La variante inglese del Covid a Roma buca le mascherine: l’allarme dei medici

Fiammetta Rubini

29/01/2021

29/01/2021 - 17:32

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Meno aggressiva ma più contagiosa, la variante inglese del Covid-19 può colpire facilmente anche chi rispetta le norme e indossa la mascherina nei luoghi chiusi.

La variante inglese del Covid a Roma buca le mascherine: l'allarme dei medici

La variante inglese del Covid che ha iniziato a circolare in modo significativo in Europa e nel mondo (ed è arrivata anche a Roma) è meno pericolosa ma molto più contagiosa.

La mutazione individuata nel Regno Unito a metà dicembre si sta rivelando essere in grado di adattarsi alle contromisure che stiamo adottando per proteggerci. Buca le mascherine chirurgiche nei luoghi chiusi e può infettare chi si rispetta le norme anti-contagio. I medici stanno osservando anche un abbassamento dell’età media dei positivi e una maggiore difficoltà nella ricostruzione del contagio.

La variante inglese a Roma: più contagiosa ma meno aggressiva

Il dottor Pier Luigi Bartoletti, segretario della Fimmg di Roma e provincia e capo della task force anti-contagio Uscar dei medici e degli infermieri volontari, racconta a Repubblica: “Sempre più spesso, quando chiediamo a un paziente che si è appena scoperto positivo come ha contratto il virus, ci sentiamo rispondere Non ne ho idea”.

La variante inglese ha una carica virale inferiore, ma ciò non significa che sia meno pericolosa.

L’osservazione non muove da studi scientifici ma dalla casistica riscontrata da diversi medici di famiglia da Roma Nord a Torre Angela. L’identikit del paziente medio oggi? Età giovane (tra i 20 e i 50 anni), carica virale più bassa, sintomi non gravi, ha scoperto di avere il Covid per caso e contagia facilmente i suoi familiari.

Buca le mascherine chirurgiche

La variante inglese ha una capacità infettiva fino al 70% più alta rispetto al “virus originale”, spiega Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute per la pandemia e professore di Igiene all’Università Cattolica.

Usare mascherine chirurgiche o di stoffa nei luoghi chiusi e non areati, senza mantenere la distanza di sicurezza, ci espone facilmente al contagio. Questo perché, sottolineano gli esperti, la variante inglese del Covid-19 riesce a superare il sottile strato della mascherina e a penetrare meglio nelle mucose, quindi la probabilità di infettarsi aumenta.

Se utilizziamo mascherine Ffp2 o Ffp3 che esercitano un’azione filtrante il pericolo non sussiste. Dobbiamo adottare misure più rigide per evitare il contagio. Questi i capisaldi da rispettare per azzerare le probabilità di contrarre il virus mutato, dunque: mascherina Ffp2, distanziamento e frequente igiene delle mani (con acqua e sapone e gel igienizzante).

La trasmissione a seguito di contatto con le superfici contaminate invece sarebbe marginale per tutte le varianti del virus.

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