Wall Street: i 2 nodi che potrebbero rovinare il Natale

Pierandrea Ferrari

23 Dicembre 2020 - 21:00

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Gli occhi del mercato rimarranno ben aperti durante le vacanze natalizie: le ultime mosse di Trump e le evoluzioni sul fronte Brexit dietro l’apprensione degli investitori.

Wall Street: i 2 nodi che potrebbero rovinare il Natale

Non sarà un Natale normale. Se questo è vero per gran parte della popolazione mondiale, costretta dalle disposizioni restrittive ad abbandonare le consuete celebrazioni di fine anno, ancor più lo è per Wall Street, con gli investitori che dovranno continuare a monitorare attentamente i titoli del loro portafoglio.

Quella che si appresta a concludersi è stata l’ennesima stagione del toro negli Stati Uniti, con le banche d’investimento inondate dalle richieste di aziende intenzionate ad esordire in Borsa prima del gong finale, seguendo la scia delle recenti Ipo di Airbnb e DoorDash.

Ma aldilà delle inevitabili conseguenze del trend rialzista di quest’anno, un velo di incertezza continua ad aleggiare nei salotti finanziari: il colpo di coda dell’anno, tra le schermaglie politiche negli Stati Uniti e gli “up and down” dei negoziati sul fronte Brexit, potrebbe infatti spegnere quell’entusiasmo contagioso tipico delle festività. I dettagli.

1. Trump blocca gli stimoli, Wall Street trema

L’incessante opera di mediazione di una fronda bipartisan del Congresso aveva portato alla definizione di un accordo su un impianto di stimoli economici da oltre 900 miliardi di dollari, poi approvato al Campidoglio nella tarda serata di lunedì 21 dicembre.

Per trasformare il testo in legge era sufficiente una firma di Donald Trump. Solitamente una formalità, ma non quando si tratta di The Donald. A poche settimane dalla fine del suo regno, il repubblicano ha respinto le misure concordate dai due partiti maggioritari, contestando l’assegno da 600 dollari che verrà incassato dai cittadini americani (2.000 dollari, la richiesta del tycoon).

Al momento i mercati non hanno abboccato all’ultimo gioco di prestigio di Trump, mantenendo sangue freddo, ma se quello che l’analista Jeffrey Halley ha definito “un bluff” dovesse rivelarsi un primo segnale di una logorante guerra di posizione sugli stimoli, allora gli investitori potrebbero iniziare a riposizionarsi per ripararsi dalla bufera.

2. Preoccupa lo stallo dei negoziati sulla Brexit

Buone notizie non arrivano neanche volgendo lo sguardo aldilà dell’Oceano. Sull’asse Londra-Bruxelles i negoziatori stanno tentando di scongiurare un’uscita disordinata del Regno Unito dopo decenni di politiche comuni, con la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che è intervenuta personalmente per sciogliere gli ultimi nodi. Ma a pochi giorni dal termine del periodo di transizione mancano ancora le firme sulla pratica di divorzio.

A preoccupare è la volatilità della sterlina, destinata a rimanere elevata in questo quadro di perdurante incertezza. Se il tavolo dovesse saltare, poi, gli analisti prevedono un crollo della valuta britannica rispetto all’euro e al dollaro.

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