. 122 della Corte Costituzionale, con la quale è stata data libertà alle Regioni di stabilire esenzioni ulteriori rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale.

Una serie di eventi e di dichiarazioni che portano alla diffusione periodica di notizie circa la presunta abolizione del bollo auto. La realtà è però differente.

La bufala dell’abolizione bollo auto: la realtà è ben diversa

Bisogna precisare da subito, per sciogliere ogni dubbio, che il bollo auto non è stato abolito e che, ad oggi, l’ipotesi di cancellazione totale della tassa automobilistica appare alquanto inverosimile.

Come sopra accennato, sono due le ragioni alla base della confusione che si sta creando nell’ultimo periodo.

La prima è una proposta che il Ministro Luigi Di Maio aveva annunciato nel corso di un’intervista televisiva rilasciata a luglio: entro la fine dell’anno il Governo avrebbe reperito le risorse necessarie per abolire il bollo auto. Cancellazione totale o, in alternativa, una profonda riduzione dell’importo dovuto.

Per le coperture, l’idea avanzata era quella di attingere dai risparmi derivanti dal calo dello spread. La proposta era stata ritenuta da subito eccessivamente ambiziosa, sia per via degli impegni economici già presi dal Governo (tra cui il disinnesco delle clausole IVA e la riforma fiscale) che per l’ingente somma da mettere in campo, tenuto conto che le entrate relative al bollo auto portano nelle casse delle Regioni circa 6,5 miliardi di euro all’anno.

Le promesse del M5S appaiono, ad oggi, ancor più irrealizzabili, a causa dell’improvvisa crisi di Governo che rende complicato il percorso di predisposizione ed approvazione della Legge di Bilancio 2020.

Bollo auto cancellato dalla Corte Costituzionale? La sentenza dice in realtà altro

Il secondo motivo alla base delle incomprensioni e del fioccare di bufale sul bollo auto è da attribuire alla cattiva interpretazione di una recente sentenza della Corte Costituzionale, la n. 122/2019 del relatore Luca Antonini.

La pronuncia è sicuramente rilevante: i giudici costituzionali hanno stabilito che le peculiarità attribuite alla tassa automobilistica impongono alle Regioni soltanto di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale.

Nulla è previsto invece in materia di riduzioni ed esenzioni. Al fine di sviluppare una propria autonoma politica fiscale ed in funzione delle proprie specifiche esigenze, le Regioni possono introdurre esenzioni anche se non previste dal legislatore statale.

La possibilità di introdurre esenzioni ulteriori rispetto a quelle nazionali è però cosa ben diversa dall’abolizione del bollo auto “avvallata” anche dalla Corte Costituzionale. Insomma, la realtà è purtroppo ben diversa da quanto riportato da molti sul web e, almeno per il momento, il bollo auto resta una delle spese a carico di milioni di contribuenti italiani.

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