USA: il Congresso ha approvato un pacchetto di stimoli da oltre $900 miliardi. Cosa prevede?

Pierandrea Ferrari

22 Dicembre 2020 - 15:33

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Un pacchetto di stimoli economici da oltre 900 miliardi di dollari, frutto della mediazione di una fronda bipartisan tesa a ridurre le distanze tra democratici e repubblicani, è stato approvato in tempi record dal Congresso: i dettagli.

USA: il Congresso ha approvato un pacchetto di stimoli da oltre $900 miliardi. Cosa prevede?

Nella serata di ieri – lunedì 21 dicembre - il Congresso ha approvato un pacchetto di stimoli economici da oltre 900 miliardi di dollari, sul quale democratici e repubblicani avevano trovato un accordo solo nell’ultimo fine settimana.

La prima votazione si è tenuta alla Camera dei rappresentanti, con la Presidente democratica Nancy Pelosi che ha sancito la schiacciante vittoria del sì, 359 a 53. Qualche ora dopo, i 92 voti favorevoli del Senato – controllato dai repubblicani – hanno permesso di blindare definitivamente la proposta di legge.

I tempi record sono un segno tangibile delle pressioni che ormai pesavano su Washington, con i key player della finanza a stelle e strisce che da settimane premevano per una nuova iniezione di liquidità nell’economia statunitense. Del resto, l’ultimo intervento del Congresso a sostegno del sistema USA risaliva allo scorso marzo, quando nel pieno della prima ondata venne approvato un round da 2.000 miliardi di dollari.

Un successo, quello del Campidoglio, reso possibile dall’opera di mediazione di una fronda moderata del Congresso, che nelle ultime settimane dell’anno ha scongiurato una frattura definitiva tra i due partiti maggioritari sul fronte degli aiuti economici. La palla, ora, passa a Donald Trump: con una firma il testo verrà tramutato in legge, forse l’ultimo atto del suo regno.

Cosa prevede il pacchetto di stimoli da oltre 900 miliardi?

L’approvazione di un nuovo pacchetto di stimoli economici prima della fine dell’anno non era scontata. Le tensioni tra repubblicani e democratici, ulteriormente inasprite dalla contesa elettorale dello scorso novembre, avevano infatti lasciato a lungo presagire un rinvio dell’intervento al 2021.

Ma l’incessante mediazione di un segmento bipartisan del Congresso - unitamente all’ammissione della sconfitta elettorale da parte di Mitch McConnell, leader dei senatori repubblicani - ha infine permesso alla classe politica statunitense di superare le frizioni. Una volta firmato da Donald Trump, il nuovo pacchetto di stimoli inietterà nell’economia statunitense oltre 900 miliardi di dollari, circa la metà rispetto all’importo approvato dai due partiti durante la prima ondata.

Come già accennato la scorsa settimana dal senatore John Thune, ogni cittadino americano riceverà un assegno da 600 dollari: la misura – caldeggiata a lungo dal democratico Bernie Sanders – è stata rivista al ribasso negli ultimi giorni a causa dell’inaridimento delle risorse anti-Covid.

Questo contributo a fondo perduto sarà poi accompagnato da un piano di prestiti pari a 284 miliardi, quest’ultimo teso a supportare le piccole aziende che più sono state esposte a quell’impianto di restrizioni implementato per contenere l’avanzata del virus.

Di 300 dollari a settimana, invece, il contributo dello Stato a coloro che hanno perso il lavoro prima e dopo la pandemia, mentre altri 25 miliardi serviranno a garantire la liquidità necessaria per pagare gli affitti. Un intervento, questo, largamente atteso, vista anche la piaga degli sfratti che ha tramortito il mercato immobiliare statunitense nel corso dell’anno.

E ancora, 82 miliardi di dollari per supportare le scuole e i collage universitari, 23 miliardi per finanziare dei programmi tesi a salvaguardare la salute dei bambini e altri 7 miliardi per rafforzare la connettività del Paese, in una stagione in cui milioni di americani hanno abbandonato i loro uffici.

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