Vaccino Covid, Rasi (Ema) frena Conte: “Improbabile a Natale, prime dosi nel 2021”

Se per Giuseppe Conte le prime dosi potrebbero arrivare a dicembre se i contratti stipulati dall’UE fossero rispettati, arriva una sostanziale smentita da parte di Guido Rasi, direttore esecutivo dell’Ema, che ha spiegato come per un vaccino si dovrà aspettare la metà 2021.

Vaccino Covid, Rasi (Ema) frena Conte: “Improbabile a Natale, prime dosi nel 2021”

Le tempistiche per il vaccino Covid difficilmente saranno quelle augurate da Giuseppe Conte. A frenare il premier è Guido Rasi, direttore esecutivo dell’Ema (l’Agenzia europea del farmaco) che è stato intervistato da La Repubblica.

Nei giorni scorsi Conte, a margine della firma dell’ultimo DPCM, aveva spiegato come “la Commissione Europea ha stipulato vari contratti che prevedono già a dicembre l’arrivo delle prime dosi del vaccino”.

Se questi impegni contrattuali saranno confermati - ha proseguito poi il premier - potremmo intervenire subito per distribuire i vaccini alle categorie sociali più fragili, agli operatori sanitari che sono più esposti al pericolo”.

Tutto questo però secondo Guido Rasi sarebbe “tecnicamente è ancora possibile, ma è estremamente difficile se non improbabile”, con il direttore esecutivo dell’Ema che sul tema del vaccino in Europa ha dato un cronoprogramma diverso.

Vaccino Covid: le tempistiche per Guido Rasi

Con la seconda ondata del coronavirus che sta mettendo di nuovo in ginocchio tutta l’Europa, il pressing per avere un vaccino nel minor tempo possibile si fa sempre più asfissiante da parte dei singoli Stati, visto che sarà Bruxelles a distribuirlo una volta che sarà arrivato il via libera alla commercializzazione da parte dell’Ema.

Difficile trovare di conseguenza voce più autorevole a riguardo di Guido Rasi, che dell’Agenzia europea del farmaco è direttore esecutivo. Le sue parole sono però più prudenti rispetto a quelle di Giuseppe Conte.

Le case farmaceutiche - ha spiegato Rasi a La Repubblica - non ci hanno ancora presentato i dati clinici delle sperimentazioni e praticamente siamo a novembre; se tutto andrà liscio potremo autorizzare i primi vaccini tra gennaio e febbraio”.

Per il direttore al momento “ne abbiamo tre che hanno completato o stanno per completare la terza fase della sperimentazione: Moderna, AstraZeneca e Pfizer. Ora devono analizzare i dati e compattarli”.

Di conseguenza secondo Rasi per un vaccino “se entro fine novembre ci manderanno informazioni chiare e inequivocabili potremo farcela appunto tra fine gennaio e inizio febbraio”, ma soltanto entro l’estateinizieremo ad avere abbastanza vaccinati per vedere gli effetti sulla pandemia”.

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