Vaccino Covid: in Italia servirà per andare al cinema e allo stadio? Ipotesi patente d’immunità

Antonio Cosenza

11 Dicembre 2020 - 15:38

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Vaccino anti-Covid: non sarà obbligatorio ma potrebbe essere richiesto per partecipare ad alcune attività sociali. Le richieste dell’Europa e la posizione del Governo italiano a riguardo.

Vaccino Covid: in Italia servirà per andare al cinema e allo stadio? Ipotesi patente d'immunità

In Italia, almeno per il momento, il vaccino non sarà obbligatorio. Lo ha confermato più volte il Presidente del Consiglio, il quale ha dichiarato di voler salvaguardare il più possibile il principio di autodeterminazione.

Ma il Presidente Conte non ha mai chiarito i dubbi riguardanti la possibilità di prevedere una patente d’immunità per coloro che si sottoporranno al vaccino. Un’idea che in questi giorni si è fatta strada in Inghilterra, con non poche polemiche: qui - dove il piano vaccini anti-Covid è già partito - si è diffusa la voce per cui alle persone che rifiutano di vaccinarsi verrà limitato l’accesso in teatri e stadi, come pure in pub e ristoranti. Un’ipotesi già smentita da alcuni membri del Gabinetto ma che non è da escludere venga attuata nel resto d’Europa, Italia compresa.

Diversi organi di stampa, infatti, stanno rilanciando l’idea di una patente d’immunità per coloro che si sottoporranno al vaccino, così da permettere a questi di prendere parte alle attività sociali.

A parlare di patente d’immunità - che “a fine campagna permetterà solo ai vaccinati di entrare nei teatri o negli stadi” - è il Corriere della Sera, mentre altri quotidiani raccontano del piano dell’OMS Europa di introdurre per tutti i Paesi un “certificato elettronico di vaccinazione”.

Va detto che al momento si tratta solamente di indiscrezioni: molto dipenderà, come tra l’altro sottolineato da Giuseppe Conte in più di un’occasione, da quanto riusciremo a tenere sotto controllo la curva dei contagi, nonché da quante persone sceglieranno di sottoporsi al vaccino.

Vaccino necessario per andare allo stadio o al teatro in Italia?

Le variabili in gioco, quindi, sono molte ed è per questo che, al momento, è impossibile dare una risposta rispetto a cosa succederà, sia per quanto riguarda la patente d’immunità che per il fatto che la vaccinazione anti-Covid possa essere obbligatoria.

Al momento, comunque, il Governo italiano tende a smentire entrambe le ipotesi: così come non è intenzione rendere obbligatorio il vaccino, non sembra essere nemmeno in programma limitare la partecipazione alla vita sociale solamente a quelle persone che sono state vaccinate.

Anche perché, limitare l’ingresso a teatri, stadi e ristoranti solamente a chi si vaccina sarebbe comunque discriminatorio per coloro che decideranno di non vaccinarsi. Qualora il Governo intenda tutelare il diritto all’autodeterminazione, quindi, dovrebbe anche astenersi dall’introduzione di una patente d’immunità.

Niente patente d’immunità in Italia, ma l’Europa ci pensa

L’Italia dovrà comunque tener conto delle indicazioni che arrivano dall’OMS Europa. È vero che al momento il Governo non intende prevedere una patente d’immunità, ma va detto che nel frattempo in Europa si sta riflettendo su questa possibilità che potrebbe essere estesa a tutti i Paesi.

A tal proposito, l’esperto di vaccini dell’OMS Europa, Siddhartha Datta, ha confermato che all’interno dell’Organizzazione si sta riflettendo sulla possibilità di lavorare con gli Stati membri per realizzare un “certificato di vaccinazione elettronico”.

Un certificato al quale sarà condizionata la partecipazione ad alcune attività sociali: ad esempio, per chi ne è sprovvisto - in quanto ha deciso di non vaccinarsi - potrebbe essere preclusa la possibilità di andare al cinema, allenarsi in palestra o giocare a calcetto, come pure di prenotare un viaggio.

In tal caso, quindi, dovremo abituarci all’idea di un’Europa divisa in due: da una parte coloro che essendosi sottoposti al vaccino potranno tornare alla normalità, mentre dall’altra coloro che - almeno fino a quando il livello di rischio non tornerà pari a zero - avendo deciso di non sottoporsi al vaccino dovranno rispettare ancora una serie di divieti.

Anche se la profilassi sarebbe facoltativa, quindi, un tale certificato rappresenterebbe un incentivo alla vaccinazione, un messaggio forte che potrebbe spingere quante più persone a sottoporsi al vaccino anti-Covid. Una decisione che sul piano etico solleva più di qualche perplessità: nonostante non si tratterebbe di una coercizione vera e propria, rappresenterebbe comunque una forzatura, nonché una violazione del principio di autodeterminazione.

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