Vaccino Covid in Italia potrebbe diventare obbligatorio

Fiammetta Rubini

14 Dicembre 2020 - 11:30

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Se tra un anno non ci saranno abbastanza persone vaccinate, il vaccino contro il Covid potrebbe diventare obbligatorio in Italia: l’annuncio del viceministro della Salute.

Vaccino Covid in Italia potrebbe diventare obbligatorio

Il vaccino anti-Covid potrebbe diventare obbligatorio in Italia. “Una qualche forma di obbligatorietà andrà pensata”, ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, “se a un anno dal suo rilascio ci saranno poche persone vaccinate”.

Una decisione che se venisse presa ora troverebbe favorevole meno del 45% degli italiani secondo un recente sondaggio di Index Research per Piazza Pulita.

A meno di un mese dall’arrivo del vaccino in Italia, la questione sulla sua eventuale obbligatorietà torna centrale, soprattutto perché aumenta la fetta di indecisi, ossia di coloro che non sanno se farebbero il vaccino, e cala anche se di poco la percentuale di persone disposte a farlo. Ciò solleva un dilemma per i governi: se l’efficacia di un vaccino dipende dall’alta percentuale di persone che lo fanno, cosa succederà se un gran numero di cittadini deciderà di non vaccinarsi?

Vaccino, si parte a gennaio: sarà obbligatorio?

La data simbolica di avvio delle vaccinazioni anti-Covid in Europa è il 6 gennaio. In Italia le prime dosi sono in dirittura d’arrivo alle regioni, con somministrazioni a partire da metà gennaio a medici e ospiti delle RSA.

L’orientamento del nostro Governo, così come quello di altri Stati europei, non è al momento quello di rendere obbligatorio il vaccino per il coronavirus, anche se sarà fortemente consigliato. L’obiettivo del ministero della Salute è ottenere l’immunità di gregge con un’efficace campagna di persuasione.

Nelle scorse settimane si è fatta largo l’ipotesi patente di immunità, un certificato atto a dimostrare che si è vaccinati e che servirebbe per andare al cinema, a teatro, allo stadio o al ristorante. Vaccino non obbligatorio, dunque, ma richiesto per poter prender parte a una serie di attività sociali. Nonostante le indiscrezioni, però, l’Italia non starebbe prendendo in considerazione un piano del genere.

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