Vaccino anti-Covid uscirà troppo tardi: ecco cosa ci salverà dalla pandemia secondo il Ceo di Novartis

Altro che vaccino per il coronavirus: ecco su cosa bisogna puntare davvero per uscire dall’emergenza pandemica, secondo il CEO di Novartis.

Vaccino anti-Covid uscirà troppo tardi: ecco cosa ci salverà dalla pandemia secondo il Ceo di Novartis

Il vaccino da solo non basterà per combattere il Covid-19, ha affermato Vas Narasimhan, amministratore delegato di Novartis. Il Ceo dell’azienda farmaceutica svizzera, che partecipa alla corsa per lo sviluppo di cure per il coronavirus, aveva già parlato in maniera realistica delle prospettive su terapie e vaccini. Un mese fa ha detto di aspettarsi che la pandemia continuerà a perseguitare il mondo almeno fino all’anno prossimo.

Coronavirus, Novartis: puntare sulle cure, non sul vaccino

Ora Narasimhan è tornato sull’argomento, precisando che ci vorrà ben più del vaccino per combattere il Covid. “Il mondo, dice, avrà bisogno innanzitutto di trattamenti, visto che per forniture significative di vaccini altamente efficaci dovremo aspettare almeno l’anno prossimo”. E anche quando il vaccino anti-Covid sarà sul mercato, continua, “probabilmente non proteggerà tutti, come già succede al vaccino contro l’influenza stagionale”.

Le terapie sono un ponte per quei vaccini: anche dopo che il vaccino verrà ampiamente utilizzato avremo bisogno di trattamenti per curare tutti quei pazienti che ancora si ammaleranno.

Vaccino Covid: a che punto è la ricerca

Alcuni dei più grandi passi nella lotta alla pandemia finora sono venuti proprio dalle terapie e dalla sperimentazione di farmaci utili a prevenire gravi danni ai polmoni.

Intanto, per quel che riguarda i vaccini, i primi dati dei front runner sono in dirittura d’arrivo: Pfizer Inc. prevede di avere i risultati già a ottobre. Novartis sta attendendo i risultati dello studio sull’efficacia del suo canakinumab (Ilaris) contro il coronavirus. In Italia il farmaco antinfiammatorio, che viene già usato per il trattamento della febbre periodica autoinfiammatoria, della malattia di Still e dell’artrite gottosa, è stato autorizzato dall’AIFA per l’uso compassionevole nei soggetti con polmonite da COVID-19.

La società farmaceutica svizzera, insieme ad altri 15 produttori di farmaci, ha stretto un accordo con la Fondazione Bill and Melinda Gates con cui si impegna, tra le altre cose, a sostenere un’equa distribuzione di vaccini e terapie a livello globale. Hanno chiesto anche alle autorità di rimuovere “considerazioni politiche ingiustificate” dal processo di approvazione di farmaci, vaccini e test clinici.

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