Dopo la bella figura dell’ADP, all’inizio della settimana scorsa, molti si aspettavano di vedere un risultato simile per il dato NFP di Venerdì. Le stelle invece non si sono allineate correttamente: l’indice del Non Farm Payroll ha sconvolto i mercati con un altro ribasso.
Come si è visto, i risultati di giugno sono stati di gran lunga peggiori del previsto, dato che solo 18.000 posti di lavoro sono stati aggiunti all’ economia. Questo è stato l’esatto contrario di quanto ci si aspettava, poiché i risultati ADP, migliori del previsto (157.000 vs 67.000), avevano indotto i mercati a credere che il rapporto NFP poteva verosimilmente rivelarsi superiore rispetto al dato atteso di 97.000.
Analisi e Considerazioni
In primo luogo, il numero del mese precedente è stato rivisto al ribasso da 54.000 ad appena 25.000. Questa revisione al ribasso si è verificata per il terzo mese consecutivo.
In secondo luogo, con il governo che continua con le sue misure di taglio dei costi (39.000 i licenziamenti nel mese di giugno), tocca al settore privato raccogliere il testimone ed entrare in gioco. Ma le imprese sono riluttanti ad assumere in questo momento, in quanto le società hanno introdotto solo 57.000 unità il mese scorso, numero inferiore rispetto alle incoraggianti 241.000 nuove assunzioni che abbiamo visto nel mese di aprile.
In terzo luogo, entrambi i dati, della settimana lavorativa e dei guadagni orari, sono scesi nel mese di giugno.
«WWFD (What Will the Fed Do)?» Cosa farà la Fed? E’ una domanda che è stata sollevata più volte di quante ne possiamo contare dopo la diffusione dei deludenti e preoccupanti risultati del NFP.
In verità, a questo punto, è difficile dire quello che la Fed farà. Ma penso che tutti noi abbiamo un’idea abbastanza precisa di cosa NON farà: normalizzare la sua politica monetaria
Se la Fed si è dimostrata prudente prima (ci riferiamo alla stretta della politica monetaria), basti pensare a quanto lo sarà ora che ha visto due mesi consecutivi di dati deludenti! Un mese negativo di dati sull’occupazione non fa tendenza e non costituirebbe un precedente, ma due mesi sono una storia completamente diversa.
Con gli ultimi due rapporti NFP che non mostrano segni di miglioramento nel mercato del lavoro, la Fed potrebbe prendere in seria considerazione la possibilità di un QE3.
Allora, cosa possiamo aspettarci dal dollaro?
In seguito al rilascio delle cifre relative all’occupazione, si è registrato un deciso sell off del dollaro rispetto allo yen giapponese, al franco svizzero e alla sterlina inglese. Nelle prossime settimane, non sorprenderebbe assistere alla stessa cosa.
Il dollaro potrebbe subire ulteriori pressioni, soprattutto se i mercati sposteranno la loro attenzione verso i differenziali dei tassi di interesse.
Allo stesso tempo, sarebbe saggio tenere un occhio su altri mercati (azioni e obbligazioni) per vedere come tutto questo influirà sia sulla propensione al rischio complessivo che sul sentiment per il dollaro.
L’unica cosa chiara è che, tra i porti sicuri, il franco e lo yen sembrano essere le puntate migliori.
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