Oltre 650.000 bottiglie d’acqua ritirate dai supermercati. Problemi di confezionamento negli USA

Ilena D’Errico

7 Marzo 2026 - 00:28

Più di 650.000 bottiglie d’acqua ritirate a causa di problemi di confezionamento negli Stati Uniti. Ecco cos’è successo.

Oltre 650.000 bottiglie d’acqua ritirate dai supermercati. Problemi di confezionamento negli USA

Negli Stati Uniti si sono verificati problemi con il confezionamento. Oltre 650.000 bottiglie d’acqua sono state ritirate dai supermercati, con grande sconcerto da parte dei consumatori. Di fatto, non è il primo di questi richiami che interessa le bottiglie d’acqua, quanto di più innocuo si possa immaginare, anche in Europa. Ma vediamo cos’è successo.

Oltre 650.000 bottiglie d’acqua ritirate dai supermercati

La Food and drug administration (Fda) degli Stati Uniti ha ordinato il ritiro di oltre 650.000 bottiglie d’acqua dai supermercati. In particolare, sono stati colpiti i prodotti della Valley Springs Artesian Gold LLC venduti soprattutto in Illinois e Wisconsin. A quanto pare, gli articoli non rispettavano gli standard di confezionamento richiesti per essere destinati in sicurezza ai consumatori.

Tutto è infatti cominciato da un’ispezione di routine presso lo stabilimento di produzione in Wisconsin, dove l’agenzia ha rilevato delle condizioni insalubri. Nel dettaglio, il richiamo interessa varie tipologie di acqua vendute dall’azienda, comprese quelle destinate al consumo di animali e bambini nei formati da un gallone (3,78 litri) e da 2,5 galloni (9,46 litri). Con un numero totale di 651.148 bottiglie, la Fda ha richiamato i seguenti articoli:

  • Valley Springs 1 gallone (3,78 litri) “Acqua in bottiglia 100% naturale” (UPC 0 31193-00701 9)
  • Valley Springs 2,5 galloni (9,46 litri) “Acqua in bottiglia 100% naturale” (UPC 0 31193-01501 4);
  • Valley Springs 1 gallone (3,78 litri) di acqua per neonati (UPC 0 31193-01401 7) proposta per il latte artificiale ma giudicata non sterile;
  • Valley Springs 1 gallone (3,78 litri) Daisy’s Doggy Water “Acqua pura al 100%. Senza cloro” (UPC 0 31193-90100 3);
  • Valley Springs 1 gallone (3,78 litri) “Acqua in bottiglia al 100% naturale con aggiunta di fluoro” (UPC 0 31193-01301 0);
  • Valley Springs 1 gallone (3,78 litri) “Acqua distillata per ebollizione” (UPC 0 31193-00601 2).

Come anticipato, il richiamo della Fda riguarda varie acque vendute dalla Valley Springs, anche quelle non destinate al consumo alimentare, come l’acqua distillata, che in ambito domestico è impiegata con elettrodomestici, ferri da stiro, umidificatori e così via. Non è comunque una situazione allarmante, visto che l’agenzia statunitense ha attribuito il livello 2 a questo richiamo, corrispondente a rischi per la salute pubblica di tipo temporaneo o reversibile con “probabilità remote di gravi conseguenze avverse”.

Di fatto, la Fda non ha riscontrato alcun effetto spiacevole legato al consumo o all’uso dell’acqua interessata, ma ha comunque insistito affinché i consumatori la riconsegnassero. Pare che abbia riscontrato pratiche non adeguate durante la produzione, per lo più relativamente alle procedure di pulizia per la manipolazione degli imballaggi. Il ritiro delle confezioni serve quindi come precauzione, perché come sottolineato dalla Fda: “la sicurezza dei consumatori è la nostra massima priorità”.

L’agenzia, peraltro, ha ritirato dal mercato parecchi prodotti alimentari nell’ultimo periodo, tra cui carni lavorate e formaggi. Non ci sono stati altri episodi rilevanti relativi all’acqua in bottiglia, nonostante il consumo in continua crescita e la (relativa) frequenza degli incidenti di questo genere. È inoltre positivo constatare che l’azienda interessata ha collaborato con apertura e disponibilità con le autorità, disponendo tempestivamente canali per informare i consumatori e assisterli nelle procedure di rimborso.

Il problema dell’acqua in bottiglia

In questo caso l’agenzia statunitense si è accorta che le procedure igieniche previste dalla legge non venivano rispettate correttamente, pertanto ha richiamato le bottiglie a rischio di contaminazioni. Al di là dell’episodio specifico, tuttavia, la questione è più ampia. Non soltanto aumenta progressivamente il numero di bottiglie venduto, ma vari batteri stanno sviluppando una resistenza crescente, che amplifica il rischio per la salute. La corretta prevenzione della contaminazione batterica è un problema globale che richiede l’applicazione rigorosa delle misure predisposte ed eventualmente anche regole più severe. Un altro problema comune è quello delle microplastiche, legato soprattutto al trasporto dell’acqua in bottiglia piuttosto che alla fase di imbottigliamento. Nel complesso, quindi, gli organi competenti sono molto attenti al tema, anche se non c’è nessuna allerta. L’acqua in commercio è da considerarsi sicura salvo diversa indicazione da fonti ufficiali, che è comunque quasi sempre di tipo preventivo.

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