Vaccino anti-Covid ai Paesi più poveri o a rischio la ripresa mondiale. L’appello del WTO

Riccardo Lozzi

26/04/2021

26/04/2021 - 17:56

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La direttrice dell’Organizzazione Mondiale del Commercio Okonjo-Iweala lancia l’appello sul Covid-19: se i Paesi più poveri non avranno accesso ai vaccini è a rischio la ripresa economica mondiale.

Vaccino anti-Covid ai Paesi più poveri o a rischio la ripresa mondiale. L'appello del WTO

Stati Uniti e Regno Unito devono esportare i vaccini contro il Covid-19 ai Paesi più poveri, altrimenti il pianeta non riuscirà a superare la pandemia e sarà a rischio la ripresa economica mondiale.

Questo è l’appello lanciato dalla direttrice dell’Organizzazione Mondiale del Commercio Ngozi Okonjo-Iweala durante l’evento EU Trade Policy Day 2021 organizzato dalla Commissione Europea per discutere delle politiche commerciali che l’Unione dovrà mettere in campo nel prossimo futuro.

La numero 1 del World Trade Organization, intervenendo nel panel europeo, ha dichiarato come il nazionalismo e l’ineguaglianza nella distribuzione dei vaccini potrebbero mettere in pericolo anche i Paesi sviluppati, creando una situazione di insicurezza a livello globale.

Uno scenario che negli ultimi giorni si sta osservando con il caso India, dove la nuova variante sta portando a effetti devastanti per la popolazione locale, con oltre 349 mila nuovi contagi registrati in 24 ore, e sulla quale ci sono dei dubbi sull’efficacia dei sieri attualmente in circolazione.

Vaccino anti-Covid ai Paesi più poveri o a rischio la ripresa mondiale

Secondo il monito di Okonjo-Iweala, quindi, una maggiore equità vaccinale a livello internazionale garantirebbe anche una maggiore sicurezza per i Paesi occidentali, i quali hanno accelerato notevolmente la somministrazione nelle ultime settimane.

Attualmente sono oltre 1 miliardo le dosi inoculate a livello globale, di cui più 400 milioni sono state distribuite in Regno Unito, Unione Europea e Stati Uniti, dove Biden ha raggiunto l’obiettivo di 200 milioni di vaccini in meno di 100 giorni dal suo insediamento.

La direttrice dell’OMC ha comunque elogiato il blocco comunitario, insieme a Cina e la stessa India, per il loro impegno nelle esportazioni.

Infatti, l’UE ha finora garantito l’invio di 136,1 milioni di dosi in 43 diversi Stati del mondo, di cui, però, 52,3 milioni sono stati consegnati al Giappone, 16,2 milioni proprio nel Regno Unito e 12,8 milioni in Canada.

Una situazione che vede così almeno l’80% dei vaccini attualmente disponibili somministrati nelle nazioni con una maggiore ricchezza e che, come ha avvertito Ngozi Okonjo-Iweala, potrebbe portare a conseguenze pericolose per tutti.

L’appello dell’Organizzazione Mondiale del Commercio

Un allarme simile era stato lanciato anche dal direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, il quale, prima del rilascio delle prime autorizzazioni per l’utilizzo per il farmaco, aveva avvertito come il nazionalismo dei vaccini avrebbe potuto portare a prolungare i tempi della pandemia anziché ridurli.

Nelle scorse settimane anche Greta Thunberg è intervenuta sull’argomento, criticando duramente le disparità nei diversi Stati e annunciando, tramite la sua associazione, una donazione di 100 mila euro a sostegno di COVAX, l’iniziativa dell’OMS per l’equo accesso dei vaccini anti-Covid.

Ora però, come ha avvertito Ngozi Okonjo-Iweala, è il turno di Paesi come Stati Uniti e Regno Unito giocare un ruolo di primo piano in questa partita decisiva per la ripresa del pianeta.

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