Startup Act

Startup Act

di Cristina Crupi

Universo startup: la policy italiana a sostegno dell’innovazione

Cristina Crupi

15 dicembre 2020

Universo startup: la policy italiana a sostegno dell'innovazione

Una impresa in possesso di determinati requisiti può ottenere lo status di startup innovativa e godere di una serie di benefici per tutto il periodo di crescita.
In questo blog analizzeremo la normativa, le particolarità in essa contemplata, le agevolazioni, gli strumenti messi a disposizione dalla Policy e come applicarli in concreto. E’ fondamentale, infatti, conoscerli per poterne usufruire a vantaggio di una crescita più solida e di una maggior capacità di attrarre a sé investimenti.

Le startup innovative, di seguito solo startup, sono società di capitali o cooperative che hanno quale oggetto sociale, esclusivo o prevalente, la produzione o la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. La disciplina delle startup innovative è relativamente recente e nasce all’interno della Strategia per la Crescita “Europa 2020”.

Una panoramica dell’evoluzione normativa

Il Decreto legge n. 179 del 2012, convertito in legge 221 del 2012 (c.d “DL Startup” o “DL Crescita”), rappresenta la prima normativa specifica per le startup, una pietra miliare per ecosistema dell’innovazione. Il percorso è stato avviato attraverso l’introduzione degli artt. 25 a 31 del decreto legge su richiamato, con lo scopo di sostenere la crescita, lo sviluppo tecnologico, l’occupazione e una maggiore mobilità sociale.

Con questa legge si è introdotta una definizione di startup innovativa attribuendo a questa categoria una disciplina ad hoc con un pacchetto di misure agevolative.
La nozione di startup è stata poi subito ampliata, al fine di consentire ad un maggior numero di società di poter accedere ai benefici previsti, dal Dl 76 del 2013 (cd. “Decreto del Fare”). Nello specifico, tale decreto ha modificato la disciplina delle s.r.l. semplificate, ha abrogato la s.r.l. a capitale ridotto ed ha ammesso per tutte le s.r.l. la possibilità di costituirsi con capitale inferiore a 10 mila euro.

L’anno 2015 ha segnato un altro importantissimo intervento legislativo in favore delle startup: da un lato il Dl 3 del 2015 (cd. “Investment Compact”), che ha introdotto la nuova categoria delle PMI innovative e dall’altro D.lgs. 81 del 2015 (cd. “Jobs Act”) ha introdotto una disciplina del lavoro su misura per le startup. Nel 2016, invece, arriva la normativa ad hoc sull’equity crowdfunding e sugli investitori professionali. Gli anni 2017, 2018 e 2019, con le relative Leggi di Bilancio, hanno contribuito ad affinare, potenziare ed ampliare l’offerta delle agevolazioni previste. Tutti questi interventi del legislatore costituiscono lo Startup Act, ovvero la policy italiana in favore delle società innovative. Ulteriori misure, non riconducibili allo Startup Act originario, sono poi intervenute ad arricchire il quadro complessivo in favore dell’innovazione, con il Piano 4.0 ed il Fondo Nazionale Innovazione.

Requisiti per costituire una startup innovativa

I requisiti per costituire una startup possono essere suddivisi in due categorie: i requisiti societari e quelli relativi all’attività innovativa. I primi sono:

  • la costituzione e lo svolgimento dell’attività di impresa da meno di 5 anni;
  • la fissazione della sede principale in Italia o in uno degli stati membri UE o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo, purché abbia una sede produttiva o una filiale in Italia;
  • l’oggetto sociale, esclusivo o prevalente, deve essere lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • la società non deve distribuire utili, in quanto lo scopo è quello di rafforzare la struttura patrimoniale societaria e di favorire l’investimento degli utili nella ricerca e sviluppo;
  • la costituzione della società non deve derivare da fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda;
  • il totale del valore della produzione annua non deve superare i 5 milioni di euro, a partire dal secondo anno di attività;
  • le quote e le azioni del capitale sociale non devono essere quotate su un mercato regolamentato.

Requisiti propri dell’attività innovativa

Fermo quanto sopra, le startup innovative devono, inoltre, possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

  • sostenere spese di ricerca e sviluppo in misura uguale o superiore al 15% del maggior valore tra costo e valore totale della produzione;
  • impiegare dipendenti o collaboratori, che rappresentino almeno 1/3 della forza lavoro complessiva della società, in possesso del titolo di dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, o laureati con almeno 3 anni di attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero soggetti in possesso di laurea magistrale purché rappresentino almeno i 2/3 della forza lavoro complessiva;
  • essere la startup titolare, licenziataria o depositaria di almeno un brevetto per industria, biotecnologie, semiconduttori, e varietà vegetali.

Il legislatore ha introdotto anche figure speciali di startup innovative e sono:

  • la startup innovativa a vocazione sociale (art. 25, comma 4, Dl startup);
  • la startup innovativa turismo (attiva dal 1° gennaio 2015);
  • la startup culturale.

Come costituire una startup innovativa

L’atto costitutivo di una startup può essere redatto, in alternativa, per atto pubblico notarile oppure mediante atto tipizzato con firma digitale, senza l’intervento del notaio. Questa modalità è percorribile facoltativamente, ed in via alternativa, rispetto a quella ordinariamente prevista dal codice civile, ovvero la costituzione per atto pubblico.

Come mantenere la qualifica di startup

Per beneficiare della disciplina di favore, le startup devono mantenerne la qualifica ed effettuare adempimenti, alcuni dei quali periodici. In particolare esse devono:

  • aggiornare ogni anno le informazioni contenute nella sezione speciale del registro delle imprese;
  • depositare al registro delle imprese l’autocertificazione che attesti il mantenimento del requisito di startup;
  • pubblicare ed aggiornare sul sito internet della società stessa tutte le informazioni riportate nella domanda di iscrizione in sezione speciale.

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Cristina Crupi

Avvocato ed esperta di startup, PMI e innovazione. Autrice del “Codice delle Startup”

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